E’ agosto, e direi che è tempo di lasciare raffreddare il blog per un po’. Prima però volevo pubblicare tre foto significative per la saga del marketing insegnato (d)ai negozianti, che lo so che il lettore della prima ora ci tiene. E io i lettori della prima ora li amo, se non altro per la loro incredibile pazienza.
Se qualcosa non ti costa nulla, vale la pena regalarlo. (vedi anche qui)
Il nostro negoziante eroe, nota il caldo africano di inizio luglio, decide di essere social e inaugura il Bar Can: non gli costa nulla, si guadagna la simpatia del proprietario del cane (Pierluca Santoro), che lo fotografa e poi la manda in giro; e finisce anche su questo blog. Sarebbe bello sapere che negoziante era, al merito, e mettergli un link.
L’entrata è libera, l’uscita non si sa
Lalui si domandava perché precisare che l’entrata è libera, soprattutto nella traduzione per un insospettito eventuale turista. Ma se lo domanda perché é un po’ che non entra in quei negozi in cui dopo aver provato tre cose, e averle rimesse giù, l’esercente ti guarda male. E allora, su compratori, entrate liberamente, che poi vi facciamo pagare l’uscita, dice Piccolo Imprenditore su FriendFeed.
Metti giù quella roba che hai pagato!
Questo è il tipo di messaggi che ti dicono tanto di un posto:
- che non sa scegliersi i clienti
- che non sa calcolare i costi
- che non sa determinare i prezzi
- che vede i clienti come una razza aliena da cui difendersi
Non si può essere incinti solo un po’, caro hotel. Hai voluto il buffet e risparmiare sui camerieri? Hai risparmiato sulle brioche fresche e hai messo quelle del supermercato a lunga conservazione? Allora devi sopportare anche che qualcuno “rubi” un cornetto o un pezzo di pane, dopo che una stanza mediocre l’ha pagata 14o euro a notte. Se non lo sopporti, rimetti il cameriere che controlla. E per quanto la gente possa “trafugare”, nulla è più tragicamente deleterio per il tuo business del fastidio di quei locali in cui ci sono più cartelli di divieto che di aiuto e accoglienza al cliente.
E buone vacanze.
Cose simili:
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Mi inquieta il “qualsiasi tipo di cibo”.
E ovviamente i due punti esclamativi.
Buone vacanze! Mi dispiace solo aver cambiato smartphone e non poterti mandare la foto che scattai in un punto vendita di una catena a caso in cui nel reparto Ortofrutta sopra a una cassa di arachidi ovviamente self service svettava un bel cartello: “Merce in vendita, non in degustazione!!!”
Sono della prima ora, ma convinta che sia più “ai” che “dai”…. Un atomo alla volta forse ce la si farà. Ma forse.
A questo proposito vi consiglio uno dei tanti video realizzati da Fabrizio Casalino, sulla proverbiale ospitalità ligure, nati dal tormentone “La torta di riso è finita”
TIPICA ACCOGLIENZA LIGURE
http://www.youtube.com/watch?v=ymYh-v1MhAg&feature=related
2: non è un paese per turisti.
Meraviglioso Cristiana,
ho una casa nel ponente ligure, posso confermare tutto…
Ciao, volete veramente risparmiare sulla spesa?
Vi consiglio di visitare xxxx, qui, potrete compilare la vostra lista della spesa e grazie al servizio di geo-localizzazione, il sito vi suggerirà il supermercato vicino casa con le offerte più conveniti! Io lo trovo un servizio utilissimo!
Giulia, mi fa tristezza che Risparmiosuper.it faccia spam nei commenti. davvero.
am dai esistono davvero?