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CoopArt 2011 – vivere in 500 metri quadri (di pubblicità)

Ci deve essere un motivo per cui le nostre buchette sono ancora piene di carta, mentre l’editoria è in agonia, e deve assomigliare molto al modello di business dello spam via email: non costa nulla prendere dei poveracci per distribuire, è facile strappare prezzi minimi su tirature elevate a tipografie sempre meno in salute, è semplice impacchettare automaticamente fogli e fogli di prodotti alla rinfusa, in un collage di prezzi tutti apparentemente scontati o sedicentemente speciali.

Ieri li ho usati come tappeto protettivo per verniciare una cosa: una volta stesi, non ho potuto fare a meno di fotografarli, incantato. Messi tutti assieme sembravano vera pop art dei nostri tempi, una battaglia tra oggetti che cercano disperatamente di non essere dimenticati e persone sempre più sfuggenti e disinteressate.

Qualche tempo fa è uscita una statistica che dava a 15 chilogrammi/anno la quantità di posta pubblicitaria a buchetta: a me interessa di più la superficie, mi ricorda i banner che progressivamente diventano sempre più grandi per continuare a essere notati. Ebbene, quelli in foto sono circa sei metri quadrati. Ogni anno quindi, all’incirca, mi arrivano 500 metri quadri di pubblicità non desiderata: un campo da basket di noia e indifferenza che finisce direttamente nella raccolta differenziata.

E’ davvero ora di trovare modalità più sostenibili per comunicare con le persone.

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