Lezioni iraniane (corto)

Per come la vedo io, la vicenda della resistenza al regime in Iran (possiamo chiamarla così, a questo punto) dimostra anche agli scettici che davvero i social network e in generale il modello della comunicazione tra pari hanno davvero in pectore un potere spaventoso e che da qui non si torna più indietro.

Ma attenzione, dimostra anche che c’è un’unica precondizione di base allo scatenarsi di questo potere dirompente (e no, non è la presenza o meno di un qualsiasi firewall telco-graded): questa precondizione, nel 2009, è che le persone siano abbastanza motivate/incazzate/affamate e che siano nate in maggioranza dopo il 1979.

Mi spiace mescolare le vicende tragiche e serie alle mie vacue elucubrazioni di marketing, ma è anche una lezione per le organizzazioni aziendali, sia nelle situazioni in cui vogliono che qualcosa accada, sia quando vogliono che qualcos’altro non accada.

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4 Comments

4 Commenti

  1. Pubblicato 18 giugno 2009 alle 12:50 PM | Link Permanente

    naturalmente stando attenti al chaos.. anche la disinformazione può essere nociva.. come l’inattendibilità delle fonti.. in questa situazione specialmente

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  2. Pubblicato 18 giugno 2009 alle 1:31 PM | Link Permanente

    "il caos è grande, il caos ha estinto i dinosauri" (cit.)

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  3. Pubblicato 18 giugno 2009 alle 2:05 PM | Link Permanente

    molto like per il secondo paragrafo, (se ne parlava giusto ieri con un amico)

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  4. Pubblicato 21 giugno 2009 alle 11:47 AM | Link Permanente

    @titti come si fa parlare di attendibilità delle fonti proprio in questa situazione dove il governo iraniano impedisce qualsiasi cosa? e poi, comunque, non c’è mai niente di meglio dell’esperienza diretta. E i filmati che circolano in rete, non credo siano il promo virale di un film sulla rivoluzione del 68…

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