Diceva qualche tempo fa MCC:
Se non vuoi la pubblicità, non ti do’ neanche il servizio “Credo che le piattaforme web che offrono servizi utili gratuitamente, debbano essere pagate obbligatoriamente con la pubblicità. Sotto forma di banner, di DEM (Direct email marketing) o altro. Il rapporto con l’utente è semplice: io ti offro un servizio di qualità e tu, compreso in questo, accetti di vedere/ricevere pubblicità. Così come fa da anni la televisione commerciale.”
Se da un punto di vista legale ovviamente l’equazione non fa una piega – è un libero contratto tra persone adulte – non è detto che sia comunque conveniente per chi la vuole imporre (come non è detto che la parte di auditel più evoluta abbia accettato davvero in questi anni di vedere la pubblicità delle reti commerciali). Coloro che chiedono l’eliminazione dalla mailing list pubblicitaria sono la parte più attiva, più avanzata, più connessa della base utenti, e perderla significa rinunciare alla diffusione del passaparola.
Meglio forse lasciare in pace la parte minoritaria di chi non vuole la pubblicità (o meglio, il tipo di pubblicità che le aziende e le concessionarie pensano di doverci propinare), concedendo comunque il servizio, e continuare a spedire direct mail alla maggioranza del gregge, ai poveri di spirito, a coloro che si bevono qualsiasi cosa, a quelli a cui si rivolgono claim come “Finish, la perfezione del diamante” e il giorno dopo lo comprano davvero.
Del resto le aziende pagano volentieri per operazioni che possono configurarsi come circonvenzione di incapace, dal risultato probabile. Purtroppo quando finiranno gli ingurgitatori, dovremo metterci in testa di pagare qualche spicciolo (ma solo per i servizi che meritano davvero, ma questo è un altro discorso).





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53 Commenti
Giusto. Il tuo pensiero mi ricorda l’idea di "permission marketing" di Seth Godin.
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Giusto. Il tuo pensiero mi ricorda l’idea di "permission marketing" i Seth Godin.
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Avverto un certo talebanismo, ma è lunedì mattina e non ho tanta voglia di buttarla subito in caciara. Ci penso un po’ su (di fatto, è l’idea che chi rifiuta la pubblicità è quello intelligente ed evoluto che non mi convince da un punto di vista professionale, oltre a infastidirmi come considerazione umana).
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riporto qui il mio commento sul blog. E’ evidente che dal punto di vista del provider, ha senso che un servizio offerto gratuitamente trovi una remunerazione, ma mi chiedo dal punto di vista dell’azienda se abbia senso pianificare una p ubblicità a chi non la vuole ricevere? Diventerà l’utente esposto mai cliente/consumatore?
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Ma se facessimo un passo indietro e facessimo direct mail veramente profilato? Sabato sono andata a prendere la posta al mio precedente indirizzo, c’era 1) una bellissima lettera AEM che mi proponeva di diventare loro clienti, incurante della mia disdetta 3 mesi fa seguita da un mio nuovo contratto a nuovo indirizzo e 2) una delirante lettera in cui Telecom mi ringrazia di aver scelto Alice TV su un contratto disdetto 5 anni fa e a un numero che non esiste più, ma per evitare problemi devo mandare una raccomandata. Questo è direct mail o sparare nel mucchio?
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Il problema infatti non sta nella profilazione, ma è vecchio come Internet, quanto il fatto che tutte le attività devono essere rigorosamente permission based. Sono convinto che dietro a tanto spam non ci sia l’errore strategico, ma più banalmente tanta mancanza di rispetto delle persone.
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è presto e stamattina sono in compagnia di un odioso mal di testa… tuttavia mi sembra di capire che uno dei vantaggi principali degli strumenti del web 2.0 sia proprio la possibilità di dirigere il messaggio ad un target quantopiù specifico (visto che in qualità di utenti di un determinato servizio forniamo una serie di dati che ci "classificano") quindi il concetto di pubblicità di massa come sulla TV non è più così applicabile… certo, la sfida passa ai creativi in termini di produzione di messaggi accattivanti e al posizionamento accurato del messaggio nel contesto corretto… personalmente, se ricevo messaggi di prodotti e/o servizi che mi possono interessare non ne sono così disturbata, anzi, a volte scopro cose che mi possono piacere o essere utili… dopodiche, una possibilità in più lasciata all’utente potrebbe essere: paghi e non ricevi pubblicità oppure non paghi e ti becchi la pubblicità…
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se fosse possibile fare un flame con squonk, questo è il thread in cui farei un flame con squonk. no sir, quelli che il giorno dopo si comprano il finish diamantante (che poi sono gli stessi che stanno fuori dal billionaire a guardare i vip entrare) sono *effettivamente* i sommersi. non c’è nulla he tu possa fare per loro, se non tentare di estorcergli delicatamente qualche spicciolo.
