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Le mirabolanti avventure delle 91 tesi a Berlino, Firenze e L’Espresso

Quando mi chiedono (come L’Espresso oggi in edicola, qui anche online), che ci ho guadagnato, dalle serate passate a distillare le 91 tesi, rispondo “tutto e niente”. Niente, non un soldo di royalty o di diritti d’autore. Tutto, perché quasi tutte le persone con cui ora lavoro, ma che considero anche relazioni umane impagabili (e forse lavoro con loro per rimanere in relazione e non viceversa), vengono da queste righe e dal quel file di due anni fa, che continua ad avere una sua onda lunga di diffusione al di fuori di coloro che mi conoscevano da prima, grazie alla libera diffusione, e alla licenza Creative Commons.

Per esempio ci sono Andrea e Gianluca di Latveria Design, esperti di comunicazione nel settore dell’abbigliamento, che mi hanno chiesto di fare una versione fashion-oriented del libercolo, per portarlo in pellegrinaggio prima al Pitti Uomo, poi in giro per fiere fashion a Berlino, e donarlo a brand che possono andare al di là dell’impattante, del coinvolgente, dell’emozionale, tutte parole vuote che spesso nascondono la vacuità di certi brand costruiti artificialmente via stampa sull’immagine e non sulla sostanza, e ora spesso malmessi in un ambiente comunicazionale che sempre più predilige la seconda sulla prima. Chissà come reagiranno alla lettura.

(foto via Le 91 tesi a Berlino | Latveria Blog)

PS: breaking news, pare che su L’Espresso di questa settimana ci sia anche una mia intervista su Quora; non è online, ma c’è il PDF ricordo qui.

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