Linkedined in BO

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Chi mi conosce sa che sono sempre stato un po’ perplesso dal “serial networking” di stampo semi-industriale alla MilanIN (per quello che sento in giro, visto che non ci sono mai stato), sempre un po’ conservatore pure su Facebook, figurarsi su Linkedin. Ieri sera però ero relatore su invito di Roberto a BolognaIN (per chi non sa, un club online/offline che riunisce businessman ;) dell’area) in un confronto che vedeva opposte, ad armi spiegate, le mie tesi contro la visione più tradizionale delle agenzie di PR, incarnata da Rossella Lucangelo: e così ho potuto andare a ficcanasare nel club di BolognaIN in modo privilegiato. E in mezzo Alessandro Leoni, che non conoscevo di persona, mente pensante dietro il progetto del blog di Mandarina Duck, a fare da cuscinetto e reality checker.

Alcuni fotogrammi della serata:

  • Io che apro dicendo che “la migliore dimostrazione che il marketing (tradizionale) è morto è il fatto che ci siano stasera 80 persone riunite, e per fare questo BolognaIN non ha speso un solo euro di pubblicità tradizionale”: social network e passaparola, c’est tout. E dopo il reading di quattro o cinque tesi, ho sostenuto che il web 2.0 è simile a un mercato rionale (a questo punto mi hanno fermato, perché sarei andato in tranche e forse la platea mi avrebbe perduto)
  • Rossella che ribatte dicendo che questi sono sogni, che in Italia siamo indietro, e la gente al 90% compra secondo canoni che non sono il web “il tonno lo compri dallo scaffale, non fai una ricerca su Google” – anche se a quel punto viene da chiedersi se un brand che non giustifica nemmeno una ricerca su Google sia ancora un brand o qualcosa che sta per scomparire nelle fauci della grande distribuzione (che sarà un brand, invece).

    E che anche la massoneria si ritrovava già in piccoli gruppi, e non aveva mica la posta elettronica (a questo punto mi era venuto un dubbio, ma non c’erano cazzuole, compassi o cappucci in giro, allora mi sono ritranquillizzato). Quanto ai blog, dice, vai tu a bloggare di pannolini (e io avrei voluto dilungarmi sui forum di mamme ma siamo passati oltre). Insomma, sostiene, le aziende devono mantenere una forte guida nella gestione del brand, costi quel che costi.

    Continua dicendo che un forte brand è utile per avere successo nel 2.0, e quindi le piccole aziende sono svantaggiate (io ho ribattuto dicendo che secondo me le piccole aziende hanno un’occasione forse unica nella storia, e uno dei piccoli sponsor* della serata (che ci ha regalato le magliette ricordo) poi mi ha dato ragione ;)

    Per concludere, racconta di come un brand di occhiali abbia chiesto un progetto per la creazione di un network di fake blog/social media di 35enni scritti da 15enni (o era viceversa?) Stupore e tumulto in sala. Speriamo che ‘sta cosa non si avveri, ma occhi aperti ;)

  • Alessandro racconta (usando e leggendo le 91 tesi come fosse un messale! ;) di come il blog di Mandarina (ora congelato) fosse stato inizialmente fortemente sostenuto dalla direzione aziendale, e che quando la cosa ha perso di spinta dall’alto, le persone si sono sentite poco motivate nel continuare a scrivere ed a partecipare, nonostante il successo. Il problema, dice, è sempre di organizzazione aziendale. Peccato, perché il passaparola, hanno rilevato, è fondamentale, almeno nelle vendite online.

    Le aziende, continua, non sono abituate ad ascoltare, e hanno spesso paura, e perdono tempo, su rischi ipotetici che in realtà non si avverano mai, che però rallentano e burocratizzano inutilmente ogni apertura aziendale. E attenzione, là fuori ci sono anche aziende “evil” che cercano di usare il TUO brand per fare i LORO soldi, quindi bisogna preoccuparsi di quello, non dei commenti del blog delle persone normali (anche se i diritti di vendita esclusiva, sul web, li vedo difficili da difendere). Secondo lui, i blog, ma in generale la facilità di creazione, hanno cambiato la storia del web.

  • PS: Alessandro mi ha promesso, se non un post, di raccontare qualcosa della sua esperienza, quindi mi piacerebbe raccogliere le vostre domande sul progetto blog e social di Mandarina Duck e fargli una intervista. Io inizierei da questa: cosa vi ha trattenuto dall’esternalizzare l’attività del blog, in modo da continuare a bloggare anche in mancanza di tempo delle persone interne?
  • Note finali
  • In provincia questo tipo di eventi, che magari sono guardati con sufficienza nella grande città e che anche io, poco legato al campanile, avevo spesso snobbato, ho capito rappresentare un modo per conoscere persone e idee fuori dai silos ufficiali dei convegni ingessati, aggregare persone che vogliono conoscere, che non sono blogger, ma sono interessate al nuovo. Io ero scettico, lo ripeto. Ma ho dovuto ricredermi. La provincia ha bisogno di una cosa che sia via di mezzo tra un barcamp e un convegno con il tavolo dei relatori e la prefazione delle autorità ;). L’importante è che non diventino degli speed-dating senza contenuti, che puntano ai 500+ e non alle vere relazioni.
  • Finalmente ho incontrato dal vivo Alberico Tremigliozzi che da anni tiene un blog assolutamente di rilievo, The Retailer. Merita più di una visita, se non siete lettori.
  • Una ragazza, sorry, non ricordo purtroppo il nome ;) mi ha tirato fuori dalla borsetta a sorpresa un e-book reader. Wow. Quando quegli oggetti saranno ipod-fighizzati a dovere, rovesceranno il mondo come lo conosciamo.
  • Fullo e Luca Sartoni presenti, in qualità di rappresentanti diplomatici del Romagna Business Club (i romagnoli son sempre originali, mica si lasciano franchisingzzare da MilanIN, e secondo me hanno pure ragione) (o forse avevano avuto paura che io soccombessi nel dibattito e pensavano di salvare il blogger)
  • Ultima cosa, mi hanno stupito gli inviti su Linkedin da parte delle persone con cui ho parlato: erano tutti accompagnati da un breve messaggio, come davvero si dovrebbe sempre fare, secondo me: e questo mi ha rinfrancato, le persone sanno usare i social media meglio di quanto certe aziende sappiano (e adottino).

* si chiamano Not51- ragazzi, però aprite un blog, su, vi dò una mano aggratis io, che siete ragazzi giovani, fate cose interessanti, sulla ricerca sui tessuti per merchandising e meritate un’opportunità, che ho cercato mezz’ora su Google senza trovarvi. Mi raccomando, eh.

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