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se fosse possibile fare un flame con squonk, questo è il thread in cui farei un flame con squonk. no sir, quelli che il giorno dopo si comprano il finish diamantante (che poi sono gli stessi che stanno fuori dal billionaire a guardare i vip entrare) sono *effettivamente* i sommersi. e non c’è nulla he tu possa fare per loro, se non tentare di estorcergli delicatamente qualche spicciolo.
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[Mai nessuno che ricordi che lo stesso Godin dice che una certa quota di interruption marketing è fisiologica e necessaria, perchè il consenso non cade dall'alto. Ma lo so, non è bello dirlo]
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@maurizio: credo che debba essere permission-based un servizio che acquisto. Se fruisco di un servizio gratuito credo sia corretto che io dia al servizio la possibilità di sopravvivere (quindi di inviarmi comunicazioni pubblicitarie)… mi sembra solo un equo scambio :)
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Infatti, la realtà è che lo spam che si basa sulla legge dei grandi numeri, ha una sua economia e purtroppo funziona. In questo ha ragione Sir Squonk, ahime
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è vero quello che dici @ zeraraffix si tratta infatti di trovare un equilibrio tra esigenze del provider del servizio e quelle dell’utente, molto però dipende anche dalla qualità dei messaggi e dalla loro rilevanza come avete detto.
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Non è nemmeno bello dire che lo spam è parzialmente colpa delle persone che lo rendono efficace. Se ci fosse una "sanzione morale" e la gente smettesse di acquistare prodotti di aziende che spammano, sarebbe un fenomeno molto meno rilevante.
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ok… quanto è fastidioso ricevere comunicazioni pubblicitarie (magari di robe interessanti e fatte bene)?… di sicuro sparando nel mucchio qualcosa si "catta su" ma la migliorata (e migliorabile) capacità di profilazione dovrebbe consentire di mandare messaggi sempre più mirati… certo, poi c’è tutto un blocco di "advertisers" (giovani ragazze dell’est, venditori di viagra, compagnie cinesi che offrono mirabilie… ecco, quello lo trovo un po più fastidioso)…
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ok… quanto è fastidioso ricevere comunicazioni pubblicitarie (magari anche di robe interessanti e fatte bene)?… di sicuro sparando nel mucchio qualcosa si "catta su" ma la migliorata (e migliorabile) capacità di profilazione dovrebbe consentire di mandare messaggi sempre più mirati… certo, poi c’è tutto un blocco di "advertisers" (giovani ragazze dell’est, venditori di viagra, compagnie cinesi che offrono mirabilie… ecco, quello lo trovo un po più fastidioso)…
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il mal di testa non aiuta… ma credo che il mio punto sia sempre nella qualità e nell’opportunità del messaggio… :-)
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Livefast, io a dire il vero non metto la mia attenzione sui compratori di Finish Diamantante; sono tutt’altro che certo, facendo questo lavoro da fin troppo tempo, che quelli che rifiutano siano quelli più evoluti, e mi pare un punto di vista piuttosto diverso. Non parlo nemmeno di spam, di dati consumer permissionati ce ne sono così tanti in giro che parlare di spam alla Viagra è francamente ridicolo; è che questi dati permissionati vengono originati, nella grandissima parte dei casi – oRore! – dall’interruption marketing (display, gaming, e tutte quelle brutte cose lì). Poi, percaritadellamadonna, dire che per fare bene ’sto lavoro si debba profilare al meglio è banale ma fa sempre bene.
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Chiedo perdono se uso il termine di spam, per tutta la comunicazione che non è stata preventivamente richiesta. La profilazione per quanto importantissima, non risolve tutti i problemi e nemmeno la creatività.
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Mah, io quando guardo i dati di opt-out su campagne da centinaia di migliaia di invii tendo a persuadermi del fatto che ci facciamo tutti una discreta quantità di pippe.
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Di che percentuali parli?
