Quello che mi porto a casa dal Knowcamp #kc2011

Foto di http://followgram.me/sciacallo/

  • L’esperienza di moderatore dello User Panel: una fatica, perché avevo deciso che per rompere il ghiaccio avrei posto almeno una domanda a tutti gli speaker, alla fine della loro presentazione. In realtà, quella è stata la parte semplice. Arrivare vivo alla fine, senza caffè, dopo otto ore di presentazioni, è stata la vera impresa.
    Non so se sono stato deviato dall’essere in un certo senso parte in causa, ma il livello medio degli interventi mi è sembrato molto buono. Potete anche controllare (poi vi dico come) e dirmi la vostra, rivedendoli online.
  • Il fatto che la stampa e la TV locale, pur con tutte le naività del caso, si è interessata dell’evento e dell’argomento. Dove contano le vecchie PR, se fatte bene.
  • L’Ignite è un gran formato, sparge adrenalina sul relatore e sulla platea. In cinque minuti puoi dire tutto, e farti ricordare. L’Ignite di Fraintesa, sulle analogie tra freelance e animali australiani, è stato davvero bello: lo troverete tra un po’ sul sito di Ignite Italia.
  • Ci deve essere professionalità nell’organizzazione, ma anche passione e informalità. Per questo i vecchi convegni funzionano male: la passione si sente (cit.). Insomma, grazie Saidmade, Bunker, e gli altri.
  • Che Trenitalia ha un “posizionamento organico“. Per capire perché, dovete seguire il secondo intervento del pomeriggio, al minuto venti, circa.
  • Un po’ di orgoglio regionale: la tavola rotonda sulle startup è stata davvero di livello (inter)nazionale.
  • Io, pur odiando il calcio, il calcio a cinque, e un po’ anche chi va in mutua dal lavoro per colpa del calcetto, amo il modello di Fubles, di cui si è parlato nel panel: gente che si auto-organizza per essere almeno in dieci e giocare in un preciso campetto. Questo è Shirky allo stato puro: dentro c’è il concetto della trasparenza dell’informazione, del consolidamento della reputazione (i paccari vengono penalizzati), dell’inutilità delle organizzazioni inutili, del senso di fiducia tra partecipanti. Ieri ho sentito il fondatore dire “pur essendo tra di loro spesso degli sconosciuti, non si verificano mai delle risse, e non c’è bisogno di arbitri”. Non è questo un altro piccolo capitolo dell‘economia della fiducia?

Per rivedere il tutto andate qui (per vedere il pomeriggio e la tavola rotonda della domenica, scrollate il cursore alla fine e attendete fiduciosi, parte il segmento successivo, oppure più velocemente cliccate sulla doppia freccia, fast forward) e cercate #kc2011 su Twitter.

 

Argomenti simili

startup | strategia sui social media

Questo inserimento è stato pubblicato in idee di marketing e il tag , . Metti un segnalibro su permalink. Sia i commenti che i trackback sono chiusi.

6 Commenti

  1. Pubblicato il 10 ottobre 2011 alle 2:06 PM | Permalink

    Neanche una parola per le tue doti di valletto?

    • gluca
      Pubblicato il 10 ottobre 2011 alle 2:54 PM | Permalink

      dillo tu, greta, come sono andato? :)

  2. Pubblicato il 10 ottobre 2011 alle 3:15 PM | Permalink

    Bellissima iniziativa, e a Modena. Mi e’ dispiaciuto non essere nelle vicinanze per partecipare.

  3. Pubblicato il 10 ottobre 2011 alle 10:32 PM | Permalink

    Ora mi guardo i video … dopo magari commento!

  4. Pubblicato il 11 ottobre 2011 alle 9:54 PM | Permalink

    grazie del complimento gluca! mi fa molto piacere che il mio ignite ti sia piaciuto. io mi sono divertita a farlo, quindi forse la mia dritta n.6 è proprio giusta. se non ti ricordi qual è, puoi ripassarle tutte sul mio blog – oppure, via, te la ripeto anche qui: “ridete”! :)

Un Trackback