Perché questo Google Plus non mi interessa

bocce

E sì, sono anche io in quella minoranza eletta che può già provare in anteprima il nuovo Google Plus (o Google+, d’ora in poi G+). Premetto che sono in vacanza, e che sono connesso circa un’ora al giorno, non di più. Ma a volte essere poco connessi ha il vantaggio di farti vedere le cose con un certo distacco.

Sapevo di questo progetto da tempo, da quando mi arrivò (grazie a Marco di CommonSense, AKA Piccolo Imprenditore) questo whitepaper (“The Real Life Social Network“) in cui  uno dei componenti del team di G+ descriveva il concetto delle differenti reti sociali per ogni individuo, secondo il quale ognuno di noi è più di uno (io sono il blogger qua, sono il papà là, sono l’ex giocatore di basket lì, e l’ex bocconiano laggiù, ecc.) e che sta alla base dei Circles (cioè i sottogruppi in cui suddividi i tuoi amici in G+, Cerchie in italiano, in modo da poter differenziare i contenuti condivisi).

La premessa era interessantissima, ma la trasposizione in pratica — secondo il mio modestissimo parere — ha perso tutta la vitalità che stava alla base del pensiero originale per ricalcare in forma di — yet another social network — l’ansia per Facebook che sembra pervadere Google recentemente, o forse l’ansia dei suoi venditori di pubblicità, che vedono affluire sempre più soldi nel posto blu invece che in Adwords e Adsense.

Quella che poteva essere una blue ocean strategy si è sedimentata, probabilmente a furia di politiche interne, in una red ocean strategy, in una futura battaglia di trincea contro il grande nemico, tesa a strappargli a uno a uno i 750 milioni di utenti del 2011. Una battaglia impossibile: di Facebook ne è riuscito uno, punto, go away. L’anagrafe ufficiale di internet è già stata fatta, basta così.

Il risultato finale (per ora) di G+ è invece qualcosa che gli assomiglia parecchio, con la sua logica standard Main Feed-Profilo-Amici, ma senza quelle cose orripilanti che piacciono tanto alle persone “normali” (giochi, app, domande), per ora utilizzato da parte della popolazione di Friendfeed (in Italia, dove questo strano fossile vivente continua in un’oasi protetta a essere il rifugio degli early adopter e dei tranfughi di Splinder), in quanto ovviamente più attivi e vogliosi nello sbattersi per reperire gli inviti privati all’anteprima. E quindi i beta tester di G+ non saranno persone normali, ma superconnessi utilizzatori della rete: come far progettare la Panda ad Alonso e Vettel.

Insomma, si rivedono di nuovo le stesse facce, me incluso, con un sistema molto più chiuso all’esterno (devi entrare in G+ per scrivere, non puoi postare via Twitter, non puoi importare feed, non puoi postare via email). Certo, molti mi dicono che è troppo presto, “dagli tempo”, arriverà tutto. Il tempo glielo do, tutto quello che vuole, a mr Google. Che “poi arrivano le API”, e “ci faremo i client”, e “integreremo Docs e Calendar”, e sarà un universo perfetto e “seamless”. Che poi “Google te lo farà usare per forza, perché te lo piazzano nella barra in alto”: come se fosse bastato per Buzz, che te lo piazzarono a forza dentro Gmail. La logica dell’esposizione per ottenere un’azione funziona poco e male, vi ricordate i banner, vero?

Ho l’impressione che abbia prevalso la logica aziendale del “dobbiamo avercelo anche noi, un social network”, piuttosto che “dobbiamo fare una cosa che non esiste”. Questa mania di avere e fare tutto perché una cosa ti è riuscita tremendamente bene: esattamente come la posta di Facebook che doveva uccidere Gmail e Hotmail (eccerto), oppure Apple che ha voluto farsi il suo social network musicoso, il Ping natomorto o quell’altra roba, iAdv o come si chiamava, che nessuno ne parla più. Il grande problema delle grandi aziende è che a un certo punto si trasformano in ACME. Ricordate Willy il Coyote e gli acquisti per corrispondenza? Arrivavano da ACME, appunto, A Company Making Everything. Ma in internet è difficile essere tutto per tutti, ancora di più che nel mondo degli atomi. E la grande auto illusione della grande azienda è sempre “esiste già, ma noi lo faremo meglio”. E invece no, la piccola startup lo fa prima, lo fa diverso.

Tornando a G+, esistono enormi economie di apprendimento a favore di Facebook. Svariate generazioni hanno imparato a usarlo, come paradigma del social network, e non hanno nessuna intenzione di sostituirlo.

Con un tono morettiano, mi viene da dire che mi aspettavo di meglio e di altro, da Google.

Google sa tutto per definizione, sa cosa cerchiamo, conosce tutto dei nostri interessi e di come si evolvono nel tempo. Mi rendo conto invece che Google non comprende la psicologia delle persone normali, umane: ti pare che la parola “Cerchia” possa essere utilizzata da un essere sano di mente? Questa roba è uscita di nuovo da ingegneri, studiata a tavolino come il prodotto perfetto. Ti pare che a una persona normale venga in mente di suddividere gli amici e di sbattersi pensando ogni volta verso chi sharare contenuti? E’ molto più probabile che ogni multi-persona abbia già i suoi luoghi sociali differenti.

Se Google sa tutto, perché non mi trova invece le persone con cui condividere i miei interessi? Perché non ha ragionato al contrario, facendomi vedere solo le cose che mi interessano tra quelle sharate dalle persone che seguo? Ecco la parola chiave che speravo di sentire, interessi. Facebook è relazioni, Google interessi. E invece vuole giocare sulle relazioni, in cui Facebook gioca in casa.

Facebook agli esordi è partito piccolo, piccolissimo, soddisfacendo un bisogno reale di un piccolo gruppo di persone normali, e aggiungendo poi funzioni che impattano nella vita reale, i compleanni, i poke, i tag nelle foto e continua ad ascoltarne le esigenze: per esempio, i gruppi privati sono un enorme successo sotterraneo che nemmeno riusciamo a quantificare. E del resto, anche Facebook ha da tempo le liste di amici (le sue Cerchie) ma credo che il fatto di non evidenziarle non derivi da mancanza di ascolto delle necessità, ma proprio dalla sua capacità di capire che ‘ste liste o cerchie, in fondo, interessano davvero a pochi.

Ma quindi, cosa ti aspettavi, gluca? (continua il tono morettiano)

Leggendo il paper speravo nella rivincita, capitanata da Google, di ciò che rimane (e credo sia davvero tanto) dell’internet sociale non risucchiata da Facebook, di quei forum che resistono e anzi avanzano, delle mailing list e di tutto quel mondo che discute via email, un qualcosa che prendesse il meglio dai Google Groups e da Ning e lo portasse in un luogo moderno, facile da usare, con interfacce contemporanee, e che anzi fornisse il tool (e non il prodotto finito!) per costruirsi gruppi basati sui contenuti, per tutto quel mondo che non ne vuole sapere di Facebook, di chi non ama collegare le proprie differenti passioni a un unico profilo pubblico, di chi non vuole usare la grande anagrafe universale di internet con i suoi nomi e cognomi, ma solo discutere dei propri interessi e delle proprie passioni.

