Per varie ragioni affettive e irrazionali – in parte, almeno – sono un primordiale fan di Dell, forse per essere stata pioniere nel built-to-order, o forse per la storica focalizzazione sui canali di vendita online, e tutto sommato le per buone esperienze passate nell’uso dei suoi PC – poca moda, molta sostanza.
Recentemente Dell ha iniziato a produrre una gamma di notebook dai colori vivaci (sul dorso del monitor LCD) – ok, niente a che vedere con la Mela, ma carini: dopo un’incredibile peripezia sul loro sito (non spediscono a un indirizzo diverso da quello registrato dalla carta di credito, con l’ovvia conseguenza che per un privato risulta pressochè impossibile acquistare, se non hai una casa presidiata in orario lavorativo, e tantovale dire "non vendiamo ai privati") poi risolta in extremis con l’intervento di un ottimo supporto commerciale telefonico, qualche settimana fa sono infine diventato – finora felicemente – proprietario di uno di questi notebook colorati.
Detto questo, Dell decide (finalmente? Tragicamente?) di esporre i prodotti dal vivo, nella grande distribuzione, di renderli, in un certo senso, "reali". Ora, non credo che l’engagement dei clienti di Dell raggiunga nemmeno in scala 1:100 la sensazione di culto attorno alla Mela, ma un minimo di attesa ci poteva essere. E infatti quando è arrivata questa mail…
…la curiosità mi ha spinto fino al Carrefour, in cui sono esposti i Dell colorati. Ecco lo spettacolo che si è presentato.
- Nessun supporto umano – appare tutto molto abbandonato
- I colori (oggetto del corner) non si vedono proprio – i notebook vengono mostrati aperti, non chiusi. Mioddio, almeno un paio chiudeteli, sennò non si capisce la battuta!
- Non ci sono indicazioni nè supporto sulle possibilità online di configurazione ad hoc del colore e delle caratteristiche – multicanalità perduta al 100%
- L’isola Dell sembra costruita con un corso veloce di art attack, materiali molto economici, tavoloni di legno impellicolati alla buona
- Sotto ai notebook si sono infiltrate altre marche casuali di componenti cheap.
Insomma, a me sembra, a sensazione, una bella sinergia: Dell non ha idea di come si vende offline, Carrefour non ha idea di come si valorizza un brand con una propria identità distintiva; eppure, per arrivare appena alla sufficienza, bastava andare al Mediaworld a 100 metri e fare una foto al corner di Apple – niente di che ma, ehi, là si capisce che Apple è Apple, e gli altri sono gli altri.
19 Comments
in effetti è triiiistissimo. Comunque stessa cosa accade con Apple, che non so per quale follia si è messa a concedere la vendita nei Carrefour. Non vi dico la tristezza del micro-stand Apple al Carrefour di Paderno Dugnano, un banchettino con due computer buttati li e altre cose che non c’entrano molto… In compenso ogni tanto fanno offertissime, tipo modem USB apple a 15 euro invece che 55! :D
Sono allibito. Io il culto per il mio dell xps m1330 ce l’avevo. E adesso vedrò sugli scaffali di un supermercato il mio gioiello. E gente ignorante che se lo porta via. Dell ha perso 1000 punti.
Leggendo il post mi sono detto “Ecco, è di Roma”.
E invece ciccia (dio benedica i profili on-line, che evitano ste gaffe): a quanto pare il connubio Carrefour + Mediaworld a uno sputo di distanza è abbastanza comune e diffuso in tutta italia…
Ma pensavano di vendere frutta e verdura?? :-(
Dovrebbero stare attenti a scegliere la catena di distribuzione, ma a quanto pare non gli importa nulla, pensano solo alla capacità di vendita e magari ale condizioni che offrono!
Io non ho mai avuto il desiderio di acquistare un Dell, ma adesso proprio mi è passato!
Che poi ragionandoci su noi si compri un pc -per lavoro- solo per la scaffaleria..è anche un po’ triste eh?!
