Dolcetto, scherzetto, Halloween (e aumento della redemption)

E’ Halloween, caro lettore, e che ti piaccia o no, se hai [mini]kid, ti tocca ballare. Come soddisfare al meglio il tuo cliente (il [mini]kid, ovviamente)?

Il tuo cliente ha come obiettivo non tanto il fare incetta di dolcetti o di spaventare a morte i vicini, ma quanto di “riuscire nell’obiettivo”, che è farsi ricevere da una percentuale di vicini di casa superiore (se gli leggo bene la mente) al 66% dei tentativi.

La mia strategia 2011 è quindi composta da:

  1. abbassamento della soglia di rischio percepito rispetto a qualcuno che vi suona il campanello di casa dopo il tramonto;
  2. puntare sul fattore “che bambini cariniii, sanno pure scrivere!” che contraddistingue anche il più arcigno degli anziani e di altri genitori (il nostro main target, gli altri sono fuori casa, di solito);
  3. ma soprattutto, sfruttamento del gadget a costo zero per sfruttare il fattore S. Qualsiasi cosa a Scrocco aumenta i contatti inutili del 1000%. E in questo caso, visto che l’obiettivo non è avere contatti utili, ma solo e principalmente contatti inutili, è la tattica perfetta.
Sotto, il volantino cardine della strategia, che andremo ad appiccicare tra pochi minuti nelle case di tutto l’isolato. Bu!

PS: è andata benissimo, abbiamo raggiunto almeno il 75% di contatti, espressi come “numero di case che hanno donato dolcetti”.

Argomenti simili

strategia

Questo inserimento è stato pubblicato in strategia e il tag . Metti un segnalibro su permalink. Sia i commenti che i trackback sono chiusi.

4 Commenti

  1. Biljana
    Pubblicato il 31 ottobre 2011 alle 1:18 PM | Permalink

    Genio! :-)

  2. Pubblicato il 31 ottobre 2011 alle 2:21 PM | Permalink

    Io avrei puntato anche su un mini elenco su come funziona questa festa (che ai + non appartiene). Se diciamo “scherzetto o dolcetto” non significa che dovete scegliere tra subire uno scherzo o PRENDERE un dolcetto (è successo realmente a mio figlio !).

  3. Pubblicato il 31 ottobre 2011 alle 4:56 PM | Permalink

    Un bambino non scriverebbe mai “delle/dei” “mie/i” e non metterebbe mai un “PS”. Io non aprirei la porta, chissà quale malintenzionato nascosto da bambino si nasconde dietro questa lettera. ;)

  4. Anna
    Pubblicato il 2 novembre 2011 alle 1:15 PM | Permalink

    Se i figli dei miei vicini invece di cercare di abbattere la porta a pugni avessero avuto genitori a suggerirgli di far così avrei aperto volentieri.