(Poi magari hanno ragione loro, e tra dodici mesi G+ sarà grande come Facebook, chissà)

Argomenti simili

come fare pubblicità | Google odio e amore | media e informazione online | mobile marketing | startup | strategia sui social media

Questo inserimento è stato pubblicato in social media marketing e il tag , , , , , . Metti un segnalibro su permalink. Sia i commenti che i trackback sono chiusi.

91 Commenti

  1. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 9:06 AM | Permalink

    Post eccezionale.
    Dopo qualche riflessione l’ho eletto a mia guida nel momento in cui dovrò spiegare a qualcuno il perché questo progetto di Google+ non mi piace, o meglio che avrebbe dovuto possedere altre caratteristiche per avere successo :-)

  2. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 9:08 AM | Permalink

    Sarà che sono un superconnesso, che non sono normale, e che ho sempre snobbato facebook, ma il concetto delle cerchie a me non dispiace. anzi la trovo l’unica cosa utilie in un socialnetwork che è spiccicato a fb.. ( e che in quanto tale, mi ha già annoiato).
    se voglio scrivere in bacheca che ieri mi sono ubriacato da matti, magari non voglio farlo sapere a mia sorella o al mio capo, a cui non ho però potuto “rifiutare” l’amicizia…
    però il nome “cerchia” è davvero orribile. sarò anche esterofilo ma circles mi suonava molto meglio ;-)

    • Manuela
      Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 11:47 AM | Permalink

      In realtà anche su FB puoi fare la stessa cosa, solo che le “cerchie” si chiamano “gruppi”. I miei amici su FB sono già catalogati in gruppi, proprio perché certi commenti, come dici tu, non voglio farli leggere a mia mamma o al mio capo. E’ per questo che non capisco la novità delle cerchie, a parte il nome orrendo….

    • Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 4:14 PM | Permalink

      @Manuela
      i gruppi sono la cosa che più mi ha infastidito su fb… sono automaticamente aggiunto ad un gruppo senza alcuna possibilità di scelta ogni qualvolta ad uno gli viene voglia di dire che io faccio parte di un gruppo… la sola scelta che ho è quella di cancellarmi… non è che sia il massimo come filosofia di usabilità!

      “Cerchie” è una brutta traduzione (o meglio, che suona male) della parola “circles” che in inglese ha un significato ben preciso e meno ostico che in italiano.. il famoso cerchio della fiducia di Robert de Niro, lo ricordo in un film di cui non ricordo il titolo…

  3. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 9:12 AM | Permalink

    se l’avesse fatto esattamente come dici tu sai le polemiche sulla privacy, il grande fratello, ecc? invece l’han fatto così, menomato e pulito ma interessante, che lascia intravedere il potenziale… Google sa tutto di te, perché non ti mostra le cose che ti interessano? Ci sono le sparks, ma quasi nessuno le ha viste. Perché non auto-organizza le circles? scommetto che lo farà, esattamente come Gmail sa suggerirti altri indirizzi se ne scrivi uno, e spesso ha pure ragione :)

    Più che la fretta, secondo me ha giocato la cautela, per una volta…

    • Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 12:39 PM | Permalink

      Quoto Tambu!

    • wergwg
      Pubblicato il 16 agosto 2011 alle 7:10 PM | Permalink

      poi non capisco cosa hai contro gli ingegneri? a volte può dare fastidio un prodotto troppo razionale, ma a mio parere è più affidabile un lavoro da ingegneri che uno da bocconiani!!! ;) svegliatevi, è ora di pensare alle cose serie e non alle “cose che piacciono alle persone normali”, differenziamoci e pensiamo con la nostra testa senza usare le 4 parole che si trovano scritte in ogni angolo di fb “fail!!!” “epic fail!!!” “idolo!!!”, date uno sguardo ai nostri genitori e nonni, quello che abbiamo tra le mani oggi è solo merito loro e sono sicuro che loro non usavano ne fb ne g+. BASTA.

  4. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 9:21 AM | Permalink

    Leggendo questo intervento ho capito il motivo per cui non m’aveva convinto G+. Grazie :)

  5. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 9:33 AM | Permalink

    La penso esattamente come te.
    Non vedo un motivo per cui un utente deve usare G+, almeno in Italia.

    Salvo qualche migliaio di persone che lavorano sul web, mancano alcune caratteristiche fondamentali che invece si trovano su Facebook.

    Ne ho parlato brevissimamemente in un articolo sul mio blog.

  6. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 9:36 AM | Permalink

    Ciao guanluca complimenti per il post!! Quoto al mille per mille il tuo concetto ” Ecco la parola chiave che speravo di sentire, interessi. Facebook è relazioni, Google interessi. E invece vuole giocare sulle relazioni, in cui Facebook gioca in casa.” Personalmente credo che G+ segua le logiche di necessita più che di volontà e in più penso che questa scelta di google serve per una profilazione più dettagliata.. #searchinterest

  7. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 9:46 AM | Permalink

    Gianluca, ma perchè hai tolto dal blog i commenti di friendfeed?
    Nel paper c’era scritto che prima o poi arriveranno quelli di G+? ;-)

    • gluca
      Pubblicato il 14 luglio 2011 alle 10:47 AM | Permalink

      non li ho levati, non funziona più il plugin di wp che era basato su backtweet

  8. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 10:00 AM | Permalink

    Bel post. Condivido molte parti di quello che hai scritto, nonostante in modo oggettivo devo dire che il prodotto di G+ è di altissima qualità. Come hai detto però, sembra stato progettato troppo da “ingegneri”, cosa che succede spesso in Google (ed essendo un ex-Googler, so in genere quale sia il loro approccio.

    G+ è un super prodotto, ma forse l’andare testa a testa con Facebook è una decisione contestabile.

    Mi piace poi molto il commento che fai sul focalizzarsi sugli “interessi”: questo è il progetto al quale appassionatamente sto/stiamo lavorando da un pò con CircleMe (ironia della sorte, un nome simile, anche se deciso mesi fa).

  9. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 10:09 AM | Permalink

    Ora ho capito perché non ho alcuna intenzione di investire tempo in G+ :-) aggiungi anche il clima vacanziero e il gioco è fatto ;-) buon relax Gianluca

    • wergwg
      Pubblicato il 16 agosto 2011 alle 7:18 PM | Permalink

      ma ti rendi conto di quanto sia grave ciò che affermi? come fa una persona a spiegarti il perché non ti piaccia una determinata cosa?!?! di messaggi come il tuo ce ne sono tanti qui, e scommetto che tutti fanno un assiduo uso di fb, stiamo assistendo ad un cambiamento, un declino, quello che possiamo notare è un riempimento di barattoli vuoti, dove i barattoli vuoti sono le vostre teste, una persona esprime un concetto e tutte le altre lo fanno proprio, senza far intervenire un minimo di senso critico, è una vera e propria omologazione. Non avvertite che il livello culturale e di originalità si sia drasticamente abbassato da quando le persone usano questa maledetta invenzione? è ora di smetterla no?

