Un confronto tra social network, su Subvertising

Il magazine Subvertising ha chiesto a me e ad altri alcune opinioni su alcune caratteristiche comparate dei social network di cui si parla o si straparla di più: Facebook, Twitter, Pinterest, Google Plus, Linkedin. Riporto le mie sotto, invece le altre le trovate qui.

Usabilità
Di sicuro Pinterest è quello con l’interfaccia più innovativa e probabilmente usabile, tant’è che viene progressivamente copiata da molti altri siti. Twitter ha il vantaggio che ognuno si sceglie il client che ritiene più usabile, e questo è un grande vantaggio. Io personalmente trovo poco usabile Linkedin. Mentre FB, che dire, lo usano 14 milioni di italiani ogni giorno, e hanno ragione loro, di default :)
Facilità di viralizzazione dei contenuti
Probabilmente Twitter e Facebook hanno una massa critica che li rende più adatti alla circolazione dei contenuti tra pari, passando per le reti amicali (FB) o per le reti di interessi (TW). Su Linkedin non ho mai visto nulla di virale (che non è detto sia un male :) G+ e Pinterest, per l’Italia, sono a uno stadio troppo arretrato di utilizzo per fare considerazioni in merito.
Engagement
Ovviamente Facebook È l’engagement, l’ha inventato lui in pratica. Gli altri network producono engagement più temporanei, legati a fatti, episodi, eventi. Su G+, almeno per l’Italia, dopo l’entusiasmo iniziale di alcuni brand non mi sembra di vedere risultati di rilievo.
Empowerment sociale
Non so bene cosa significhi: se significa rendere le persone abili di trasferire informazioni, auto-organizzarsi, trasmettere velocemente la propria opinione al di là degli steccati dei grafi sociali, di sicuro Twitter è lo strumento privilegiato. Anche se su Pinterest si sono formate comunità di pratica in cui l’elemento dell’auto-aiuto e della trasmissione della conoscenza e dell’organizzazione della propria vita in funzione di determinati valori è molto importante e fondante delle relazioni stesse.
Efficacia campagne advertising
Su Linkedin non ho esperienza diretta. G+, Pinterest al momento non hanno pubblicità, come anche Twitter, in pratica, se non riservata a grandissime aziende. Facebook può diventare uno strumento interessante per arrivare a particolari nicchie di persone, sia quanto a interessi, che a profilazione sociodemografica e geografica.
Costruzione delle relazioni
Le relazioni si costruiscono con qualsiasi strumento: purché questo contenga in sé un’utilità specifica per la community di cui si fa parte. Inutile mettere router su Pinterest, o twittare promozioni e basta. Serve elargire qualcosa prima di raccogliere: e questo lo puoi fare con qualsiasi strumento (anche se non è detto, anzi, che tu debba usarli tutti).
Entertainment
Di sicuro il multimedia, che spesso è strumento propedeutico, vive più su Facebook e su Pinterest, in parte su G+, meno su
Twitter, ed è quasi nullo su Linkedin. Anche se leggendo discussioni su Linkedin rido molto. Ma forse la domanda non intendeva questo.
Censura
La censura delle aziende o quella della piattaforma? Di sicuro per le aziende è più facile cancellare commenti sulla propria pagina fan, che fermare la diffusione in rete di tweet scomodi. In questo Twitter è di sicurò più anarchico. Anche se poi a volte le aziende fanno finta di non sapere (o non sanno proprio) quello che succede e che si dice nei profili privati di Facebook. Per fortuna, per loro e per gli utenti.
Autorevolezza del profilo
L’autorevolezza si conquista con i contenuti, con la content curation associata a una competenza specifica. Se non sei un VIP, meglio farsela con Twitter o su Pinterest (se i tuoi “punti di competenza” sono affini a quella piattaforma). Linkedin sarebbe un’ottima base di partenza per il B2B, ma spesso l’ignoranza con cui viene usata trasforma gruppi potenzialmente interessati nella fiera dell’ autopromozione, che li svuota quasi in automatico in poco tempo.
Valore qualitativo del rapporto con gli utenti
Il valore qualitativo non credo dipenda dalla piattaforma che si usa. Dipende da cosa intendiamo per qualità. Per me la qualità è avere un rapporto privilegiato con persone che so sapranno “restituirmi” quello che ho donato loro, e viceversa. Per mia utilità, uso quasi solo Facebook e Twitter (ovviamente se non consideriamo il blog e l’email) e una volta FriendFeed. Ma ripeto, gli strumenti cambiano, i legami veri restano. Come nella vita prima della rete.

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4 Commenti

  1. Pubblicato il 28 luglio 2012 alle 3:05 PM | Permalink

    Sottoscrivo in toto i tuoi punti di vista, con qualche aggiunta. L’interfaccia mobile di FB e G+ sono quanto di più mortificante possa esistere per l’usabilità ma, come dici tu, conta di più il parere di 14 milioni di italiani (o, se preferiamo, 955 million people can’t be wrong), mentre G+ da novembre ha fatto +65% di visitatori unici. Sull’engagement io vedo da tempo un grosso potenziale in G+, che però fatica ad esplodere.
    Sulle campagne ADV io per il futuro terrei d’occhio Foursquare http://mashable.com/2012/07/25/foursquare-promoted-updates-specials/ .
    Su Linkedin invece con me sfondi una porta aperta :)

  2. Pubblicato il 31 luglio 2012 alle 11:17 AM | Permalink

    Grande pezzo. Non parli di YouTube. C’è qualche ragione?

  3. Pubblicato il 31 luglio 2012 alle 11:19 AM | Permalink

    Gran post. Ma non parli di YouTube per qualche ragione? Io lo ritengo in parte un SocialNetwork in parte una piattaforma.

    • gluca
      Pubblicato il 31 luglio 2012 alle 11:30 PM | Permalink

      perché non me l’hanno chiesto :)