Questa mappa era stata creata originariamente per descrivere ai miei interlocutori offline i motivi di alcune delle dinamiche aziendali e dei contrasti tra funzioni diverse.
Per chi non ha molto tempo: in pratica nel 2000 quasi ogni contenuto aziendale liberamente reperibile era controllato rigidamente dall’azienda — e particolarmente dal perfido e potentissimo ufficio stampa e relazioni pubbliche — ovviamente comprendendo i giornali e la stampa, soprattutto di settore, che vive-va di pubblicità in arrivo dalle stesse aziende che dovrebbe recensire in teoria a favore del lettore. Ahem, devo dire altro?
Più la curva si allunga e si appiattisce — e continuerà a farlo inesorabilmente — più il contenuto libero e fluttuante prodotto dai sempre più numerosi interlocutori e le relazioni consumate diventano incontrollabili e appena monitorabili; inoltre, diventano progressivamente della stessa importanza (“quota di mercato” totale) della zona rigidamente sorvegliata.
Ma in molte aziende questo messaggio non è passato e credo non passerà mai — il mito del controllo è durissimo a morire e continuerà a distruggere buona parte del possibile valore di ogni vincente strategia e non solamente online.
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This post was mentioned on Twitter by steprincipato: La mappa del controllo sulla reputazione (2000-2010) http://is.gd/9qWSz...
[...] condividere con voi la mappa della reputazione aziendale formulata da [mini]marketing. la mappa della reputazione [...]
Già,
“il mito del controllo è durissimo a morire e continuerà a distruggere buona parte del possibile valore di ogni vincente strategia e non solamente online”.
Ma devo dire anche un’altra cosa: un mix di psicologia-lavoro-metodo-risultati può allargare e di tanto le maglie del controllo. E’ quello che sto vedendo in questi anni.
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[...] prendo spunto da un post di [mini]marketing dove dallo schema sottostante, si evidenzia una tendenza ormai “ben” nota nelle [...]
Mi ha fatto molto pensare il tuo post, soprattutto sul concetto del controllo della brand identity sia online che offline. Interessante è intrecciare il tuo schema con le ricerche di Forrester per capire quanto importante è monitorare continuamente la brand reputation sia off che online.
Grazie.
Ale di caffebollenteintazzagrossa.it
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