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scusate… però credo che sia anche corretto lasciare alle cose il tempo per evolversi nella loro forma migliore: questo contesto (e non mi stancherò mai di dirlo) è nuovo, innovativo, in continua evoluzione e si basa su dinamiche nuove e ancora da capire… è chiaro che chi fa comunicazione cerchi di applicare le vecchie teorie perchè quelle sono le uniche che abbiamo… quanto parlo di creatività (e di opportunità) non mi riferisco solo alla creatività del messaggio, ma soprattutto alla necessità di imparare come utilizzare al meglio gli strumenti… non concordo che spam sia tutto ciò che non ho richiesto (se fosse così potrei non scoprire mai cose nuove..) :-)
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io non ho capito però chi deve alla fine pagare il servizio… la ‘foirma evoluta di utente’ vuole solo usare servizi gratis e senza pubblicità? non è un po’ limitante?
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Richieste di cancellazione dalle varie mailing list. Tutta roba zero virgola.
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ma soprattutto, non è un po irreale?
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Appunto, se rileggi ciò che ho scritto siamo d’accordo, anche se questa cosa non mi piace ed io per scelta non lavoro così.
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Sir, lei può dirmelo: ma qualcuno profila sul serio? A giudicare da quello che mi arriva, zero.
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Purtroppo molto spesso il consenso c’è ma è indiretto o arriva da terzi e l’utente si ritrova l’email piena di dem assolutamente poco profilate
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Esattamente è questo il problema, pippo, pluto e paperino che vivono a Paperopoli, questa è la qualità di tante profilazioni, chiediamoci perchè.
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@mafe… credo che per profilare sul serio sarebbe necessario accedere a dati attendibili e non credo siano ancora disponibili ai più…
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Maestrina, meno di quel che si dovrebbe, più di quel che si pensa. Non ho difficoltà a dire che ci sono decisamente più esempi negativi che positivi, sia chiaro.
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Appunto, sir. Se le cancellazioni sono così poche, perché togliere il servizio a questi? Tantovale lasciarlo…Poi mi piacerebbe sapere i tassi di apertura, però. Cmq finchè è così, son contento, io faccio opt out e loro "pagano" per me :)Max: nel post davo una risposta…
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esattamente
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gluca: sorry m’ero perso l’ultimissimo paragrafo, mea culpa… quindi in sintesi è: pagare i servizi che contano? oppure darli gratis agli evoluti e sfruttare tutti gli altri utenti?
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sono stata per tutto il weekend a meditare sulla necessità di A) leggere i dati su come si comportano i visitatori del nostro sito, i destinatari delle nostre DEM B) modificare e migliorare quel che facciamo in risposta a questi dati, per dare a chi ci legge ciò di cui ha bisogno (che lo stia cercando esplicitamente o meno). Non è questione di strumenti, che servono ma ormai ci sono, è questione di atteggiamento mentale. Spammare infastidendo la gente è il male, fa rumore e inquina, che i destinatari se ne accorgano o no.
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Alessandra, c’è qualcosa che sfugge in quest’ultima frase. Come faccio a infastidire qualcuno che non se ne accorge? Perché per il resto non si può non essere d’accordo, sia chiaro. Ma ho come l’impressione che si sopravvalutino un po’ le sensibilità altrui.
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Sir ho usato il termine sbagliato, "infastidire" invece di "danneggiare". Hai presente il rumore di fondo delle città (impianti elettrici, traffico, laboratori e industrie)? quasi mai ci accorgiamo di quanto è alto. Tuttavia esiste e ci alza (impercettibilmente) il livello di stress. Quando vai a camminare in montagna, e, passato un tornante, arrivi su un versante da cui si sente il rumore della provinciale di fondovalle, capisci quanto possono essere fastidiose anche le due auto in croce che passano di lì
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Ok, allora concordo anche su questo. Credo però che il discorso sia un filo più complesso; quel che io vedo in diversi miei clienti e contatti è un passaggio – temo inevitabile, necessario – attraverso fasi "mass" anche se ragionate che li porta poi ad avere volumi di dati e di informazioni sufficienti a lavorare in modo veramente profilato mantenendo però quantità sufficienti da consentire ritorni non risibili.
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scusate, io non ho la lavastoviglie, ma state insinuando che il finish non diamanti davvero i piatti?
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[Qualcuno doveva pur dirglielo]
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Costringere a vedere un banner o un minispot bene o male si riesce, costringere a ricevere una DEM invece è impossibile, anzi è assolutamente controproducente. @Sir: il tasso di discrizione è basso? Ma quanti sono gli utenti che hanno cliccato sul molto più comodo e affidabile bottone "mark as spam" o "blocca mittente" ? La profilazione è possibile, ma si vende male e poco. 5.000 indirizzi super profilati non varranno mai come 100.000 raccolti in qualche modo. Di conseguenza si investe ancora troppo poco per profilare, sia in termini di strumenti, sia in termini di banali form da sottoporre all’iscrizione ma anche in un secondo step (cosa che noi chiamiamo AutoProfilazione): molti dimenticano infatti che i profili cambiano nel tempo.