  10. Daniela
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 10:10 AM | Permalink

    Per ora anche a me Google+ non ha entusiasmato, è l’ennesimo social network che ci troviamo a dover gestire da capo: cercare amici, caricare foto, condividere link..insomma, tutto quello che abbiamo già fatto su Facebook. Quindi, perchè replicare?
    Come dici tu, magari tra qualche mese saremo smentiti, capiremo la qualità di Google+ e la vera differenza con Facebook, nel frattempo osserviamo le mosse del Signor G. ;)

  11. Laura
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 10:16 AM | Permalink

    Bravo Gianluca! Come sempre riesci a non essere mainstream, ma senza diventare snob.

  12. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 10:26 AM | Permalink

    Non uso G+ perchè nonostante i tanti inviti sembrerebbe che da oltre dieci e passa giorni siano ormai over full!!!
    In ogni caso trovo molto interessante la tua disamina oltre che controcorrente, leggendo in giro per la rete sembrerebbero tutti molto entusiasti di G+, ma stiamo sempre e solo parlando non della gente comune che ha prodotto e sta producendo i numeri di cui FB può vantare e su cui potrà basare, forse, i suoi ricavi, ma un ristrettissimo numero si poche decine di migliaia du utilizzatori quasi tutti geek o super esperti di programmazione, web marketing ecc. ecc.
    Concordo che G dovrebbe battagliare contro FB, su terreni a lui più noti (interessi) rendendoli più “usabili” e interessanti anche per la massa, del resto, prima ancora di FB ha avuto ed ha a disposizione info personali e di massa forse anche maggiori, e proprio grazie a queste info che dovrebbero pensare ad un prodotto che partendo dal basso, quindi non dagli esperti, arrivi a coinvolgere la nonna, piuttosto che mio zio 70enne, se riuscirà in questo poi i geek arriveranno perchè troveranno una prateria piena di “indiani” da colonizzare e portare ognuno il proprio “verbo”.
    Interessante questa classifica http://socialstatistics.com/ che lettura gli dareste?

  13. XMaverick
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 10:29 AM | Permalink

    100% d’accordo con l’articolo. Già un Facebook è invadente, due sarebbero troppi. Le cerchie? Fanno molto setta. In più, a come sono fatto io, non mi creo problemi a non accettare le richieste del capo o a purgare “amici” periodicamente su Facebook, e se non erro con le nuove impostazioni di privacy puoi negare la visibilità a chi hai tra i contatti. Potevano migliorare invece iGoogle, che adesso come adesso è veramente brutto.

  14. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 10:46 AM | Permalink

    Può darsi sia già stato spiegato nei commenti, quindi potrei dir qualcosa che ora ha poco senso, ma leggendo il post non ho capito.
    Non ho capito esattamente quale sia la critica a Google+, a parte la differenza fra speranza (gli interessi) e realizzazione (gli interessi articolati come cerchie di persone che hanno quell’interesse).

    L’unico aspetto che mi pare chiaro è la critica alla parola “cerchia”, che per carità è legittima ma è come dire che avresti preferito una barra rossa, e non nera.

  15. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 10:48 AM | Permalink

    Insomma, si notava di più se non c’era :D Condivido ogni virgola.

  16. valentina de caro
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 11:08 AM | Permalink

    Io sono su google+ ma perchè ci sono?
    perchè mi ha invitata sasà tomasello :)
    e chi ho nelle cerchie? bhè solo lui per educazione, anzi forse altri 2 ma nemmeno ricordo chi.
    ci sono entrata una volta, ho visto cosa era e ho detto:mmmmm cavolo mi sono registrata ad un’altro sito nel quale non entrerò piu :)

    se voglio parlare con gli amici di una serata ho il mio gruppo su fb
    se voglio parlare di interessi comuni vado nei gruppi di linkedin
    se voglio notizie ho tutti su twitter
    e skype poi…ah che bellezza, ci vivo su skype, poi da quando fb ha messo la funzione della video chiamata, chi non è sul mio skype, sta li :)

    l’iscrizione a google resta la…magari un giorno mi inserirò in quelle cerchie…magari no :)

    vedremo :D

    • Buothz
      Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 12:46 PM | Permalink

      Purtroppo per bigG il discorso che fai te – che posso anche condividere – lo farà la stragrande maggioranza della rete…

  17. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 11:15 AM | Permalink

    Condivido pienamente (compresa l’ultima frase tra parentesi ma, per ora, i dubbi restano). Bravo!

  18. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 11:21 AM | Permalink

    Come dici tu tanta gente da FF lo sta testando, G+ potrà essere un’alternativa a FF, che nel lungo periodo potrebbe diminuire ulteriormente il numero degli utenti. G+ è sicuramente più affidabile e moderno, e le risorse di Google permettono un’evoluzione continua, rispetto a FF che necessita applicazioni di terze parti per importare “bene” lo stream di Twitter ;).

    Quando verranno introdotte le pagine per le aziende, quando sarà possibile importare altri flussi e creare “stanze” a tema, per convogliare gli interessi, G+ non avrà più nulla da invidiare a FF e molti utenti che si occupano di comunicazione, marketing e social media potrebbero migrare definitivamente.

    Non dimentichiamo anche i detrattori di Facebook, che no sopportano il marasma di applicazioni “poco utili” e i post dispersivi e poco seri; G+ potrebbe essere più adatto per “lavoro”, FB per mantenere rapporti più personali, anche con chi non vuole imparare come gestire un nuovo social network.

    • Buothz
      Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 12:44 PM | Permalink

      Wave era stupendo per gestire il workflow, guarda che fine ha fatto…

  19. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 11:38 AM | Permalink

    Gli utenti di Internet (in primis proprio quelli più evoluti) hanno diverse esigenze da soddisfare. Ma tra queste sicuramente non c’era la necessità di avere un nuovo posto dove gestire relazioni o condividere contenuti.

    Il fatto è che la “risorsa scarsa” è, e sarà sempre di più, il tempo e con esso l’attenzione. Quello che oggi manca davvero è un sistema in grado mettere in evidenza ciò che per noi è davvero rilevante in funzione del contesto.
    Come giustamente osservi, il focus sulle relazioni ha un leader che è Facebook. Ma oltre alle relazioni ci sono i contenuti, il contesto in cui ci troviamo, i nostri interessi e le nostre abitudini. E’ su questi aspetti che Google avrebbe dovuto concentrarsi.

    Google ha sicuramente le capacità per andare in questa direzione, e magari Google + è solo il primo passo per creare un framework su cui poterlo fare.
    Prima dei flop degli ultimi anni, Google era sempre riuscita a raddrizzare il tiro. Magari ci riuscirà anche questa volta. O magari dopo questo progetto diventerà la Microsoft di questa epoca.

  20. ilpiac
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 11:42 AM | Permalink

    Dopo mi leggerò con calma il whitepaper per capire quali erano le potenzialità e quali avrebbero dovuto/potuto essere gli sviluppi, per ora però io non sarei così critico con Google+. Per giudicare aspetterei ancora un po’, giusto per vedere come evolve il prodotto e cosa – questo sì -capiterà quando vi accederanno ben più persone rispetto all’uso ristretto che si ha ora.
    Siccome qui non siamo di fronte ai disastri socialnetworkiani che Google fece in precedenza – riprovevoli già a prima vista – diamo tempo al tempo prima di dare giudizi tranchant.

