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Il social correttore ortografico

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via Flickr

Tre o quattro giorni fa ho pubblicato questo post, che conteneva un errore grammaticale (“pagherebbe” anziché “pagasse”).
“L’ho fatto apposta per vedere se leggete davvero” (oppure) “quale errore? Non c’è mai stato!” sarebbe stata la risposta di uno standard ufficio stampa o dipartimento legale.
In realtà, quel post l’avevo programmato due o tre giorni prima, di notte, prima di andare a dormire. E avevo cambiato la frase iniziale, senza cambiare poi il verbo. Ma la cosa che mi ha colpito è che dopo qualche minuto messaggi in Direct Message su Twitter, via SMS, via messaggio diretto in Friendfeed, via email mi avvertivano del tremendo errore nel post. Qualcuno nei commenti ha scritto anche:

ma per favore Gianluca se posso fare la pedante anche io ;-)) posso chiederti di correggere l’anacoluto iniziale (rimane in sospeso la frase, ma poi non c’è nemmeno il punto esclamativo: del tipo “se solo…!”) e il verbo al condizionale (anzichè al congiuntivo)? Non so ma per me rileggerla è doloroso e fa proprio a pugni col tuo pensiero e con lo stile di questo bel blog ;-) Grazie (ok, ok, lo so…dalla “maestrina con la penna rossa” ;-))

Ah, le persone che lavorano per te e si scusano di essere pedanti, Dio le benedica. E’ una grande fortuna (o un grande Ritorno sull’Investimento, se vi piace di più) avere qualcuno che corregge i tuoi sbagli, visto che tutti sbagliamo. Se solo riuscissi più spesso a farlo capire alle aziende. (E un grazie a tutti.)

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