10+ profezie per #ecommerce, A.D. 2022

Se qualcuno scrivesse un romanzo di fantascienza oggi, sull’ecommerce, e mi chiedesse come me lo immagino, gli direi questo, con una vendita online che raggiunge almeno un terzo del commercio totale.

  • Le vendite “private” sono più famose di molti brand, e li stanno schiacciando con margini da profondo rosso.
  • I supermercati si sono trasformati in centri logistici con area Drive-In, in cui raccogli la tua spesa già imbustata.
  • Puoi fare l’abbonamento periodico al supermercato. Una app il giorno prima ti avverte, permettendoti di inserire o togliere qualcosa.
  • Le carte fedeltà dei vari supermercati sono state schiacciate da una mega-app stile Instagram che ti consente di fare (e prepagare) la spesa in modo piacevole, e di decidere a quale take-away della grande distribuzione ritirarla. I volantini sono morti, le catene si contendono una specie di Adwords su questo applicativo, e a peso d’oro i dati sulle preferenze di acquisto.
  • Ogni cosa con un codice univoco e che non si mangia è venduta da Amazon. E nessuno può competere sul prezzo con Amazon.
  • Quelli che sopravvivono hanno creato prodotti ad hoc, oppure propongono soluzioni che fanno guadagnare tempo e sforzo.
  • Le spese di spedizione non esistono, il reso è gratuito per 60 giorni. Non ci saranno poi tanti “camerini virtuali”, l’abitudine, le recensioni e il fatto di poter restituire facilmente li rende superflui.
  • Un sacco di marche in ogni settore della terra di mezzo del prezzo sono scomparse. La grande distribuzione produce tutto e vende di tutto online. Non tutti sono sopravvissuti alla guerra del prezzo di Amazon.
  • Il principale competitor di ogni brand non consumabile sarà la vendita dell’usato online.
  • Nel fashion, sono vivi solo i grandi marchi e le aziende artigianali. Quelli che si sono affidati a terze parti per vendere online, sono stati schiacciati, si sono trasformati in subfornitori di Yoox e delle vendite private.
  • Facebook ha gruppi di acquisto per qualsiasi cosa, e un conto corrente dedicato.
  • Con un Klout nel settantacinquesimo percentile, entri gratis in molti post e hai notevoli sconti sulla spesa.
  • I negozi al dettaglio non esistono più: sono diventati esposizioni di vendite online oppure laboratori di produzione artigiani, oppure centri di pickup per acquisti e resi di ecommerce
  • Gli agricoltori affittano i loro campi con il modello dell’hosting condiviso agli abitanti della città per l’autoproduzione e per dargli qualcosa da fare al weekend. Il singolo pezzo di terreno è gestibile online.
  • L’outdoor advertising è semplicemente un altro schermo su cui ordinare prodotti.
  • Le recensioni saranno così accurate che il rischio-costo è annullato. E con questo la fedeltà ai singoli brand.

Leggete quanto scrive Chris Dixon, però.

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5 Commenti

  1. Pubblicato il 21 agosto 2012 alle 10:07 AM | Permalink

    In Italia su ebay si vende lo stesso valore di elettronica di consumo di tutto l’ecommerce “tradizionale”

  2. Pubblicato il 21 agosto 2012 alle 11:31 AM | Permalink

    Bello il terreno agricolo come l’hosting e l’abbonamento (sono un forte sostenitore di quest’ultima modalità) :)

    Per quanto riguarda il punto 4… facciamo ancora in tempo a crear qualcosa? ;)

  3. Lucio
    Pubblicato il 21 agosto 2012 alle 11:42 AM | Permalink

    Molto interessante, comprendo meglio il p.e. a 300 di amzn

  4. Pubblicato il 21 agosto 2012 alle 1:27 PM | Permalink

    Proiezione realistica. Cory Doctorhow approverebbe.

  5. Pubblicato il 21 agosto 2012 alle 2:14 PM | Permalink

    bravo @gluca Sono tutti bravi a spiegare le cose in retrospettiva, molto meno a gettare uno sguardo in avanti. Mi piace molto la tua lista. Una cosa la vedo cambiare meno: toccare la merce. Non so cosa implica esattamente (i negozi avranno questa funzione ancora e per questo continueranno ad esistere oppure ordineremo 10 cose per toccarle e poi rispedirne 8 indietro).

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