    Io in Google+ ci sono e per ora non mi dispiace.
    Il termine Cerchia forse non sarà sufficientemente moderno, ma è Italiano a tutti gli effetti. Forse non è “cool” come termine, ma è corretto.
    Rispetto al discorso delle cerchie: perché devo scervellarmi a scegliere con chi condividere? Per privacy, per non fare finire tutto nello stesso calderone. Certo, la privacy online ormai è cosa perduta, lasciata solo ai più introversi, quelli che non vogliono condividere se stessi con il mondo ;-) Ma io apprezzo questi piccoli anfratti i cui – ancora – posso nascondere parte delle mie informazioni e condividerle solo ciò che dico io e con chi dico io.

    A parte che Google+ – appena digitiamo una lettera – suggerisce una cerchia con cui condividere: per cui anche il condividere con tutti, cioè con il pubblico dei pubblici, dista da noi solo una lettera o due. Non un dramma insomma.
    Che le cerchie o i gruppi non interessino a molti e quindi su FB siano più o meno “nascosti” non vuol dire che qualcun altro non possa volerle rendere ben visibili proprio in funzione di una gestione delle informazioni un po’ più sensata.
    Ti rendo visibile una funzione forse anche per invogliarti ad usarla.

    Non che in tema di privacy Google+ sia la panacea di tutti i mali, siamo più o meno sui soliti livelli. Ma spingere sull’uso di cerchie/gruppi per segmentare le informazioni da condividere non mi sembra tutto ‘sto gran male.
    Come scriveva Gatto Nero gli interessi ci sono e sono proprio rappresentati dalla suddivisione in cerchie.

    Insomma,a me Google+ per ora non dispiace. A partire dall’interfaccia, decisamente più sensata a fruibile rispetto ad altre soluzioni. Visione distorta di chi lavora pur sempre nel settore della grafica? Forse. Per questo per ora mi tengo il mio giudizio positivo bollandolo come “momentaneo” e aspetto le future evoluzioni per pronunciarmi in modo più netto.

  21. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 11:45 AM | Permalink

    Perchè mi piace Google+? perchè non è pieno di tutta quella schifosissima merda che gira su facebook, e che ha sempre girato su facebook (e non sono un utente facebook da 2 giorni, ma da quando per iscriverti dovevi accedere con un account universitario, perchè ricordiamocelo fb era nato per quello).

    La privacy su G+ è nettamente migliore, se voglio condividere qualcosa con Tizio e Caio, ma non voglio che la legga nessuno, oppure con un Circle a caso, scrivo il post e scelgo…su facebook? prova a taggare qualcuno e metti che il caro ragazzo ha le impostazioni della privacy di un bambino dell’asilo..che può succedere? nulla o un casino… il punto focale sulla privacy di facebook e google è che su fb tu decidi a chi non farlo vedere (con annessi e connessi tutti i rischi che ne susseguono in fatto di impostazioni degli altri utenti) e non hai NESSUN controllo sulle re-sharate, mentre su G+ tu decidi A CHI far vedere i tuoi post, e puoi decidere chi potrà ripubblicare i tuoi post.

    Poi per quanto se ne possa dire G+ è in beta, ancora è sotto inviti, ma sta andando veramente da Dyo, magari farò parte di un ristrettissimo gruppo di persone, ma a differenza di qualche commento letto sopra, in G+ ho già un considerevole numero di persone nei Circles.

    Inoltre gli sparks sono delle ottime cose, semisconosciute ai più, ma per il tuo discorso sugli interessi..beh quelle ci prendono molto bene; possiamo star qui ore a parlare di Hangout e la videochat di facebook, il primo è supportato da Win,OSx,Linux e la videochat di fb? Hangout ha un ottima fluidità anche con 10 persone connesse insieme alla stessa videoconferenza, con facebook non puoi far videoconferenze, e con Skype devi pagare.. Chi parla su Hangout ha il focus automatico del video (in più persone).

    Il sistema delle notifiche è migliore, posso tranquillamente continuare a leggere quello che Caio dice, mentre scorre le notifiche dei commenti che mi ha scritto Tizio e leggerli direttamente dalla barra…il tutto senza aprire una nuova scheda.

    Ovviamente G+ ha alcune lacune, vedi messaggi privati che sono praticamente inesistenti, ma penso che sia solo questione di tempo prima che vengano uniti e accorpati a Gmail, ma sono sicuro che quando finalmente verrà aperto al grande pubblico non sarà il fallimento che sono stati Wave e Buzz

    • Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 4:22 PM | Permalink

      I messaggi privati di G+ non sono le email?

  22. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 11:47 AM | Permalink

    Paragonare lo sviluppo di G+, rispetto a facebook, con “come far progettare la Panda ad Alonso e Vettel”. E’ f e n o m e n a l e.
    ;)
    Quoto TUTTO!

  23. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 12:07 PM | Permalink

    Bravò! :-*

  24. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 12:09 PM | Permalink

    Sono entrato in Google+ da pochissimo, ma la prima impressione che ho avuto è stata esattamente uguale a quella che hai scritto, complimenti e se lo dici tu c’è da crederci!!!

  25. HenrySmoking
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 12:12 PM | Permalink

    Articolo molto molto interessante. Sono ancora in bilico su questo G+, fra mi serve e non mi serve. Sento montare la mia decisione sull’onda di un paio di parole: interessi e privacy.

  26. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 12:19 PM | Permalink

    beh, io preferirei un’auto progettata da Alonso e Vettel a una progettata da me e mia mamma :-)

  27. Maurizio Battelli
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 12:40 PM | Permalink

    complimenti … ottima sintesi della situazione

  28. Buothz
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 12:57 PM | Permalink

    Se guardate i risultati, quelli grandi, di Google e altre software house vengono fatti su progetti freschi.
    G+ è un voglio-non-voglio il social alla Facebook, nella sua “spocchiosità” sarebbe stata anche un’idea rivoluzionaria se il finto vegetariano http://goo.gl/mNy8K, Mark Zuckerberg, non avesse sviluppato – rubato – l’idea ai canoisti diventata talmente virale da essere uno spazio web con un bounce rating che tende a zero.

    Secondo me è inutile giocare alle scommesse, non so con che idee e intenzioni è stato sviluppato Plus, ma tutti noi ci renderemo conto tra anni che da un lato Google non poteva lasciare il monopolio a Facebook che continuando così prenderà il posto anche come motore di ricerca (una fetta di utenti cerca le news sul search di Facebook!).
    Dall’altro Google doveva fare un passo avanti e bypassare la tendenza del social network così come lo vediamo, se il futuro risiede veramente nel cloud computing allora doveva arrivare con progetto della Madonna, ed invece ha fatto la vecchia minestrina riscaldata… il prossimo milionario del web sarà chi riuscirà a creare una piattaforma cloud che farà interagire le nostre vite virtuale su uno smartphone, non certo gli ingegneri sprecati per Google Plus, il social del ctrl-c/ctrl-v senza formattazione…

    • Ara
      Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 11:50 AM | Permalink

      a me pare che il punto sia esattamente il cloud, altrochè Facebook… mi pare che la direzione sia quella e mi pare anche che stia funzionando!

