Dodici consigli di marketing per il negozio di scarpe per bambini

Dodici consigli di marketing per il negozio di scarpe per bambini
CC Tom Harpel

Cosa puoi fare se sei un piccolo negozio di scarpe per bambini, preso in mezzo tra catene low cost e negozi radical chic per bambini ricchi di città? Una mia amica ha aperto un negozio, piccolo, in un paese di provincia, quindi fuori dai flussi migratori degli shopper più accaniti, e cerca consigli. Io ho pensato a questa lista:

  • Google Maps/Places: completare ogni particolare, foto, indirizzo, descrizione, ottimizzare per la ricerca locale, testare e riprovare. Curare le recensioni, invitare in ogni modo a lasciarne. Per esempio, inserire una short URL a Google Places sulla scatola delle scarpe e negli shopper. Ringraziare quelli che le lasciano (saranno sempre un numero gestibile).
  • chiedere gentilmente l’email in negozio — anche a chi non compra, magari dando un piccolo gadget, purché utile, in cambio — completa di data di nascita del pargolo, e spedire una newsletter personalizzata per contenuti adatti all’età, di tono personale, firmata, come se fosse una lettera a un amico. Inviare periodicamente nella newsletter consigli per gli acquisti disinteressati alla vendita immediata. Utilizzare la lista per gli avvisi di saldi imminenti e possibili “vendite private”.
  • creare un Google Docs per condividere gli stock con altri negozi in altre città: se non hai il numero di quel modello, lo compri dai negozi appartenenti al circuito, e viceversa;
  • outdoor: posizionare un appendiabiti permanente all’esterno, con prodotti in sconto; proiettare o dipingere impronte di animali sul marciapiede per attirare i piccoli mocciosi;
  • non spendere più un euro per carta. Niente volantini, che funzionano per chi ha soldi da buttare come i supermercati;
  • utilizzare Ebay per sbarazzarsi dei fine stock;
  • tenere giochi in negozio, free play per i bambini, piccoli giochi da dare ai bambini assieme agli acquisti con il nome del negozio;
  • utilizzare Adwords in modo molto localizzato, magari scroccando i coupon da 50 euro che Google sta spacciando ovunque;
  • creare il deal della settimana, in un giorno a basso traffico, con un modello in forte sconto;
  • formalizzare un member get member casereccio: coupon con il 10% di sconto da cedere agli amici perché diventino nuovi clienti;
  • organizzare tramite una bacheca in negozio un piccolo Shoes Exchange Market — può sembrare controproducente, ma secondo me funziona alla grande come attrazione;
  • community first! Un negozio locale deve “contribuire” al luogo: sponsorizzare free babysitting durante gli eventi locali?

Che dite? Altre idee? La faccio fallire con questa lista?

[Edit] leggete i commenti qui sotto dei lettori — e ringraziateli guardando i loro blog e Twitter. Sono migliori della mia lista. 

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Dodici consigli di marketing per il negozio di scarpe per bambini
Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane.
Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.
Dodici consigli di marketing per il negozio di scarpe per bambiniDodici consigli di marketing per il negozio di scarpe per bambini

Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

35 pensieri su “Dodici consigli di marketing per il negozio di scarpe per bambini”

  1. Mi sento di aggiungere al primo punto gli orari del negozio: spesso si dimenticano tutti di scriverli, ma sono basilari. Se arrivo lì un giorno alle 13 e ti trovo chiuso non torno più

  2. Google Places hai fatto benissimo a metterlo al primo posto, è utilissimo e funziona.
    Solo un piccolo appunto, le impronte degli animali siamo sicuri siano “produttive”?
    Ce ne sono ovunque e visto che si tratta di una piccola località non vorrei che i cittadini lo vivano come un imbrattare il luogo in nome del vil denaro.
    Aggiungerei alla lista delle convenzioni con le aziende locali, entrare nelle bacheche delle aziende con sconti applicabili ad un programma fedeltà “corporate”.
    Ci sono un sacco di mamme che lavorano, ed anche di papà attenti al portafogli.

