Complimenti d’arredo

Dal mio punto di vista notevolmente e notoriamente distorto, la storia del mobilificio che fa causa a un cliente blogger, oltre naturalmente a una dose di sadomasochismo notevole, mi fa pensare che:

  • E’ davvero un’opportunità per un avvocato (meglio se blogger, s’intende) che volesse patrocinare gratuitamente, in cambio di una notevole visibilità (presente ma soprattutto futura, su Google)
  • E’ un’opportunità per un competitor sveglio del nostro mobilificio, per offrire al nostro denunciato un arredamento gratuito, e sfruttare la storia per finire (con una buona agenzia di PR, diciamo) quantomeno su Studio Aperto e L’Italia sul Due
  • E’ una grande opportunità per il nostro denunciante il poter fare marcia indietro, e sfruttare l’inevitabile perdono da happyend blogosferico, incassando in positivo l’enorme (per le proprie dimensioni abituali) notorietà che mai gli sarebbe capitata se si fosse comportato per benino.
  • La maggior parte delle azienducole italiane sono in grave rischio: sono talmente assenti dalla conversazione online, che il primo blog che parla di loro le supera, cercando semplicemente il loro nome, nei risultati di Google. Qui, oramai, il blog ve lo dovrebbe consigliare il vostro avvocato, altro che il vostro consulente di web marketing.
    E poi, davvero, il tempo passa ma le (piccole) aziende sembrano non avanzare mai -ricordate il caso Mayer vs Ediprint?

Update: Sergio ha tolto il post, forse per precauzione, che rimane in cache di Google e qui rimane il commento minaccioso dell’azienda. Questi sono brutti segnali per tutti. Speriamo che nel caso si vada a giudizio il giudice decida per una sentenza esemplare. In senso contrario, naturalmente.
Io ho firmato la lettera aperta all’azienda, di
Marco.

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Gianluca Diegoli
Sono un bocconiano sfuggito alle società di consulenza, con un'esperienza ventennale di management nel marketing digitale.
Il mio lavoro è supportare le aziende come consulente indipendente e manager temporaneo su e-commerce, marketing,omnichannel.
Ho lavorato - tra gli altri - per Coop Alleanza 3.0, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Henry Cottons, LVMH, Telenor, CRIF, PMI, agenzie e startup.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update assieme ad Alessandra Farabegoli, che organizza corsi sulla comunicazione digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.
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9 Commenti

  1. Pubblicato il 11 giugno 2008 alle 9:05 AM | Permalink

    miiii… questa del competitor che si fionda come un falco sul malcapitato mi piace un casino! Gianlu’, perché non mettiamo su un’agenzia specializzata tu e io su questo? Montiamo un po’ di spider che ronzano in rete alla ricerca di lamentele, allertiamo i concorrenti, suoniamo la grancassa e incassiamo la parcella… WOW!

  2. Pubblicato il 11 giugno 2008 alle 11:35 AM | Permalink

    Mi sentirei solo di consigliare di scrivere le proprie lamentele con un po’ di stile. Terminare il post con “poco precisi e anche un po’ stronzi” non aiuta l’avvocato blogger a patrocinare la causa del “non era diffamazione”.
    Fatta la premessa, sfondo anch’io le porte già aperte da tutti, e mi associo alla desolazione generale.
    La desolazione soprattutto è dovuta alla convinzione che “le aziende sono fatte di persone”. Quindi non sono tanto “le aziende” che non hanno ancora capito che internet bla bla bla, son proprio *le persone*, nella loro grande maggioranza, che vivono su un’altra lunghezza d’onda.

  3. Pubblicato il 11 giugno 2008 alle 12:53 PM | Permalink

    Alessandra tu hai ragione, la lezione è anche per chi scrive su un blog, che deve sempre stare attento ad esprimere le proprie opinioni senza offendere. E’ quindi una lezione per tutti.

  4. Pubblicato il 11 giugno 2008 alle 3:22 PM | Permalink

    Cari amici (amici sì, ma a pagamento): avendo speso (e continuando a farlo) i migliori anni – fin qui – della mia vita a provare testardamente a fare del buon web e della buona comunicazione, soprattutto per le pmi italiane, sono arrivato a una conclusione: la pmi italiana “media”, quella che lamenta la crisi delle esportazioni, il dollaro debole, le fasi lunari, la concorrenza cinese e il buco dell’ozono, non merita altro che la fine ingloriosa che già sta facendo.
    Peccato, perché quelle che (giustamente) chiami azienducole sono un potenziale immenso che andrà al macero, non solo per scelte di gestione e mkt, ma proprio per strutturale, generazionale incompatibilità col mondo. A parte pochi illuminati, si intravede con difficoltà una possibilità di redenzione, mi spiace.
    (e tu che farai? vado a aprire una trattoria italiana in Cina, prima o poi)

  5. Pubblicato il 12 giugno 2008 alle 4:20 AM | Permalink

    sempre interessanti i tuoi post e dico ingenuamente ma come ho fatto a non pensarci :-)

  6. Pubblicato il 12 giugno 2008 alle 8:00 AM | Permalink

    @antonio: in pratica crisis management PR (ma con le crisi degli altri ;)
    @alessandra e maurizio: sì, sono d’accordo, e in effetti avevo in mente di scriverlo (anche il titolo, fregatura, è un po’ forte diciamolo). Ma i blog sono espressione diretta delle persone, che scrivono come parlano, pensano ecc. ecc, non sono giornali.
    @dario: io punto all’agriturismo (in Cina, non so, eh)

  7. Pubblicato il 12 giugno 2008 alle 9:42 AM | Permalink

    E’ evidente che per tutto il resto concordo su tutta la linea. Come dice Marco in un commento ad un post di Mauro Lupi “ogni tanto bisogna lasciar fuori l’uomo di marketing e cercare di aiutare concretamente chi ne ha bisogno.
    Poi ognuno è libero di firmare o meno. Ovviamente.”

  8. Pubblicato il 13 giugno 2008 alle 8:20 AM | Permalink

    Ho letto con attenzione solo ora della lettera aperta, e sono corsa a firmare, per fortuna sono ancora in tempo.
    @gluca: guarda, nello scrivere il mio commento ho fatto molta attenzione a come la mettevo giù, e soprattutto all’ordine degli argomenti: non “l’azienda ha torto, però il blogger poteva metterla giù meglio”, ma “il blogger poteva metterla giù meglio, ma l’azienda ha torto”. Invertendo l’ordine dei fattori, il risultato cambia ;-)

  9. Pubblicato il 18 giugno 2008 alle 4:55 PM | Permalink

    Anche io ho rischiato una denuncia per aver descritto in maniera “al limite del diffamatorio” la mia esperienza con una serigrafia… casi del genere si riprorranno sempre di più in futuro, ed è ancora tutto da capire chi avrà ragione.
    E’ un terreno molto delicato: io, pur essendo sicuro di essere nel giusto, ho rimosso l’articolo. Non c’era molto da guadagnarci a tenere duro.