  29. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 1:01 PM | Permalink

    Gran post, meno male qualcuno vede la cosa con lucidità. Bravo Gianluca!

  30. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 1:36 PM | Permalink

    Mo ti ci metti pure tu? Oltre a Mantellini? :) Dico un po’ di cose sparse

    a) Google è arrivato dopo Altavista, ricordi? Non è detto che chi arriva dopo non possa fare meglio
    b) Ma in quale legge fisica avete letto che i social network devono essere unici? Ma Netlog allora? E quelli russi e cinesi? Orkut in Brasile? Ma che vedete solo macchine FIAT in giro?
    c) Forse G+ avrà successo oppure no, ma i limiti rimangono sempre quelli: disponibilità economica e psicologia sociale ( ma in quel coso ci sono i miei amici) e non quello che pensano i vari guri e paguri nel mondo.

    my two cents

    • Buothz
      Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 1:47 PM | Permalink

      @Roldano bigG è arrivata con un algoritmo completamente nuovo rispetto Altavista, senza entrare troppo nel dettaglio mi spieghi G+ cosa offre di così innovativo?
      Netlog è un social per trombamici, quelli russi e cinesi sono figli anche di un sistema politico – censura – profondamente diverso rispetto al nostro. Poi scusami ma se Google facesse un social per fare concorrenza a Netlog o MySpace ci faremmo delle grosse risate… attualmente si c’è solo FIAT (FB) per Google mi pare anche ovvio… oppure credi veramente che Google punti al secondo posto?

    • Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 2:26 PM | Permalink

      Google è arrivato dopo Altavista, e dopo Google è arrivato Bing
      Facebook è arrivato dopo Myspace, e dopo Facebook è arrivato Google+
      Troppo tardi…

  31. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 2:24 PM | Permalink

    Interessi ? Collaborare attorno agli stessi interessi ? Parli di Gloxa. Scrivimi

  32. Giulia
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 2:28 PM | Permalink

    Condivido perfettamente :)
    Se avessero saputo sfruttare di più l’aspetto googlegroup in questa piattaforma avrebbero davvero reso un servizio nuovo

  33. Buothz
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 2:41 PM | Permalink

    Ecco dove deve concentrare l’investimento google: http://blog.tagliaerbe.com/2011/07/futuro-motori-di-ricerca.html non in un social…

  34. manuel
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 3:37 PM | Permalink

    Ma gli hangouts (videoritrovi) non sono piaciuti proprio a nessuno? Secondo me è una feature interessantissima e che se non sbaglio possiede al momento solo G+. Io, cmq, non so se si è già capito… faccio il tifo per G+ e spero in una integrazione completa dei dati tra FB e G+… mi piace cambiare, ma odio dover ricominciare tutto da capo :)

  35. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 4:59 PM | Permalink
  36. Raffaella
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 6:28 PM | Permalink

    Magnifico Gianluca, mi trovi completamente d’accordo. G+ si gioca la sopravvivenza se riuscirà a ritagliarsi una nicchia, una sua ragion d’essere, che per ora non si vede…

    • Buothz
      Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 6:34 PM | Permalink

      Se rimane così altro che personalità e nicchia, sembra una delle prime release di Facebook arrivate in Italia belìn!
      Wave 2.0? (Tra l’altro credo di essere ancora uno dei pochi al mondo che usa Wave per lavoro…)

  37. Luigi
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 6:49 PM | Permalink

    Giusto in parte, meno giusto in altre. Sicuramente G+ sembra un qualcosa meno “da cazzeggio” rispetto a FB, quindi molta gente, fra cui me, che non si è registrata a quest’ultimo spera che G+ funzioni da alternativa “seria”. Dall’altra, mi rendo conto che per far funzionare qualcosa sono necessari gli utenti anche meno esperti. Detto questo G+ mi sembra più intuitivo e trasparente, mi si passi il termine, di FB in quanto la condivisione è sempre chiara e controllabile. Inoltre è proprio molto più bello da vedere, il che non guasta :)

    (E poi si può fare la videochiamata multipla sul browser! La cosa è fantastica in quanto è multipiattaforma e non dimentichiamoci che per fare la stessa cosa su skype adesso si paga).

  38. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 7:09 PM | Permalink

    Non capisco questo post.

    Ci sono molte critiche, ma non c’e’ un dato a supporto, nè una dissertazione “tecnica” sul COME G+ sta affrontando le questioni fondamentali di un social network (meccanica di profilazione, gestione delle cerchie, ecc), piuttosto un insieme di sensazioni sul fatto che Google abbia deluso alcune personali attese e doveva fare diversamente e meglio.

    Blind, tra i commenti, mi sembra abbia approntato alcune riflessioni tecniche su alcune funzionalità dei sue networks e mi è sembrato l’unico post che cercasse di dare struttura a riflessioni che onestamente messe giù così possono essere recepite solo come opinioni personali.

    Credo fortemente nel fatto che Google+ darà filo da torcere a Facebook, e noto che anche tu alla fine del post hai lasciato aperto questa possibilità (eppure il tono perentorio delle tue argomentazioni lasciano spazio a poche chance di successo).

    Certo, ti sei esposto in modo molto chiaro sul tema e sarà interessante seguire lo sviluppo di questo prodotto. Ne riparliamo tra…6 mesi? ;-)

    claudio

    • Buothz
      Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 7:20 PM | Permalink

      Personalmente volevo tirare fuori l’argomentazione “tecnica” nei commenti ma ho evitato perché secondo me affosserebbe il progetto G+ e vedrete il flame che scatenerò.

      Siamo nell’era open source, delle 3rd party apps, delle piccole software house che diventano grandi e tu, Google, con l’esperienza di Android e Chrome, mi crei un sistema “blindato?”.
      Non ho gli analisti di Google ma se avessi fatto un social per le persone allora non ci avrei pensato due volte e avrei rilasciato un kit di sviluppo incentivando gli sviluppatori.

      Ora si alzerà un polverone per dire “vuoi vedere FarmiVille anche su Plus?”, personalmente ne faccio a meno ma da una parte mi farebbe piacere perché è comunque una possibilità di espressione agli sviluppatori come me.
      Poi le apps potrebbero non necessariamente essere giochilli spilla soldi ma feature aggiuntive, sicuramente arriveranno, ma quando arriveranno dove saranno Facebook&co?

