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Il teorema del risciò

Da quando ho iniziato a lavorare, nel 1991, ho sempre detestato la mitologia del lavoro di squadra. In realtà ho iniziato a detestarlo fin dai tempi del liceo, quando ci dividevano in gruppi per far qualcosa "insieme" e alla fine questo significava solo che mi rompevo talmente le palle ad aspettare gli altri che facevo tutto io. Un po’ come nella riunione-tipo, che si discutono tante cose, si prendono tante belle decisioni, se va bene si fa un bel verbale, e la settimana dopo si rifa la stessa riunione, and again, and again. Io continuo a pensare che a una riunione si debba arrivare informati e discutere solo i punti poco chiari o su cui c’è disaccordo: a volte capita e non a caso sono incontri che durano a volte pochi minuti.
Tanto odio il lavoro di squadra, tanto adoro lavorare in rete, soprattutto quando tutti i nodi condividono informazioni, valori, un minimo di visione e una fortissima competenza nel loro ambito. Intelligenza distribuita e condivisa, senza pianificazione.

(mafe)

grandeG

Ecco, questa vorrei averla scritta io, tante volte l’ho pensata da quando sono in grado di pensare, e allora voglio dargli un nome, per ricordarmelo in futuro: il teorema del risciò*rispetto all’utilizzo di quattro (o sei) biciclette separate, usare un risciò comporterà una distanza percorsa inferiore, molta più fatica totale, e una enorme diseguaglianza nello sforzo infuso.

* in realtà il c.d. risciò si chiama tecnicamente quadriciclo.

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