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La sconfitta dello stato (e dei creativi)

Sono passato in una stazione centrale qualsiasi, e c’era l’installazione pubblicitaria-progressista “Spiagge libere”: contro chi lascia le spiagge sporche (che tanto quelle libere non esistono più, tenute in ostaggio da bagnini più o meno sanguinari), con tanto di vera sabbia e finte sigarettone saldate a caldo all’interno, con a fianco i tempi di smaltimento millenari dell’inciviltà umana.

Bene, sapete cosa c’era finito dentro l’installazione?

Vere cicche spente dai viaggiatori in transito, proprio dentro la sabbia che avrebbe dovuto spiegare che non bisogna metterle, le sigarette.

Ma la tristezza più grande me l’hanno fatta i creativi: nessuno che avesse previsto che bastava mettere la sabbia, che poi le cicche incivili sarebbero arrivate da sole.

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