      Per carità Joseph Smarr ha detto che le API arriveranno, più che quando mi chiedo come e cosa sarà permesso fare…

      A livello di codice non possiamo dire quasi niente, i sorgenti sono chiaramente in mano di Google, mentre mi ha dato molto fastidio il non adottare l’url rewrite per due motivi
      1 – non mi permette di lucrare e crearmi un bel url https://plus.google.com/coca-cola
      2 – non voglio essere l’ennesimo numero – 100623193702725090143 – nell’era del web semantico

    • Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 2:30 PM | Permalink

      Claudio, la tecnica è importante ma poi la gente la interpreta a modo suo, generalmente male… Questo vale a maggior ragione per i SOCIAL network
      E’ irrilevante la tecnica che usa Google+, se funzionerà la spiegazione sarà sociologica, non tecnica. Ovviamente, la spiegazione arriverà DOPO, quando sono capaci tutti…

  39. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 7:34 PM | Permalink

    Anche a me è piaciuto molto il post… su G+ iniziano già ad aggregarmi totalo sconosciuti… ‘sta cosa non mi piace…

  40. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 7:55 PM | Permalink

    Google + sta a Facebook come Bing sta a Google

  41. Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 8:16 PM | Permalink
  42. Roberto Cobianchi
    Pubblicato il 12 luglio 2011 alle 10:41 PM | Permalink

    Lo ammetto. Sabato ho ceduto e con 13 contatti ho creato 7 cerchie. Poi mi sono fermato e mi sono chiesto: “ma perché?”. Cioè, perché devo rifare tutto? Ho già liste su Twitter e su Facebook che uso poco e male, perché ripetere tutto? Ecco, la sensazione che ho provato sabato è la “ripetizione”, rifare cose già fatte senza aggiungere nulla.
    Grazie gluca, mi hai aiutato a chiarire: francamente non sento il bisogno di un altro SN ripetizione dell’esistente!

  43. Manu
    Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 10:32 AM | Permalink

    Bel post, io pur avendo provato a usarlo non penso che lo frequentero’ anche se mi interessa molto il concetto delle cerchie.
    Voi invece che ne pensate del problema privacy?
    http://i.imgur.com/Y2tyA.jpg

  44. massj
    Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 10:47 AM | Permalink

    Articolo azzeccatissimo, non posso che essere totalmente d’accordo. Penso che hai focalizzato molto bene l’infamiliarità di G+ scrivendo che la parola cerchie non la usa nessuno. G+ sembra calato dall’alto e da la sensazione che io sia a casa di google e debba fare quello che dice google, mentre Facebook viene percepito (anche se non lo è) come creato dal basso dalle persone che vi partecipano e quindi lo sento come casa mia (spesso, non sempre) dove faccio quello che voglio.

  45. Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 11:11 AM | Permalink

    Condivido in pieno, abbiamo un pensiero sullo specifico argomento esattamente identico. Google non può pensare di fare tutto ed essere ovunque. A suo tempo ha ampiamente sottovalutato il fenomeno del Social Network, arrivarci ora è tardi, troppo tardi, anche per Google. Questo tentativo di recupero è sterile e pensare che questa strategia sia opera di una società multimiliardaria e con risorse umane illimitate fà sorridere ancora di più…

  46. Lrnz
    Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 12:06 PM | Permalink

    Cioè.. sono l’unico a cui G+ è piaciuto e che l’ha trovato ricco di potenziale?

  47. Mario+
    Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 12:43 PM | Permalink

    Consiglio questa interessantissima lettura, esattamente agli antipodi del post iniziale (con cui non concordo).

    Stop treating Google+ like Facebook (http://goo.gl/YirrJ)

    riassumo dicendo che facebook resterà per restare in contatto con amici reali, vicini di casa, familiari e scuola, G+ prenderà il suo posto per tutto il resto, è nato per condividere con sconosciuti, questa è la sua vera forza.

    …Think about what you use Facebook for. If it’s for keeping up with old friends and for keeping up with current, local friends, great. You can use Google+ for that, and it’s definitely got a leg up on Facebook for filtering content.
    Interact with content created by users you don’t know personally. If you don’t follow people you don’t already know, you’re going to get bored, and not just because your friends aren’t all here yet. You’ll get bored even after they’ve all arrived. Why do you think Facebook started implementing games and applications? Well, to make money, obviously, but what was the draw for the userbase? I’m willing to bet Facebook figured out that simply reading your friends’ thoughts all day long gets old, and let’s be honest: very few of us have enough friends with enough interesting posts to keep us engaged….

    • Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 1:37 PM | Permalink

      Ciao Mario+, complimenti per il nick :)
      Ho letto il pezzo che consigli, non mi convice per niente. L’ho commentato così

      “People are treating their Google+ accounts just like Facebook accounts. And I think that’s a doomed approach.”

      That is, Google+ it’s perfect, too bad “people” don’t get it. It reminds me of Sony Minidisc
      It’s people who make a social network succesful, that’s why it’s called “social”, dude !
      I hope you are wrong, otherwise Google+ is doomed to failure, not the approach

  48. Nexol
    Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 1:32 PM | Permalink

    Mi è piaciuto molto l’ultimo paragrafo dell’articolo nel suo auspicio, che non sia così non so dirlo ancora, a mio avviso è semplicemente troppo presto per sentenze così definitive.
    FB infatti ci ha messo anni ad arrivare dov’è, e come funzionalità, e come numero di utenti, diamo a G+ non anni ma almeno mesi si.

    Altra cosa è la delusione per un G+ diverso dall’idea che ci si era fatto leggendone il whitepaper, quella è una insindacabile sensazione personale. :)

    Noto invece che l’arrivo di G+ ha fatto bene anche a FB che annuncia feature simili a quelle di G+ (webconference) dopo mesi in cui non accadeva nulla. Un bene, un male? Chi copia chi? Non lo so, intanto c’è movimento.

    Una frase invece che in diverse forme ho letto spesso nei commenti è: “non abbiamo bisogno di un altro social network“.
    Comprendo che si tenda ad assolutizzare la proprie personali esigenze e a pensare a se stessi ed i 700 e passa milioni di iscritti a Facebook siano tutto l’Universo conosciuto.

    Ma Facebook esiste da molti anni e ha comunque “solo” quei 700 milioni di iscritti sui 2 miliardi e passa di persone che usano Internet (e continuano a crescere), un dubbio sul fatto che ci siano altre esigenze rimaste scoperte può venire, o no?

    Che proprio G+ possa coprirle vedremo, ma almeno ora qualcosa c’è.

  49. Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 4:31 PM | Permalink

    Google plus é simile a Facebook e questo implica al nuovo utente un’ impatto non traumatico, non deve imparare quasi niente di nuovo, può subito usarlo, con le poche e semplici funzioni che offre. E’ normale che all’ inizio ci si trova i soliti social media addicted, poi arriveranno anche gli altri. E’ comunque in beta ed é quindi difficile valutare ancora come si integrerà con il resto di Google.

    A me piace semplice, spartano, senza pubblicità, e senza tutte quelle inutilità che infestano facebook. Speriamo che rimanga così e non diventi come Facebook, perché in quel caso sarà difficile per Google far percepire la sua creatura come qualcosa di nuovo e differenziarla efficacemente dai vari concorrenti.

