La montagna è quel posto in cui tu leggi il giornale locale con l’aspettativa che nulla, dico nulla, sarà benché lontanamente correlato al lavoro che fai, e che soprattutto non ci sia nulla che ti interessi se non con lo spirito simile a quello della Gialappa quando commentava quella strana copia di Giochi Senza Frontiere in salsa giapponese.
Quindi, quando mi è cascato l’occhio su questo titolo, immaginate un po’ lo sgranamento di occhi. “Credito Emiliano, dialogo web coi clienti”? Continuo: “una parte di Credem.it è lasciata ai clienti.” O-mio-dio. Banche? Ho pensato ragazzi ci siamo, ecco il thread di Friendfeed che si avvera, `time has come’ ecc. ecc.
Avanti, ancora più eccitato: “Spiega Maurizio Giglioli, direttore marketing – il web ci permette di ascoltare ciò che i clienti vogliono dirci”. Oh, signore, grazie!
Poi arrivo a “alle segnalazioni non verrà data risposta, ma l’obiettivo è di trasformarle in azioni concrete o semplicemente in comunicazioni più chiare alla clientela”. Puf, mi sono sgonfiato come un pallone della Nivea finito contro il cespuglio del giardino di casa.
Non so voi, ma io faccio fatica a capire quale sia il tipo di dialogo che possa prescindere dalle risposte.
Non sono andato a vedere il sito fino a stasera, quando ho scoperto che la parte del sito lasciata ai clienti è un quadratino di due centimetri quadrati, in cui c’è un micro modulo, clicchi invio, e buonanotte. Il francobollo è questo.
Naturalmente hanno senza ombra di dubbio il 93% di clienti soddisfatti (chi non li ha, se paghi una società apposta per dirtelo), ma nell’improbabile situazione in cui tu non sia tra questi, beh, butta una frase lì, e sicuramente qualcosa succederà.
Io mi chiedo se serva essere dei social media expert o semplicemente delle persone che applicano a sé stesse le situazioni che pensano di imporre ai propri clienti, per non pensare che tutto questo è assurdo. Comunque, ho appena lasciato un messaggio: il link a questo post. Vediamo cosa succede.
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