Tony Siino ha pubblicato su Nòva (il noto inserto hitech del Sole 24 Ore offline del giovedì) l’articolo Vivere nella blogosfera, estratto della sua ricerca di dottorato su blog e dimensione urbana e territoriale, in cui analizza i rapporti umani, di lettura, che intercorrono in una parte della blogosfera, in un risultato che vuole mapparsi come fosse una specie di città virtuale (in cui i flussi di comunicazione sono i legami di conoscenza e amicizia online).
Questo se ho capito bene – che poi ora lo andate a spiegare voi ai miei genitori che l’unica volta (a memoria) in cui sono apparso sul loro giornale cult sono stato definito hub, e che questo appellativo non è nel senso di Malpensa (cioè un coso che è stato tagliato per ragione di costi insostenibili) ma significa, detto un po’ alla buona, una piazza in cui le opinioni si incontrano (o si scontrano).
Tony ha promesso un po’ di dati e qualche dettaglio in più per farmi capire meglio.
Magari cambio idea e smetto di pensare che questi hub siano (solo) dei nani giganti.
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Non sottovalutare così la silver generation!
A mia madre l’altro giorno ho spiegato la differenza fra router e modem, e pare abbia capito;-)
Comunque appena Tony ti fornisce qualche dettaglio in più, me lo passi sottobanco?
:-)
Se nel 1400 fosse stato possibile tracciare una mappa simile dei rapporti che si instauravano durante una qualsivoglia giornata di “comunicazione” e scambi commerciali e non, in una piazza qualunque di una qualunque città forse sarebbe venuto fuori qualcosa di più complesso… chissà. Secolo che visiti mappa che trovi!
Sono sempre rimasto affascinato, dalle mappe e dalle cartine geografiche.
Voglio il mio puntino anch’io…. quale sono? eh, quale sono?? :)
Alzi la mano chi non si è questo qual è il proprio puntino… ;-)
siamo tutti dei puntini :-)
Senza nulla togliere al tuo risultato, la penso come Formigoni.
Credevo che gli hub fossero altri.
Per me la tua reputazione di hub è più che meritata, anche perché con quella tua idea della Marketing Blog Competition (scusa ma non mi ricordo come si chiamava), hai fatto conoscere un bel po’ di blog appena nati che adesso hanno il loro pubblico (spotanatomy, le gatte, eccetera). Ma non solo per quello. Ora però ti saluto: scrivere cose serie mi destabilizza.