  3. ottima lista! aggiungerei qualcosa sulla sostenibilità, dai ricambi “di base” per non buttare le scarpe il secondo giorno al tentativo di diventare un punto di riferimento per il riciclo, magari con un piccolo incentivo: hai comprato le scarpe qui sei mesi fa e non gli vanno più? riportale, io le riciclo e per te c’è un piccolo sconto (o omaggio). No? :)

  4. contattare tutte le associazioni delle mamme vicine e vedere di fare uno scambio con loro per apparire sul sito proponendo alle loro socie qualche sconto, partecipando ai loro open day con una selezione di scarpe carine. Se sono marchi diversi del solito perché non un piccolo eshop? si sono anche forse qualche mum blogger vicine, invitarle al negozio per presentarlo

  5. Shoes Exchange Market — funziona alla grande anche per me. Come mamma tornerei SEMPRE in questo negozio se ci fosse un servizio “ritiro usato” in cambio di un piccolo sconto sul nuovo, ad esempio. Se ci fosse spazio in negozio sarebbe il massimo lo scambio in loco con altro usato (funziona tanto con i bimbi piccoli, spesso le scarpe rimangono intonse…). Bel post, chettelodicoaffà :D

  6. l’abbigliamento dei bambini dura poco, i malefici hanno quel brutto vizio di crescere… oltre allo scambio io terrei un “angolo dell’usato”… magari funziona, con la crisi… :)

  7. Grande come al solito!
    A parte le impronte sul marciapiede, che potrebbero sfociare in una bella multa, il resto ci sta tutto.

    Sarebbe perfetta anche un’attività di co-marketing con una libreria, con i libri per i più piccoli.

  8. Complimenti per il post.
    Hai consigli per le agenzie di viaggio? Che di questi tempi sono molto in affanno e devono contrastare tanti fenomeni.

  9. Ciao Gluca, aggiungo una nota su GoogleDocs. L’idea è fantastica, lo facciamo anche noi per le taglie/colori che ci mancano con un paio di negozi della zona, ma dille di tenere sotto controllo il volume di fatture perché basta poco per sballare gli studi di settori (e lì son dolori, soprattutto con il nuovo regime dei minimi).
    Baci. G.

  10. forse manca un riferimento ad un uso “smart” dei social? 4square, FB e, se scrive bene, twitter?

  11. Tutti buoni consigli.
    Dopo di che conta una cosa brutale: la densità di abitanti e di clienti potenziali nell’area di riferimento, calcolata anche con una isocrona di spostamento delle persone. Se ci sono clienti potenziali in numero sufficiente per far star in piedi l’attività, aumentano i margini di successo. Se i dati, nudi e crudi, non ti fanno pensare che ci siano clienti sufficienti, meglio nemmeno partire.
    E questi numeri andrebbero sempre controllati in anticipo da chiunque vuole aprire un’attività commerciale in punto fisso, che ha ormai un tasso di mortalità altissimo entro i primi 18 mesi (tre cicli di acquisto della merce)

  12. Mi piace, viene quasi voglia di partecipare all’iniziativa!
    Si potrebbe pensare però anche a qualcosa di più forte per creare un’identità speciale, che appunto differenzi dalla fitta concorrenza lowcost e porti da sè i clienti che interessano, del tipo:
    – vetrina vivente (per eventi occasionali) con bambini che giocano e tolgono mettono scarpe calzini piedi nudi e se li misurano a vicenda, magaria anche con scarpe da adulti che non c’entrano nulla ma fanno “gioco” e hai bambini piace tanto…,
    – la giornata di Cenerentola: il commesso/a vestito da principe che misura le scarpe portate su un cuscinetto in velluto,
    – la giornata del “gioca a fare il commesso di scarpe”, ci sono bambini che adorano mettere in ordine e disordine tutte quelle scatole, scarpe e portare qua e là e aiutare a servire…
    – mentre si misurano le scarpe le fiabe sonore (a mille ce n’è…) in sottofondo
    – occasionalmente, l’intervento di commessi (amici che si prestano) vestiti da personaggi delle favole..
    – ambiente e decoro come una favola,
    – concorso “disegna i tuoi piedi”, angolo disegno, fogli per colorare con i piedi…
    – ok la decisione di non usare la carta, ma per dare subito qualcosa ai bambini che costa meno di un gadget o regalino e si può dare ad ogni acquisto, si potrebbero dare dei foglietti con storielle, canzoncine, ricette da fare con la mamma, mascherine da ritagliare….
    Insomma, inventare un sacco di giochi e eventi specialissimi, che possono donare un’aria magica al negozio, quindi attrarre i bambini ma anche le mamme.

