Banche e social web: cosa fareste?

Volete sapere cosa farebbero i guri della rete sui social media se fossero una banca?

[edit: post più aggiornati
http://www.minimarketing.it/2010/09/banche_socialmedia_banking_social_network.html
http://www.minimarketing.it/2010/07/il-prezzo-trasparente-come-engagement.html

Leggete questa discussione di Friendfeed, aperta da Marco. [hint: si va dall’approccio pragmatico di Marco fino all’approccio idealistico di Livefast e del sottoscritto, di cui riporto i tre interventi in grassetto, per ricordo].

se io fossi una banca chiederei ai miei dipendenti se hanno un account su friendfeed e a quelli che dicono di sì li metterei da qualche parte dove ci sia il caffè gratis a fare la voce della banca su internet. e licenzierei tutti i consulenti. – livefast

se fossi una banca, prima di usare i social media, farei una banca diversa.
Tipo gluca? – Marco Massarotto
secondo me le banche che funzionano, in quell’ambito, sono banca etica, il microcredito, il p2p. banche diverse, appunto. il resto delle banche non possono dire niente. il segreto bancario non è nato a caso :)

Marco, se fossi una banca, farei questo: userei i social media per permettere alle persone di parlare, bene o male, dei servizi della banca, e metterei dei dipendenti della banca ad ascoltare, raccogliere il feedback, portarlo all’attenzione di chi decide. Secondo passo, userei i social media per mirare meglio i prodotti/servizi. Infine, come giustamente dice gluca, un “occhio” a qualcosa di più etico non farebbe male. La banca ci guadagnerebbe, l’etica pure, e i clienti sarebbero contenti. My 2 cents. – simone brunozzi
simone, in un mondo perfetto, sarei d’accordo [e anche con livefast]. ma una nuova comunicazione e conversazione nascera’ solo con banche diverse da quelle esistenti.

Sì, gluca, ma la vera sfida è comunicare in un mondo imperfetto, no? :) – Marco Massarotto
Arrivo tardi solo per dire che quando mi sono lamentata di webank qui, mi hanno telefonato il giorno dopo per scusarsi. Direi che questo è il minimo sindacale. – mafe
gluca, tentar non nuoce… e poi, Massarotto dovrà pure farla sta consulenza e poi pagarci da bere, no? :) –simone brunozzi
Per esempio… http://blog.wellsfargo.com/Marco Massarotto
No SImon, il punto non è quello :) Il punto è che aspettando che cambi il mondo non si combina molto :-) Almeno, io vedo le cose così, le banche come le altre aziende hanno dei problemi di comunicazione oggi e ora e alle condizioni attuali. Il difficile è risolvere quelli, non chiedere all’azienda di cambiare. – Marco Massarotto
Io indagherei se la banca una volta ascoltato e conversato ha voglia di cambiare – Maurizio Goetz
marco, questo è un mondo imperfetto e da qualche parte bisogna pure iniziare. la sintesi del mio pensiero è che i problemi di comunicazione delle banche discendono da problemi di business and organization as usual inseriti in un contesto cambiato. una banca diversa non avrebbe problemi di cosa ‘fare’ sui social media, perchè le persone sono i social media, e ne parlerebbero loro. iniziare a cambiare partendo dalla comunicazione è effimero. invece una solita banca con un twitter in più non è una banca migliore. E se non si può chiedere alle aziende di cambiare, di cosa stiamo parlando? di sostituire il bdg adv con un po’ di social media? Beh, il mondo cambia piano piano, ma di questo passo ci vorrebbero millenni.
Verissimo gluca, ma il mio lavoro (e anche il tuo :-) ) è il marketing non l’organizzazione societaria, tantomeno delle banche. :) Quindi le “domande” che mi vengono poste sono: come comunicare sul web e i social media e non “come cambiare la banca” (non mi sognerei nemmeno di rispondere). Nessuno ha mai detto di voler “iniziare a cambiare a partire dalla comunicazione”. Se poi davvero il web e i prosumer avranno la capacità di cambiare il business, beh l’apertura ai social media sarà un’acceleratore al cambiamento che desiderate e non un freno. – Marco Massarotto

Vuoi ricevere i post via email?
I post della settimana, ogni venerdì alle 9, più qualche sporadica lettera.

Gianluca Diegoli on LinkedinGianluca Diegoli on Twitter
Gianluca Diegoli
Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management nel settore digitale. Lavoro su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane.
Ho fondato la scuola di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli. Insegno digital marketing all'Università IULM di Milano.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri libri.

Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management nel settore digitale. Lavoro su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho fondato la scuola di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli. Insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri libri.

Un pensiero su “Banche e social web: cosa fareste?”

I commenti sono chiusi.