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I dannati della link popularity

(dal forum "Alverde.net – guadagna con il tuo sito web!") link

[COMPRO] Blog Post o Pagine Interne (finalità SEO)

Ciao a tutti,
collaboro con una agenzia di Marketing che si occupa delle tematiche più disparate[1], ed in particolare mi occupo del segmento dell’aumento di popolarità per siti i quali trovano difficoltà a raggiungere popolarità visti i settori che riguardano, ovvero che convivono con l’impossibilità di svolgere scambi o di ricevere links spontanei[2].
Vista l’importanza della tematicità dei links data da Google, mi trovo costretto[3] alla richiesta che ho posto nel titolo del thread:
- Acquisto pagine interne ai vostri siti, linkate necessariamente dalla index, con un testo che puo’ essere redatto da noi o da voi, e che sia però ottimizzato sotto il profilo del tag title, description e così via; lasciamo anche la possibilità di mantenere la grafica del sito qualora lo vogliate, o altrimenti va benissimo pure una grafica spoglia; (ovviamente inseriamo i links nel testo)[4]
- Acquisto blog post, che potranno avere anche un tono di annuncio, onde evitare confusione tra i vostri utenti, del tipo: "vi annunciamo l’apertura del sito XY, nel quale potrete trovare…..". Come sopra a noi interessa semplicemente l’inserimento di links testuali.[5]
CONDIZIONI:
- Siti con contenuti originali e sviluppati con decenza;
- Niente siti freschi di pubblicazione;
- PR > 3;
- Una base di unici da motori, minimo > 100.[6]
[...]
Pagamento esclusivamente con bonifico bancario.
[...]

[7] i commenti

Cerchiamo di analizzare insieme i problemi posti dal nostro povero cacciatore di link, umile pedina in questo ingranaggio infernale della popularity, che deve portare a casa nel più breve tempo possibile prede di qualsiasi tipo e dimensione, e che quindi decide di chiedere ai bracconieri di aiutarlo.

[1] L’agenzia che svolge tematiche disparate, in realtà svolge tematiche disperate. Solo un’agenzia che si fonde con l’azienda, e non certo un outsourcer totale, può rispondere alla richiesta di verità che arriva dalla rete.

[2] esistono settori poco adatti, ma più probabilmente non esiste la pazienza di iniziare una crescita organica della conversazione e quindi della site popularity. E ancor più plausibilmente non c’è nessuna voglia di avere i link sbattendosi ad aprire la propria struttura verso l’esterno, con forum, blog, ecc. Anzi, in questi settori vige la norma per cui nemmeno all’interno dell’azienda deve passare troppa informazione, figurati al di fuori. Eppure, proprio perchè questi settori sono poco ‘conversati’ anche un minimo di conversazione (spontanea) può portare grandi risultati

[3] interessante che anche il nostro umile cacciatore di frodo abbia avuto l’illuminazione etica di ciò che sta facendo, ma si trovi costretto (dall’azienda committente, dalla sua azienda) a piazzare le trappole.

[4] una volta almeno c’era l’obbligo di scrivere, in piccolo, pubbliredazionale.

[5] ogni blogger avrà opportunità crescenti di scambiare ogni volta un po’ di reputazione con pochi soldi – in pratica, nel sistema tradizionale la pubblicità (nella migliore delle ipotesi) nutriva e indirizzava il giornale, che indirizzava a sua volta il giornalista, ora si è disintermediato un passaggio.

C’è anche il metodo presentabile per avere i link, il "convolgimento dei blogger nell’evento aziendale": io credo che l’unica discriminante, per capire se l’azienda stia facendo solo un mero calcolo (valore dei link – costo dei tramezzini) oppure ha sincere intenzioni, è il grado di apertura della propria comunicazione interna. Epidermica, calcolo. Strutturale, sincera.

[6] Quello che mi inquieta è che non sarò in grado di sapere, se arrivo p.e. da Google, l’affidabilità o la marketta di quel blog, e se quel link al nuovo servizio xyz o al prodotto ywk nasce da una libera valutazione o da un bonifico bancario. E questo lo sanno anche ‘i cattivi’ (infatti chiedono il numero di contatti provenienti dai motori, mica dai feed rss). E finchè Google non farà lo scanning mentale dei blogger, non sarà certo in grado di capirlo.
Credo che in futuro ci si fiderà molto più dei link condivisi dai propri contatti nei vari social network, che di quelli delle SERP di Google. E quindi il problema – ottimisticamente parlando – si risolverà da solo*.

[7] se vi aspettate risposte sdegnate, non aprite il link.

* Un articolo da stampare e incorniciare sull’argomento è Social Networks will be like air, al punto "3) Social context for activities".

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