:-P
In effetti qualcuno mi aveva detto che Dell stava facendo marcia indietro in qualche modo e che aveva deciso di iniziare a “farsi vedere” anche nei punti vendita. Da questo, alcune considerazioni:
- da quello che percepivo sul brand, da quello che ho avuto modo di conoscere direttamente del brand e dalle impressioni riportate anche su questo blog, mi sembra che Dell avesse un’identità chiara e che quell’identità piacesse molto al “suo pubblico”. Certo, magari un pubblico più caratterizzato (con un profilo molto chiaro), che probabilmente non comprava Dell (solo) per la convenienza, ma per altri motivi (flessibilità, libertà, competenza, co-makership). Se questo è vero, forse (ma vado per ipotesi) si potevano praticare prezzi anche leggermente più alti, se il problema percepito dall’azienda (che ha spinto a scelte del tipo Carrefour) è questo;
- la GDO sta diventano potente e succulenta per molti produttori. Ok, fermo restando che per il vissuto che hanno marchi come Dell e Apple (a maggior ragione) sarebbe forse opportuno evitare il Carrefour di turno, un ampliamento della copertura distributiva ci potrebbe stare, ma forse solo limitatamente a taluni modelli e comunque la “presenza del brand sul pdv” dovrebbe essere curata e gestita con attenzione. Gli spunti che avete dato mi fanno pensare molto…;
L’unico portatile che potrebbe fare concorrenza “alla sensazione di culto alla Mela” mi sembra sia l’Asus eeepc per l’innovazione che incarna. Il fatto di avere Linux e i prezzi bassi sono una piccola rivoluzione.
Credo che più che marcia indietro Dell provi qualche strategia diversa rispetto al passato visto il calo di vendite che ha avuto recentemente. Tuttavia tra strategia e sputtanamento del brand messo in mano a incapaci ce ne passa. Devo dire che non è la prima volta che vedo situazioni del genere. I distributori così come gli showroom di autovetture credono che i prodotti si vendono da soli e che tanto ci pensano “loro” a fare pubblicità. Quelli che come Apple hanno capito che si guadagna più con l’after-sales(accessori ecc.)spendono molte più risorse nella concezione di esposizione ottimale del prodotto e di ciò che gli stà in torno. Gli accessori auto ad esempio che potrebbero essere venduti in un volume estremamente maggiore se solo venisse curata l’esposizione e la comunicazione dei prodotti.
Per riassumere, ma possibile che ancora non si dia importanza al momento dell’acquisto per proporre sevizi o semplicemente per valorizzare un prodotto che ancora non ha la parola per valorizzarsi da solo?
Per un portatile dell basta e avanza quello stand ahahaha
Non sono mai entrata in un Carrefour…quindi permettimi la domanda.
Ma anche gli altri prodotti (di qualsiasi genere)sono trattati in questo modo o è solo Dell che non ha assolutamente un briciolo di potere contrattuale?
Visti anch’io al Carrefour di Carugate (MI). Terribile.
:-)
gli altri sono gli altri…
Carino…
Mi ricorda i grandi magazzini della Germania dell’est negli anni 70. :-)
E’ proprio così: ad ognuno il suo!
uff, e io che speravo che Dell partecipasse (o almeno rispondesse) alle conversazioni online, invece nulla: altro che IdeaStorm
http://www.dellideastorm.com/
Sono forse piu’ deluso di questo che non dello strapuntino fatto in casa al supermercato…
vogliamo una foto anche del corner di apple, se no che par condicio è? ;-)
appena vado da mediaworld, eseguo :)
Il problema della grande distribuzione è che non sai mai come finiscono i tuoi prodotti. In USA ho visto commessi con gli schemi per mettere i maglioni nel’ordine di colori giusto su uno scaffale, qua siamo alla preistoria come al solito. Detto questo, il corner è un po’ povero, su questo non c’è dubbio…
@baldo: piu’ che povero (che puo’ andare bene) è insensato. fai una campagna sul colore, poi posizioni i pc in modo che sembrino tutti grigi uguali – e mostri SOLO due colori, di cui uno blu scuro/nero. mah.