  50. Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 4:41 PM | Permalink

    Attenzione… questo è a malapena un 10% di G+ :-))
    Buona Vita :D

  51. Pubblicato il 13 luglio 2011 alle 6:58 PM | Permalink

    Il punto focale della questione è che Google sta affanossamente inseguendo e copiando un’idea già esistente e vincente, invece di creare qualcosa di davvero innovativo.
    In linea di massima, quella dei Circoli (molto meglio chiamarli così invece di Cerchie) è una buona idea ma non basta correggere uno dei problemi del concorrente (la privacy) per fare un prodotto migliore.
    Pur con i suoi difetti Facebook ha una forza e una capacità di adattamento notevole… non sarà eterno, ma sarà superato da qualcosa che ora non riusciamo nemmeno a immaginare, e non da una sua imitazione.

    “Il grande problema delle grandi aziende è che a un certo punto si trasformano in ACME.”
    E’ proprio così, voglio fare tutto ma l’avidità alla lunga non funziona.

  52. claudio
    Pubblicato il 14 luglio 2011 alle 11:34 AM | Permalink

    Ti meriti un +1

    Immagino tutte le indagini e gli studi all’interno di G per scegliere la parola… “cerchie”, sì come diceva quel sociologo lì, Simmel… o forse meglio “tribù” è più attuale… ma no, poi sembra razzista… bla, bla, bla.

    Cito “Ma a volte essere poco connessi ha il vantaggio di farti vedere le cose con un certo distacco”.

  53. Pubblicato il 15 luglio 2011 alle 2:17 AM | Permalink

    Io invece devo andare controcorrente e credo che tra meno di sei mesi ci sarà una bella guerra tra google e facebook. Google+ ha integrato anche il seguimi, cosa che su facebook non esiste e secondo me è una funzione molto valida perchè permette agli utenti di seguire altri utenti che hanno i medesimi interessi. Ovvio deve ancora crescere ma non dimentichiamoci che è targato Google.

  54. halo
    Pubblicato il 15 luglio 2011 alle 3:30 PM | Permalink

    Ciao Gianluca,

    post con tanti spunti condivisibili e interessanti , cui appunto solo un paio di considerazioni su alcuni spunti .

    In linea di massima concordo con te, specie su quell’effetto ACME – un’immagine evocativa , complimenti per la scelta – che troppo spesso colpisce le grandi corporation , e nom sempre solo quelle ( per stare in un terreno che abbiamo ben conosciuto e tu molto più di me, quante volte nell’azienda in cui abbiamo entrambi lavorato sono stati lanciati servizi solo perchè lo fanno tutti e quindi anche noi non possiamo esimerci ? Magari concentrarsi su quello che era core business sarebbe stato meglio, invece di preoccuparsi di fare le nozze coi fichi ultrasecchi, no ? ) .
    Ma lo logica del mercato è spietata, e la fretta di monetizzare quanto prima è per varie e tante ragioni, a volte necessità, a volte miopia : ma è una logica contro cui è durissima obiettare.

    Anch’io mi sono iscritto a Google +, e per ora mi limito più che altro ad osservare , però una cosa la devo dire : l’idea dei circles mi piace, e se il progetto avrà successo, credo che sarà per quello.

    E’ vero, anche su FB posso fare i gruppi, ma non è la stessa cosa, ci vuole un minimo di sbattimento per capire come fare e come funziona, e come ha saggiamente detto qualcuno in un commento prima, quello che determinerà il successo di Google + come ha determinato il megaboom di Facebook, non sarà l’utenza degli smanettoni che adesso ne parla, ma la grande massa che 8 volte su 10 non ha la minima idea o molto vaga di cosa sia la gestione della privacy del profilo.
    Invece su Google + i circles sono immediatamente visibili, è la prima cosa che un utente vede, e l’organizzazione delle relazioni è immediata, è lì, ce l’hai davanti agli occhi.
    E’ la privacy for dummies, si potrebbe dire.

    E’ il grande pubblico, le grandi audience, ( e la possibilità di una accurata e mirata profilabilità dei target e segmenti ) quello che determina il successo sul mercato pubblicitario, vedi il boom di Facebook ( a differenza dei 300 mila smanettoni iscritti su twitter in Italia , che infatti raccoglie zero pubblicità, in Italia , in USA non so )
    E il grande pubblico non è affatto sofisticato da questo punto di vista: sono quelli che vogliono postare le foto delle vacanze, o cazzeggiare con le varie app con giochini a cui tutti allegramente e senza alcuna consapevolezza cedono l’uso dei dati personali, o scrivere quello che hanno fatto la sera prima .

    Con questo non voglio affatto dire che Google + avrà successo, questo sarà tutto da vedere, e non ne ho la più pallida idea se lo avrà. Però, in un progetto che di fatto è un social tal quale a quelli già esistenti, l’idea dei cerchi mi sembra buona, e di certo è una differenza rispetto a Facebook.

    Un altro piccolo appunto su iAD : al riguardo c’è una news di qualche giorno fa su MAshable che ho pure postato sul mio profilo Linkedin.
    La notizia è significativa, ma prevedibile: sul mercato pubblicitario non ha mai pagato l’atteggiamento ” io sono il più figo, quindi posso permettermi di essere carissimo, perchè tanto mica voglio tanti investitori, no, voglio solo quelli più fighi che non hanno problemi a spendere quello che gli chiedo ” .
    E’ un atteggiamento , oltre che presuntuoso e arrogante, miope ed inevitabilmente destinato a soccombere. Nulla di nuovo , storie già viste nel mondo dell’advertising on line

    Alla prossima e buone vacanze

  55. Pubblicato il 15 luglio 2011 alle 10:34 PM | Permalink

    Ecco, non appartengo al gruppo degli eletti, ma sto provando anch’io questo nuovo oggetto. Condivido quello che dici e faccio pure fatica a capire la logica che c’è dietro.
    – Chi decide in quale cerchia inserire il proprio contatto: chi aggiunge o chi accetta di essere aggiunto?
    – Cosa mai successa su FB, mi ritrovo persone a me totalmente sconosciute che mi aggiungono alle cerchie.
    – anche io e te non ci conosciamo, eppure mi hai aggiunto alla tua cerchia. Ma eri sicuro?
    – E se io non aggiungo alla cerchia chi mi ha chiesto di essere aggiunto?

    Mah, ho un sacco di perplessità sull’utilizzo, compreso il fatto di farmi catalogare le persone a seconda della tipologia della relazione. Che brutta cosa…io mi sto facendo un sacco di problemi tra i conoscenti e gli amici e non nessuna intenzione di coinvolgere familiari.
    E non c’entra niente la privacy e la condivisione degli argomenti: sulla prima mi auguro che prima o poi anche il più zuccone degli utenti impari come gestirla ( e altrimenti sono fatti suoi); per quanto riguarda la seconda credo che le ultime vicende milanesi abbiano dimostrato che la condivisione di idee e di relazioni sui SN segua le logiche del cuore e della passione, piuttosto che quelle della appartenenza ad un “circolo”.

  56. Pubblicato il 16 luglio 2011 alle 5:03 AM | Permalink

    Io classifico google plus il miglior social network perche si trova gente interessata alla tecnologia grafica programmazione non ci sono i soliti bimbi minkia .. che postano cavolate su cavolate.

