
(Foto dell’ingresso della biblioteca comunale, pochi minuti fa, eletta a mio coworking temporaneo)
Giuro che sono rimasto almeno dieci secondi fermo davanti a questo cartello. Se fosse stato un checkout di un sito, avrei abbandonato. Sono entrato lo stesso (e ho seguito la freccia, non la scritta, che è interessante come esperimento comportamentale) ma questo cartello comunica a prima vista che questo posto è tutto pensato in funzione di chi lo gestisce, e poco nei riguardi di chi lo usa.
L’altro giorno Marco Brambilla mi ha segnalato Gumroad, che serve per vendere beni digitali nel modo più semplice possibile: un link. Ma la cosa interessante davvero era vedere che per la prima volta qualcuno ha pensato l’inimmaginabile: che anziché chiedere all’utente che carta di credito ha, si può capirlo semplicemente dal numero iniziale.
Regola n.1: è il sito a dover capire l’utente, non viceversa.
[spazio advertising: se vi interessano questi temi tengo un corso su ecommerce e dintorni a Rovigo sabato prossimo, il 2 e 3 marzo a Catania, 27 e 28 marzo a Ravenna, e a questo Master a Firenze (sconto 30% con codice -- seguono dettagli, se volete aggiornamenti lasciate un commento]



Iscriviti ai feed RSS [11.541 iscritti]





4 Commenti
Già altre realtà si sono accorte di queste “feautures”. Se non sbaglio mi capitato di comprare da Amazon e notarlo.
comunque sia, anche io, la prima volta che l’ho notato sono stato particolarmente colpito. Ottimo anche il link di Gumroad.
ma non ho capito. perlomeno una volta andati a sinistra come indicato dalla freccia la biblioteca era più avanti sulla destra? ;-)
Mi piace vedere da cosa sei partito per arrivare ad esprimere il concetto dell’usabilità di un web site.
E’ il sito a dover capire???
Oggi ho scambiato una serie di messaggi con il mio EX-provider, spiegando la mia insoddisfazione.
E ricevendo risposte più o meno su questo tono “TU sei STUPIDO, TU sei INUTILE, TU sbagli, TU non capisci”.
Ci puoi credere?
Vabbè significa più lavoro per te e tutti gli “educatori” online.
Qui il racconto, http://postmodernview.com/2012/04/05/il-peggior-venditore-del-mondo-un-provider-it/