    Naturalmente tutto dipende dallo spazio che c’è…
    E poi sicuramente partnership mirate e scelte con scuole/librerie/associazioni/negozibio che organizzano già di loro eventi e attività: chi meglio di loro può inventare qualcosa di assolutamente speciale da ricreare in un negozio di scarpe?
    Buona avventura allora e …aspetto di sapere l’indirizzo!

  13. Bella lista! :)

    A caldo, verificherei con un approfondimento il discorso “proiezione sul marciapiede” … non ci vogliono permessi? Qualcuno troppo zelante non potrebbe tirare fuori una occupazione “virtuale” di suolo pubblico? (Mi viene in mente perchè ancora oggi c’è chi tira fuori l’occupazione di suolo pubblico per i fotografi che appoggiano un treppiede) …

    Vista la situazione (piccolo paese, etc.), per contrastare eventuali realtà delle grande distribuzione, cercherei di aggiungere valore all’attività migliorando l’attenzione all’aspetto “salute”: non dico di assumere un podologo in pianta stabile, ma far sapere / capire ai genitori che in quel negozio, non ti vendono “scarpe” tanto per, ma stanno attenti alle esigenze del piede e della colonna vertebrale di tuo figlio, penso possa essere una bella motivazione per andare lì a comprare. Del materiale informativo, una convenzione con un professionista, una “piccola procedura” standard di test ogni volta che si fanno provare le scarpe ad un bambino per delle verifiche preliminari … (anche in forma di gioco) …

    Valore aggiunto / differenziante del servizio, insomma ;) (lo so, tecnicamente non rientrerebbe nella lista, ma mi sembrava starci)

  14. Ciao, ottimi consigli, però i coupon adwords possono essere utilizzati per gli account nuovi (fina a 14 gg dall’apertura di un account). In Google Place c’è anche la possibilità di inserire offerte, e quoto @matteo per quanto riguarda l’uso dei social tipo FB e 4square. Essendo magari realtà locali qualche euro in FB ads li investirei. Ma il consiglio migliore è NON spendere nemmeno un euro in volantini!!!

  15. Avrei anche l’idea di aggiungere la posizione su foursquare, forecast e app simili. Magari anche con qualche commento e sconti per chi diventa mayor o per chi fa il checkin per primo.

  16. Perchè non pensare di vendere invece delle solite firme, modelli di scarpe fatti dagli artigiani della zona? La qualità sarebbe sicuramente più alta e potrebbe avere maggiori sconti da parte dei produttori. Ovviamente dipende tutto da dove si trova il negozio.

  17. Vorrei ringraziarvi tutti davvero. sono commosso e anche la mia amica. non tutto è fattibile perché il negozio è piccolo e lei sola, ma sono tutte idee, che spero di vedere in tutti i negozi di scarpe e non, davvero bellissime! grazie!

    1. sono quella del negozio….grazie naturalmente a gianluca e a tutti voi….farò tesoro dei consigli…..e sogni!…vi aspetto

  18. tutto molto simpatico! Anche i commenti.
    Nutro solo dei dubbi sull’utilizzo AdWords estremamente “localizzato”… in Italia, soprattutto in città minori, non è che funzioni così bene purtroppo..

    Forse oggi con la localizzazione “mobile” è un po’ migliorata la situazione, ma non credo che ci sia un grosso salto di qualità ;)

  19. organizzare una gara di corsa per bimbi per lanciare un nuovo paio di scarpe da ginnastica. Non vince il più veloce ma tra tutti i partecipanti si estrae un fortunato. Perché l’importante è partecipare.

  20. Che bellezza!! sono convinto che questo post sarà consultato nottetempo e gelosamente da un grande numero di negozianti ;)
    due idee : una lista di articoli da votare per evidenziare la scarpa con più gradimento – e un servizio di consulenza tecnica “certificata” per le scarpe sportive

  21. il negozio è la giraffa e si trova a san felice sul panaro. Silvana e una brava e attenta negoziante sono sicura avrà gradito e farà tesoro di tutti i suggerimenti! passate a trovarla se siete nei paraggi!

