12. There are no secrets. The networked market knows more than companies do about their own products.
Vista da qui, il fatto che a ogni esame di maturità nei temi vengano scoperti imprecisioni ed errori, non è altro che la verifica puntuale della regola cluetrainiana per cui il miglior manipolo di geni chiuso in una stanza isolata non può battere per precisione, competenza e idee una qualsiasi mediocre comunità web di sufficiente ampiezza e partecipazione.
Il che equivale anche a dire che il miglior dipartimento di product marketing composto dai migliori talenti sul mercato non può costruire un prodotto migliore di quello disegnato ascoltando e conversando con i propri clienti.
Apple esclusa – per il momento.
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Dici? metti un po’ di matti a ridisegnare un I-Pod e vedi che en viene fuori: magari lo fanno funzionare pure senza I-Tunes :)
Chi conosce di più un prodotto è chi lo usa, e chi lo usa di più è chi l’ha comprato: quando le aziende capiranno che in rete c’è un mare di informazioni utili e disponibili gratis? (o perlomeno a prezzi di saldo…).
Detto questo, se sei un prof di italiano e cicchi Montale, forse nemmeno la rete può fare qualcosa per te…
mi autocontraddico da solo con la citazione di homer come designer nella puntata dei simpson in cui il fratello industriale gli chiede di disegnare finalmente un’auto ‘creata dalla gente comune per la gente comune’ – ovviamente un’orrenda schifezza.
Ma questo perché Apple “ascolta” da sempre.
Mi spiego. Non è necessaria la rivoluzione dal basso perché un’azienda ascolti e conversi con i propri clienti.
Questo succede da anni in diverse aziende.
La rivoluzione dal basso è indispensabile per far capire questa “filosofia” a TUTTE le aziende.
Poi ci sono i casi fuoriclasse come Apple. Dove c’è un designer come Ive accanto a una mente come Jobs.
Per questo penso che prendere Apple come esempio di eccellenza sia un errore.
La macchina di Homer non era poi così male, servosterco a parte…
Ecco la macchina di homer
http://en.wikipedia.org/wiki/Oh_Brother,_Where_Art_Thou%3F
Temo che ci sia un po’ troppo ottimismo su questo punto.
Mi spiego, le comunita’ web si sono fin qui dimostrate eccezionali nel demolire le convinzioni degli esperti o presunti tali. Oltre al caso che citi, si potrebbe pensare ad italia.it.
Il problema nasce nella fase construens, quando il modello della community risulta essere troppo dispersivo per portare ad un risultato concreto. Vedi Ritalia.it.
:)
@Markingegno: credo che tu sia nel giusto. Pero’ io parlo di una “entita’ centrale supportata da una web community”, non di “una web community che deve *da sola* costruire un prodotto da zero”, cosa che successe in pratica in ritalia.it.
@Gianluca – in tal caso condivido pienamente ;)
Che poi no è che la community abbia sempre ragione. Prendiamo ad esempio la scelta di mettere batterie non sostituibili negli iPod/iPhone.
La community si è scagliata contro Apple criticando aspramente questa scelta.
E invece ci ha ragione Apple. È questione di trade-off. La batteria saldata ha dei grossi vantaggi che compensano lo svantaggio di non poterla cambiare onzeflai.
Ecco, trovare trade-offs non è una delle peculiarità del grassroot.
Ma come cacchio parlo?
Salve
le masse e le proprie preferenze ? e’ un problema che non si puo’ troncare con una risposta ragione/torto.
Le preferenze si formano anche in maniera passiva, involontaria, altamente influenzabile. La sola esistenza del kitsch ne e’la prova, o forse basta seguire le trasmissioni piu’ seguite in TV? i numeri non mentono……
Insomma un bel problema, forse bisognerebbe distingurere tra massa e network specializzato; o forse tra estetica ed usabilita’.
per chi ha 10 minuti e magari non conosce paul graham… http://www.paulgraham.com/usa.html
@anonymous non credo che la media ponderata delle masse sia particolarmente intelligente. credo invece che nella massa possano venire fuori idee estremamente intelligenti.
Concordo gluca (sono l’anonymous di sopra) ed aggiungo che forse sul tema “wisdom of the crowd” ce’e’ poca chiarezza: ossia e’ la massa – o alcuni elementi marginali della massa? in se’ non e’ che produca sti risultati, anzi forse meccanismi di selezione inversa fanno prevalere il volgare e il rumoroso. Ma aprendo l’accesso alla massa, se le regole di base funzionano, emergera’ quel qualcuno che ha una soluzione nuova, un design piu’ piacevole etc.
Pero’ indagare & replicare l’opinione dell utente medio (per esempio con focus group etc) non mi sembra garanzia di qualita’ -o di successo, se la vediamo dal punto di vista business (mi vengono in la new coke o un paio di modelli d’auto…)
I casini pero’ aumentano se l’aspetto estetico e’ coinvolto. I grandi registi e musicisti e scrittori non avevano un pubblico da compiacere (come priorita’ n.1 almeno) mentre cosa si puo’ dire sul valore delle boy band / format Tv studiati a tavolino?
Personalmente, in un caso non ho alcun dubbio: nel giudicare se un qualcosa e’ “fit for purpose”, promosso o bocciato, i grandi numeri non mentono.
PS: chissa’ come mi viene da pensare alla famigerata fiat duna, caso clamoroso di come piu’ che il sapere diffuso o un dipartimento marketing bastavano un paio di occhi collegati ad un cervello……