Gtalk, ore fa.
- Ma ti ricordi quando ci passavi i compiti in classe?
- e certo. Vi ho anche semi-dettato l’esame di italiano di maturità, se ti ricordi
- ehehe vero, vero. Avremmo dovuto pagarti :) invece non ci hai guadagnato niente :)
- beh, se te lo ricordi ancora, è un grandissimo risultato come brand engagement :)
- insomma, era social marketing ante litteram.
- non ci avevo mai pensato, in effetti :)
Ok, esagero, ma un po’ credo davvero che il modello di istruzione (almeno a certi livelli) che conosciamo, in cui la condivisione non è incentivata, anzi è vietatissima, e in cui i risultati individuali sono misurati solo sulla base della conformità alla nozione e non sull’innovazione incrementale apportata, sia profondamente obsoleto – e ovviamente sempre più facilmente aggirabile.
Oltre a creare generazioni di uomini d’azienda che hanno mantenuto una paura fottuta di passare i compiti le informazioni, e nuovi maestrini aziendali che perpetuano la pratica.
Cose simili:
- Il cestinometro del marketing – Return On Inutility
- Su Current.tv a sparlare di virale
- Come far usare Twitter ai teenager
- Know Camp, ieri, io, la regione digitale, piccole speranze @ #kc2011

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L’approccio di non-condivisione può avere risvolti non banali:
http://www.businessweek.com/bschools/content/jun2008/bs20080627_391632.htm
Non ti sei un po’ allargato? Giusto un pochetto? ;)
sicuramente :)
Io a scuola non ci andavo mai. La seguivo via RSS.
@porreau: questa la copio ;) LOL
e la cartuccera con tutti i temi degli ultimi due anni che cosa era?
Google Reader?
no, del.icio.us :)
Sempre originale, grazie Gianluca, mi sono fatta una bella risata. Che dire di chi era gia’ intento a creare nuove idee.
La condivisione è stata, è e sempre sarà incentivata. Fuori dall’essere buonisti, dico! – visto che non credo qui nessuno possa pensare che c’è modo di “passare i compiti” senza qualcuno che la condivisione la incentiva, e cooome. :)
Così pure, dissento dalla tua idea di come siano misurati i risultati individuali, visto che non mi è mai ma dico MAI capitato di imbattermi in demistificatori o, peggio, in demonizzatori dell’innovazione – e anzi.. – là dove questa fosse incrementale addirittura come dici tu, con dietro e sotto tutto il resto.
Se poi vogliamo parlare di quanto potrebbe essere proficuo lavorare a modificare il modello di competizione, tante volte paranoica, che ci viene imposto da ogni dove – o che, probabilmente, ci è addirittura connaturato -, lì io sono con te.
per esempio, ai tempi di cui parli: “condividevi” per aumentare il livello della competizione (e quindi il livello tout court, che suppongo essere quello in oggetto qui), oppure condividevi perché tutto sommato non c’era competizione?
tutto sommato, condividevo senza proprio considerare la competizione – la cosa strana era che i beneficiari, paradossalmente, a parte il guadagno a breve e immeritato, alla lunga ‘imparavano’ piu’ dalla condivisione clandestina che dallo studio effettuato in proprio.
1. Non c’era competizione perchè in teoria i voti non sono un bene scarso :-) Nel senso che tutti possono prendere dieci allo stesso compito.
Nel mondo aziendale le “promozioni” sono un bene scarso.
2. Poi non esageriamo che copiando si impara. Copiando si alimenta l’idea che per vincere bisogna compiacere i professori.
3. A scuola, nessuna ti vieta di studiare con i tuoi compagni.
Certo le prove sono ancora in gran parte individuali ma c’è un certo miglioramento.
3.1. Nel mondo del lavoro capita spesso di lavorare in team, per poi vedersi soffiare in fase di presentazione il merito del proprio contributo.
4. I professori in quanto ad intelligenza e sensibilità sono molto migliori di gran parte dei manager.
Dargli dei maestrini è offensivo per la classe insegnante.
Certi manager piuttosto ricordano certi “compagnetti antipatici” anzi devono essere proprio loro che sono cresciuti.
Insomma, anche a copiare dal mondo della scuola così com’è ci sarebbe un miglioramento nella vita aziendale.
p.s. Io pur non essendo una cima non mi sono mai sbattuto per copiare.
si ma il copia incolla non è 2,0
è spam