E’ Halloween, caro lettore, e che ti piaccia o no, se hai [mini]kid, ti tocca ballare. Come soddisfare al meglio il tuo cliente (il [mini]kid, ovviamente)?
Il tuo cliente ha come obiettivo non tanto il fare incetta di dolcetti o di spaventare a morte i vicini, ma quanto di “riuscire nell’obiettivo”, che è farsi ricevere da una percentuale di vicini di casa superiore (se gli leggo bene la mente) al 66% dei tentativi.
La mia strategia 2011 è quindi composta da:
- abbassamento della soglia di rischio percepito rispetto a qualcuno che vi suona il campanello di casa dopo il tramonto;
- puntare sul fattore “che bambini cariniii, sanno pure scrivere!” che contraddistingue anche il più arcigno degli anziani e di altri genitori (il nostro main target, gli altri sono fuori casa, di solito);
- ma soprattutto, sfruttamento del gadget a costo zero per sfruttare il fattore S. Qualsiasi cosa a Scrocco aumenta i contatti inutili del 1000%. E in questo caso, visto che l’obiettivo non è avere contatti utili, ma solo e principalmente contatti inutili, è la tattica perfetta.

PS: è andata benissimo, abbiamo raggiunto almeno il 75% di contatti, espressi come “numero di case che hanno donato dolcetti”.

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4 Commenti
Genio! :-)
Io avrei puntato anche su un mini elenco su come funziona questa festa (che ai + non appartiene). Se diciamo “scherzetto o dolcetto” non significa che dovete scegliere tra subire uno scherzo o PRENDERE un dolcetto (è successo realmente a mio figlio !).
Un bambino non scriverebbe mai “delle/dei” “mie/i” e non metterebbe mai un “PS”. Io non aprirei la porta, chissà quale malintenzionato nascosto da bambino si nasconde dietro questa lettera. ;)
Se i figli dei miei vicini invece di cercare di abbattere la porta a pugni avessero avuto genitori a suggerirgli di far così avrei aperto volentieri.