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Meta Pubblicità (Italia)

Uno dei piccoli reati che mi concedo è rubare le riviste di pubblicità (già questa definizione meriterebbe un’analisi ad hoc) all’ufficio advertising, che tanto loro non le leggono mai (e questa è una costante di tutte le aziende in cui ho lavorato, anche questa sarebbe da studiare a parte).

Pubblicità Italia, per esempio. Nel numero trafugato or ora, c’è un accorato editoriale sul futuro dell’editoria, con analisi psico-sociologica sul fatto che le persone acquistino contenitori anziché contenuti, e pagare per i contenuti si deve, e che se paghiamo i costi di telefonia perché non l’editoria, ecc. ecc. ecc.

Poi leggi il giornale, e tutti gli articoli – ma proprio tutti, principalmente interviste, riguardano gli inserzionisti, fino a raggiungere il culmine (dell’orgasmo per me, ma è una sensazione personale) con una intervista sulla online reputation (e sul contenuto potrei scriverne fior di post, ma taccio) che è accoppiata in fronte pagina all’inserzione della stessa agenzia su… uno splendido packaging delle pellicole da cucina, e claim “cogliere l’essenza della forma”. Stupendo. Devo abbonarmi.

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