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Costringere a vedere un banner o un minispot bene o male si riesce, costringere a ricevere una DEM invece è impossibile, anzi è assolutamente controproducente. @Sir: il tasso di discrizione è basso? Ma quanti sono gli utenti che hanno cliccato sul molto più comodo e affidabile bottone "mark as spam" o "blocca mittente" ? La profilazione è possibile, ma si vende male e poco. 5.000 indirizzi super profilati non varranno mai come 100.000 raccolti in qualche modo. Di conseguenza si investe ancora troppo poco per profilare, sia in termini di strumenti, sia in termini di banali form da sottoporre sia all’iscrizione sia in un secondo step (cosa che noi chiamiamo AutoProfilazione): molti dimenticano infatti che i profili cambiano nel tempo.
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Assolutamente corretto anche questo, ma mi pare che ci stiamo allontanando da quello che a me pare essere l’assunto fondamentale del post di Gianluca, riassunto in quel "spedire direct mail alla maggioranza del gregge, ai poveri di spirito, a coloro che si bevono qualsiasi cosa". Non so, a me questa cosa davvero non convince, nel senso che non solo avverto un tono quasi di disprezzo che mi stupisce parecchio conoscendo il titolare qui, ma mi pare anche l’affermazione di una (non so quanto volontaria) rinuncia a migliorare, rendendolo comunque potenzialmente interessante e significativo, il contenuto della comunicazione.
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Io sposo la tesi di Alessandra, un’azienda rispettosa che rinuncia volontariamente ad "infastidire" i suoi clienti attuali e potenziali, indipendentemente dal fatto che se ne accorgano o meno, è un’azienda migliore e prima o poi i clienti se ne accorgeranno oppure se ne sono già accorti e inizieranno a manifestarlo esplicitamente. Per il resto a me lo strumento della DEM per l’acquisizione di clienti non è mai piaciuto, ma è una preferenza personale, nulla di scientifico, sia chiaro.
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Io sposo la tesi di Alessandra, un’azienda rispettosa che rinuncia volontariamente ad "infastidire" i suoi clienti attuali e potenziali, indipendentemente dal fatto che se ne accorgano o meno, è un’azienda migliore e prima o poi i clienti se ne accorgeranno oppure se ne sono già accorti e inizieranno a manifestarlo esplicitamente. Per il resto a me lo strumento della DEM per l’acquisizione di clienti non è mai piaciuto, ma è una preferenza personale, nulla di scientifico, sia caso
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l’opt out dovrebbe essere obbligatorio per legge che mi risulti :) in azienda facciamo DEM da anni ormai e l’opt-out è automatico per chiunque lo richieda… M.
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infatti io parlo di doppio opt in
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credo sia obbligatorio anche quello… per la legge sulla privacy, se raccogli indirizzi mail a scopi commerciali oltre che di servizio, dovresti essere obbligato a mettere il doppio opt-in…
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Sir, davvero credo che chi accetta mail pubblicitarie – salvo alert specifici su paticolari prodotti – sia dal punto di vista della rete, un po’ tardo…
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segnalo che l’epidemia di fastidio è molto diffusa: http://www.tigertwotiger.co.uk/?p=218 E che in questo momento mi è arrivato un messaggio che propaganda "TRITACARNE E IMPASTATRICI PER PASTIFICI"
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inevitabilmente chi riesce a mandare email rilevanti, cioè con contenuti adatti al profilo dei destinatari, nel tempo ne verrà premiato. L’acquisto si fonda sulla fiducia e la fiducia si conquista con il rispetto, ma anche sul riconoscimento. Sono cose che stanno maturando lentamente, ma la strada secondo me è segnata. E’ questo lo spirito che ho cercato di descrivere in http://www.mailup.it/email-marketing/manifesto-email-marketing-2.0.asp
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Io non parlo solo di mail, parlo ancora di posta cartacea (vedi esempio A2A che facevo più su) o di omaggi. Con che criterio si spedisce una proposta commerciale a un cliente che ha chiaramente traslocato? E’ vero che spesso mancano i dati, ma io faccio una spesa rigorosamente low carb su esselunga da almeno 4 anni, perché continuano a mandarmi dei biscotti da assaggiare? Sono sadici? :-)
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in tutto questo scenario, mass vs personalizzazione, alla fine ci sono un sacco di db duplicati in gestione a diversi "operatori" del settore. E’ tutta colpa del copia incolla.
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