  57. Acarnoli
    Pubblicato il 18 luglio 2011 alle 10:01 AM | Permalink

    Bel post Gluca, come sempre.
    A me mi ha invitato mio figlio Ian (13 anni) su Google+ che l’aveva invitato un suo amico, smanettone e blogger (14 anni http://teen4matica.altervista.org/blog/). L’invito non mi è arrivato, per qualche motivo, ma i ‘cinni’ si sono buttati su Google+ con la curiosità della novità, per il gusto di essere in un posto figo dove sono ancora in pochi .. Chissà che queste spinte elementari non diano una mano a Google+ a dare almeno fastidio a FB.
    Poi magari finiremo tutti su Tulaip!!! :D

  58. Nicola Sandoli
    Pubblicato il 18 luglio 2011 alle 10:51 AM | Permalink

    sottolineo solamente il passaggio chiave semplice e illuminante di questo post:
    Se Google sa tutto, perché non mi trova invece le persone con cui condividere i miei interessi? Perché non ha ragionato al contrario, facendomi vedere solo le cose che mi interessano tra quelle sharate dalle persone che seguo? Ecco la parola chiave che speravo di sentire, interessi. Facebook è relazioni, Google interessi. E invece vuole giocare sulle relazioni, in cui Facebook gioca in casa.

    molto bravo.
    Nicola

  59. Pubblicato il 18 luglio 2011 alle 4:04 PM | Permalink
  60. Flavio
    Pubblicato il 18 luglio 2011 alle 4:08 PM | Permalink

    Un bel post, hai attirato la mia attenzione sul tuo blog!

    Ma secondo me quando si tratta di socialità bisogna considerare che le masse si comportano in modo irrazionale. Probabilmente Facebook passerà di moda proprio perché ridondante di giochi e altre stupidate inutili che in un futuro vicino potrebbero apparire kitsch, “old”! Pensate a quei locali (pub,discoteche) che conoscono un boom per un periodo poi cadono nel dimenticatoio.

    E poi dove eravate quando tutti usavano MSN Messenger? Oppure Myspace?

    Insomma stiamo parlando di social network: siti dall’ingegnerizzazione relativamente banale (altro discorso per le risorse hardware, ma li basta spendere dei soldi) e basati su concetti vecchi quanto internet: messaggi privati, chat, post di gruppo, condivisione di file (immagini). Nessuna reale innovazione informatica, ma solo idee solo sottilmente “diverse” dai competitori sommate a una gran botta di c*lo; vedi Facebook, che è riuscita a cogliere un periodo storico in cui strati di popolazione che fino ad allora vedevano internet assolutamente inutile si sono finalmente connesse.

    Poi ricordiamoci che per la maggior parte degli utenti di un social network l’interesse principale è il rapportarsi con le altre persone, quindi secondo me Google ha fatto bene a “giocare sulle relazioni” se vuole conquistare l’utenza!

    Dal mio punto di vista si tratto solo di moda e apparenza: per me le cerchie dove trascinare gli amici con il mouse stanno alle scarpe con i lacci come i gruppi da popolare spuntando una lista stanno ai mocassini. Differenze molto relative, ma in fondo stiamo sempre discutendo di scarpe….scusate di web 2.0 (-:
    Ah dimenticavo, i mocassini non mi piacciono :-P

  61. Cristian Contini
    Pubblicato il 19 luglio 2011 alle 9:07 AM | Permalink

    Grande Gianluca, condivido al 100 % :-)

  62. Pubblicato il 20 luglio 2011 alle 4:37 PM | Permalink

    Innanzitutto complimenti a GLUCA per l’ottimo articolo. Sono felicemente escluso dall’anagrafe ufficiale di internet per cui guardo a questi “battibecchi” tra colossi con un sano distacco. Google ha a propria disposizione un parco applicativi e potenzialità enormi e sta cercando per l’ennesima volta di metterne insieme alcuni per creare qualcosa di unico. Di veramente nuovo e strabiliante probabilmente non c’è nulla, si punta più che altro a concentrare in un unico posto tutto “ciò che può servire” nella vita virtuale. Il problema è indovinare i gusti degli utenti: non sempre le idee intelligenti sono quelle che premiano.

  63. Gigi+
    Pubblicato il 20 luglio 2011 alle 11:16 PM | Permalink

    Ottimo post, anche se non condivido tutto… Ma MINKIA quanti saputelli e sputa sentenze!

  64. chiara
    Pubblicato il 22 luglio 2011 alle 10:55 AM | Permalink

    Diciamo che G+ ha più o meno le stesse funzioi di fb ma presenta una veste grafica migliore, è più intuitivo e a breve permetterà di fare quasi tutto. é integrato con gmail (cosa da nn sottovalutare) e ha diverse cosette molto molto carine. Diciamo che in versione beta, nel giro di una settimana ha raddoppiato la sua utenza, ma gli italiani cominceranno ad usarlo se prima lo fanno gli americani e gli asiatici e chissà chi altro. G+ è l’alternativa di google ad un fb che funziona sempre peggio e che nn serve più per condividere contenuti o passioni ma per spammare di cavolate le bacheche altrui.

  65. Pubblicato il 22 luglio 2011 alle 12:44 PM | Permalink

    Ma con Google+ come si elimina il problema di chi spamma di cavolate le bacheche altrui ?
    Con Facebook si elimina non dando l’amicizia a cani e porci, è una funzionalità che non si trova sulla piattaforma ma nel nostro cervello

  66. Pubblicato il 25 luglio 2011 alle 4:25 PM | Permalink

    Condivido, Google DOVEVA puntare sugli interessi e non sulle relazioni,

    Grazie alle integrazioni che potrebbe fornire (Mail, profilo pubblico, buzz, chat, video, foto, blog, documents, shop, ricerca pubblica dei post) potrebbe comunque farcela e spodestare FB (o ridimensionarlo a quello che dovrebbe essere) .

  67. Danilo
    Pubblicato il 27 luglio 2011 alle 5:31 PM | Permalink

    Facebook e Goggle Plus sono utili tanto quanto spendere per un cellulare 600 euro anche se il successo del primo e probabilmente del secondo, testimoniano il contrario.

    • Jason
      Pubblicato il 30 luglio 2011 alle 11:53 PM | Permalink

      Piccolo appunto, il successo però non è dei “pecoroni” che usufruiscono del servizio. L’utilità è ancora da comprendere.

  68. fabio
    Pubblicato il 26 agosto 2011 alle 10:52 AM | Permalink

    Parlare di un SN dopo soli 2 mesi dall’uscita e’ da ignoranti(non inteso come offesa) gia’ adesso e’ diventato molto di piu’
    Ma soprattuttoun SN e’ un SN e deve avere quelle caratteristiche li e’ come se dici che un cellulare fa’ schifo perche’ ha amcora messaggi e chiamate -.-
    approposito 25 milioni di utenti in un mese magari devi rivedere un po’ i tuoi concetti :-)

    • gluca
      Pubblicato il 26 agosto 2011 alle 10:53 AM | Permalink

      fabio, l’articolo è di inizio luglio. chi vivrà, vedrà :)

11 Trackback