  22. se posso qualche aspetto pratico (ehi, Silvana è da sola in negozio!): non chiedere a ognuno la mail, metti un cartello vicino alla cassa “vuoi sapere dei saldi o vendite speciali? mandami una mail: silvana@ferrari.it o sms con la tua mail a (numeroservizioricezionesmsancheacostozero)”; oppure ancora meglio del cartello, un PC dove le persone possono scrivere e ti trovi già il file pronto per l’invio. Bacheca con servizi per bambini: metti tu il primo annuncio di babysitter, per far capire come funziona. Presidiare ingresso e uscita dalle scuole primarie/materne della città (me ne risultano 6, 2 nella stessa via) anche solo una bici sponsorizzata che racconta dell’angolo scambio usato o invita le mamme a colazione/aperitivo (non merenda se non hai lo spazio per orde di pargoli). Se hai scarpe per ragazzi, invece, cambia tutto: manda un sms a qualcuno di loro che conosci con qualche proposta “virale”: sondaggio “le scarpe che vorresti”, “quelle da sfigato”; “quali scarpe vendono di più a SanFelice? scegli a,b,c e ne vinci un paio”; una tua pagina facebook, dove condensare tutte queste e altre, da far gestire a qualche giovane del luogo. Giovanni, a SanFelice ci sono 11.135 abitanti, 195,24 per kmq, oltre 3.800 famiglie con 2,6 componenti medi: c’è trippa? Sennò Silvana devi pensare di allargare il tuo bacino, fare arrivare altri clienti dai paesi vicini, magari con l’idea inedita dello “scambio usato”. In bocca al lupo e facci sapere se testi qualche idea!

    1. Mi scuso per l’aridità dei numeri, ma i numeri sono fondamentali.
      Il primo costo da pagare è il compenso del titolare:30 mila euro lordi/anno.
      Affitto 18 mila euro/anno molto presuntivo.
      3 mila euro anno di utenze.
      1,5 mila euro imballi – borsette plastica.
      2,5 mila euro anno gestione contabile.
      Fa un totale di 55 mila euro di costi presunti.
      Per coprire questi costi devi incassare almeno 200.mila euro anno per 120 mila euro di acquisti di merce, se sei bravo, se non fai errori, se hai una buona gestione dei prezzi. Questo comporta almeno altri 14 mila in uscita di iva e pareggi l’attività.
      Per 310 giorni di apertura annuale, da sola, senza commessi, sono 650 euro/giorno di incasso medio. Ad un scontrino medio di 40 euro sono 16 vendite giorno. Quanti altri negozi ci sono a San Felice? Cosa vendono? Dove comprano le mamme? Credo che Silvana questi conti li abbia già fatti prima di lanciare l’impresa. Adesso deve trovare il modo di farli quadrare e di trovare le strategie che portano nel negozio il pubblico interessato al suo prodotto. Ma non è facile. Se Silvana ha aperto da poco, il consiglio è la prudenza e controllare le tendenze ed i numeri. Il ciclo di 18 mesi di cui parlavo in un primo commento è legato agli acquisti stagionali, per cui (e Silvana lo sa bene) potrebbe trovarsi in sei mesi a comperare la merce per tre stagioni consecutive in anticipo.
      Primo quindi sistemo questi numeri e li “blindo”, poi innesco le varie azioni.

  23. Un ottimo negozio poco distante dal mio paese (che tra l altro guadagna bene) ha l’abitudine di fare noti saldi fino a zero magazzino. Gli ultimi giorni di saldi vende abbigliamento a 10 euro e poi 5. Chiude la stagione con zero scorte. Gli ultimi modelli sono in rimessa ma è un veicolo pubblicitario enorme per portare gente in negozio tutto l anno

    1. Ci sono tanti di quei consigli che ci si potrebbe scrivere un nuovo libro. Ultimo consiglio: e-commerce, solo però a ditta avviata, a meno che tu non abbia un bugtet iniziale abbastanza alto e esperenzia in fatto elettronico.

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