Tornato online ieri sera, ho trovato nell’aggregatore due post che mi interessavano direttamente, nel senso che coinvolgevano la mia vita oltre questo blog. E allora ho pensato che fosse il momento di un veloce aggiornamento anche qui.
Nel primo post, Alberto D’Ottavi svela (senza il mio permesso! ;) a parte gli scherzi, grazie della bella serata) il progetto a cui sto lavorando con gli amici di mentine.net da qualche settimana, che si chiama – un po’ spigolosamente e un po’ cripticamente, lo ammetto – Dogma 91*: non perché qui qualcuno pensi di avere in mano dogmi assoluti, anzi, tutto il contrario. E’ invece un riferimento mashuppato al mio e-book (91 tesi ecc. ecc.) e a Dogma 95, la corrente cinematografica che tramite alcune limitazioni tecnologiche, si prefiggeva di (incollo da Wikipedia)
[...] “purificare” il cinema dalla “cancrena” degli effetti speciali e dagli investimenti miliardari. Niente luci, nessuna scenografia, assenza di colonna sonora, rifiuto di ogni espediente al di fuori di quello della camera a mano [...]
Nel primo draft della pagina “about” descrivevo così l’idea:
Non siamo un’agenzia pubblicitaria. Non siamo un’agenzia di P.R. Non siamo nemmeno un’agenzia, non vogliamo infatti “agire per voi”. Il nostro obiettivo è che siate voi ad agire.
La nostra concezione di consulenza è simile a quella del maestro di sci: all’inizio vi teniamo in braccio (“ehi, tranquillo, nessuno si farà male”), poi vi suggeriremo le piste e le traiettorie, poi, se volete, cercheremo assieme di perfezionare la tecnica, ma siate consapevoli che questo corso vi richiederà tempo, impegno e anche qualche benefico rischio.
Il nostro obiettivo però non può essere quello di sciare a vostro nome: crediamo che nessuno ne trarrebbe un effettivo beneficio, a lungo termine.
Il progetto è un tentativo di applicare le 91 tesi alla realtà, alle aziende che vorranno provare a mettere in pratica (anche) un non-marketing diverso, e che a livello personale rappresenta una sfida che non può avere altra fine che, se positiva (anche nel senso che possa dare la giusta remunerazione a tutti coloro che ne sono coinvolti), porti a qualcosa di un pochino diverso da quello che già esiste, oppure il nulla, quel “io ci ho provato e ora faccio altro” (che ne so, il giornalaio-blogger come Pierluca Santoro). Un qualcosa di diverso che metta assieme competenze di comunicazione nel socialweb, tecnologie duepuntozero e esperienze nella realizzazione di interfacce (tutte e tre comportano il “porsi dal punto di vista delle persone”).
Qualcuno mi ha scritto in privato che dopo aver criticato tanto, è ora che si cerchi di realizzare qualcosa. Può darsi, anche se non mi pare di essere stato così cattivo. E comunque questo blog rimarrà un libero pensatoio personale, come sempre, non certo un megafono per le iniziative degli eventuali clienti – anche se, non lo nego, lavorare per coloro che sono così coraggiosi da “sottoscrivere” le 91 tesi mi rende tranquillo nel parlarne anche in questa zona neutrale.
Per proseguire nel discorso: di questa intenzione c’era gia’ qualche traccia nella mia presentazione al WorkCamp di Parma.
…che ieri Marco di Hagakure** ha citato per proporre un manifesto dei rapporti tra community-agenzia-azienda, riprendendo lo spirito appunto di Citizen Agency su cui rimugino da mesi e mesi (ho i testimoni ;).
Community First. Un manifesto sui rapporti Aziende-Comunità
1 – Qualunque navigatore arrivi su un tuo sito è un’ospite, e come tale va trattato.
2 – Se vuoi che la comunità faccia qualcosa per te, fai prima qualcosa per la comunità.
3 – Più un’azienda saprà parlare come parlano le persone, più le persone vorranno parlarci.
4 – Non fate mai le cose completamente da soli.
5 – Tra chiuso e aperto, nel dubbio scegli aperto.
6 – Le cose non andranno mai come ti aspetti, per fortuna.
7 – Prometti meno di quanto puoi fare, ma fai più di quanto hai promesso.
8 – Di fronte a te non c’è un computer, c’è un altro essere umano.
9 – Internet è un luogo dove costruire: identità, spazi, relazioni.
10 – …
Ovviamente qui si aderisce in pieno, visto che molti punti rispecchiano le 91 tesi, però chiedendo di aggiungere un ultimo:
10. L’agenzia si impegna a non impersonificare l’azienda nei social network. E’ l’azienda (e non l’agenzia) che deve partecipare
Troppo limitante? I tempi non sono maturi? Forse, ma e’ il punto che secondo me separa le operazioni vacue ed effimere da quelle che lasciano valore in azienda.
Che ne dite, puo’ avere un senso, oggi, una tale non-agenzia?
* Stiamo per aprire il blog, per il momento ci divertiamo sulla nostra Page di Facebook. Se volete diventare fan, sulla fiducia evidentemente, vi garantiamo che cercheremo di non disturbare molto, e di scrivere cose divertenti o interessanti. E di spiegarvi meglio, prossimamente, che diavolo facciamo, in pratica. E poi, non rischierete di perdervi Addami! il nostro house organ ufficiale sul fantastico mondo dei social network.
** per trasparenza: di cui non sono più collaboratore fisso. Anche se sono ancora amico e non solo su Facebook :).
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