Comunicazione Liberata – Il mio capitolo: “le aziende saranno sfidate”

 

Dalla presentazione ufficiale:

Lo scopo di questo libro è mostrare alcune tecniche di “contro-comunicazione” da parte di minoranze critiche che vogliono coinvolgere – con mezzi interattivi e a basso costo – altre minoranze per cambiare lo stato (o almeno la visione) delle cose. L’idea di fondo è che i mezzi di comunicazione, in quanto strumenti, possono essere utilizzati per veicolare messaggi molto diversi da quelli che siamo abituati a ricevere. Possono essere reinventati, al fine di intendere la comunicazione non più solo come “passiva” e “di massa” ma anche come “attiva” e “soggettiva”. In questo libro viene esplorato come Internet, giornalismo, televisione, teatro, musica, arte, pubblicità e marketing possano essere mezzi potenti nelle nostre mani.

Un po’ di tempo fa Luca Cian mi ha chiesto se potessi contribuire a un suo progetto che voleva raccontare come la comunicazione distribuita, diffusa, connessa stesse cambiando svariati settori e campi della nostra vita. A me è toccato ovviamente di parlare di aziende. Non tanto di marketing e comunicazione, come potrebbe apparire a prima vista, ma di come le organizzazioni saranno stravolte dalla concorrenza esterna, non tanto di altre aziende, quanto di altre persone auto-organizzate: nella creazione del prodotto, nella conoscenza, e in tanti altri punti di una pelle aziendale sempre più indebolita, traspirante e trasparente. Il mio capitolo, che non è solo teorico ma con all’interno — chiamiamole così — esperienze vissute si intitola quindi Organizzazioni senza più barriere? e comincia così:

Esiste una teoria economica che va sotto il nome di “mercati contendibili”: indica come (in estrema approssimazione) un mercato non sia influenzato solamente dagli attori economici già presenti, ma anche dai soggetti potenzialmente in grado di entrare nella competizione. Più è alta la possibilità che un nuovo entrante possa entrare con successo, e quindi più basse sono le barriere all’entrata, più il mercato risulta competitivo, anche in assenza di una concorrenza conclamata. È  quindi sufficiente la possibilità che un soggetto possa entrare nel mercato per modificare e mantenere in tensione i comportamenti degli operatori già presenti.
La metafora serve per presentare l’organizzazione azienda nel 2010 come “potenzialmente contendibile” dalle masse che possono scambiarsi informazioni, cooperare e organizzarsi al di fuori di essa  -  e anche senza di essa. Tutto il movimento collaborativo e di relazione che va sotto il nome di web sociale o 2.0, analizzato nelle sezioni precedenti del capitolo, favorisce infatti l’aggregazione e il coordinamento costruttivo (ma anche distruttivo, a volte) di individui, spesso di differente posizione geografica e sociale, ma accumunati da un obiettivo o un interesse comune: un’aggregazione che mai avrebbe potuto accadere senza questo supporto tecnologico che aggrega persone in modo trasversale alla posizione geografica, alle tradizionali segmentazioni sociologiche, culturali e linguistiche.

Gli altri autori sono Alberto Crescentini, Arturo Di Corinto, Benedetta Gargiulo, Bernard Cova, Be Yourself Movement, Billboard Liberation Front, Fabrizio Petri, Gennaro Carotenuto, Giampaolo Colletti, Giovanna Brondino, Heath Bunting, Margherita Brondino, Pablo Echaurren, Pietro Pierangeli, Roberto Venturini, Sara Cervai, Sara Nanni e Vittore Baroni.

Il libro si compra online su Amazon scontato del 10%, ed è pubblicato con Brioschi.

Edit: dimenticavo, gli autori devolvono i loro compensi in beneficenza. Quindi è anche una perfetta strenna natalizia :)

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Un Commento

  1. Pubblicato il 13 ottobre 2011 alle 1:21 PM | Permalink

    Grazie interessante.