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Come sopravvivere alla bigamia – tra un mac, un notebook e un firewall di Grande Azienda (1ª parte)

“Nessun firewall può fermare il vostro flusso delle idee. Ma rompe comunque notevolmente le balle.” Gianluca Diegoli

Devo dire di essere stato fortunato, nella vita: al lavoro ho sempre avuto una connessione internet relativamente libera (e quasi sempre un unico notebook).

Tuttavia da nove mesi mi trovo a dividermi tra due portatili, uno aziendale (un HP con XP) e uno personale (un Macbook, quindi con l’eterno ulteriore problema di avere applicazioni diverse per lo stesso scopo), con il terzo incomodo dell’iPhone che copre i momenti in cui non mi trovo davanti a uno dei due duellanti.

Quello aziendale, poverino, è imprigionato da blocchi del firewall (“Websense, c’è un posto per te, all’inferno”). L’altro invece, poveretto, è chiuso fuori dal WIFI aziendale che non riconosce il suo macaddress come un passaporto valido per entrare. In ogni caso, l’uso contemporaneo sulla scrivania è da escludersi.

Avere due personal è già un ossimoro di per sé, è come essere bigami (immagino eh!): terribilmente stressante, ad alto mantenimento in termini di RAM mentale occupata, e soprattutto sempre a rischio di dimenticare qualcosa che ti serve, da una parte o dall’altra.

Però la necessità aguzza l’ingegno: da sette/otto mesi a questa parte, grazie a una serie di trucchetti, servizi online e software, sono riuscito a trovare un discreto equilibrio, e volevo condividere con voi questa lista di salvavita (non metto i link, usate Google, vero?)

1) Dropbox: consente di avere una *unica* cartella (con sottocartelle a piacere) di documenti sul desktop, che in realtà è anche un disco virtuale in rete, e quindi di tenere allineati i tuoi file su tutti i dispositivi. Uploado la busta paga in PDF qui, me la ritrovo sul Mac di casa. Problema: in Grande Azienda il protocollo che lo fa funzionare direttamente come cartella drag and drop sul desktop è bloccato, quindi #fail. Soluzione: in Grande Azienda si può uploadare* su Dropbox da web (stranamente Websense non lo conosce). Vantaggio ulteriore: potete leggere i doc salvati anche da iPhone.

2) Gmail: non ho mai amato particolarmente le webmail, ma Gmail è un caso a parte. Con alcuni addon come Better Gmail si trasforma in un client vero e proprio, in cui non rischi mai di aver scaricato una mail su di un PC, e di non ritrovarla sul Mac. Tra l’altro Gmail con il sistema delle label consente di farne anche un sistema fai da te di To Do management; se proprio volete inserire qualcosa da ricordare (e non vi è arrivata via mail) ve la mandate da soli, e la taggate. Ah, problema: il protocollo POP3/IMAP in Grande Azienda è bloccato. Soluzione: questa.

3) Google Docs: volete prendere appunti, avete un preventivo privato da scrivere? Una tabella? Un disegno (è supercool questa ultima funzione di draw!)? Non scrivetelo in locale, scrivetelo su Google Docs. A parte le funzioni di condivisione con il mondo esterno, vi ritroverete il doc sempre aggiornato anche quando tornate sul Mac di casa. Mai più senza, soprattutto per la possibilità di esportare in un formato che vada bene sia per il Mac che per il PC (Word, PDF, PPT, ecc.). Ah, da poco G Docs fa uploadare anche file dal vostro PC: un’ottima alternativa a DropBox anche come storage di file*.

4) Instant Messaging: la Grande Azienda, consigliata dal solito Websense (“brucia, brucia”) vieta installazione di strumenti (di lavoro a tutti gli effetti) come gli IM (ah, Gtalks è però sfuggito alla carneficina, da Gmail), pensando di attaccare così al lavoro il dipendente (in realtà deviando verso il Solitario di XP il fancazzista e rompendo allo sfinimento le balle a chi vuole lavorare). Esistono però due salvavita dal web: Meebo.com (per tutti gli Instant Messenger, Facebook incluso, che ora per Windows ha anche un ottimo notifier da barra delle applicazioni) e imo.im (che addirittura emula anche Skype e ha un ottimo notifier per Chrome). In entrambi non dovete installare nulla, e in Meebo potete anche chiudere il browser che lui non perde la connessione. Se usate Friendfeed, potete anche usare l’IM di Meebo o Imo.im per rispondere ai thread notificati in tempo reale (“Websense, la senti questa voce?”)

5) Xpenser: se siete come me, non siete molto ordinati nelle vostre spese. Serve qualcosa che vi consenta di inserire un pranzo, un acquisto d’impulso da Mediaworld, un Happy Meal comprato in un momento di sconforto, appena vi torna in mente, siate voi davanti al Mac, al PC, o all’iPhone: Xpenser vi consente infatti di inserire spese in comodi report mensili, con Gtalk, da email, da iPhone (attraverso l’app Fresh Xpense, gratuita) da web e perfino da Twitter con un DM. Manca l’SMS solo perché siamo in Italia.

* regola generale empirica dell’upload in Grande Azienda: non so perché, ma se scegliete la modalità di upload “semplice”, senza Flash o altri frizzi e lazzi, c’è il 500% di possibilità in più che la cosa funzioni. Sul CMS aziendale invece sarà per qualche ragione misteriosa e mai precisamente scoperta, bloccato qualsiasi upload.

Ok, nella prossima puntata si parlerà di come bloggare da Outlook, salvare le password  e i bookmark su n browser diversi, leggere PDF trovati al lavoro a casa, usare sensatamente gli RSS e altro senza rileggerli due volte, il tutto in regime di bigamia professionale. Come dicono in TV, rimanete collegati.

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