The e(mail)commerce

la torta è di @sara_pepper

MailUp rilascierà una miniguida all’email applicata all’ecommerce, e io ho scritto una miniprefazione. Qui tutto in anteprima.

Pochi strumenti digitali hanno così pochi convegni dedicati o articoli su giornali che vogliono cambiare il mondo come la cara (e vecchia, appunto) email. “È morta! È finita! È ignorata dai giovanissimi! Verrà cannibalizzata da Twitter o Facebook o dalla chat di Whatsapp!” Niente di questo si è realizzato, a discapito delle plumbee previsioni dei guru. Niente sostituisce mai niente. L’abitudine agli smartphone ha incasinato tutto di nuovo. L’email si consulta sempre, in ogni momento morto.

E a scapito di questa scarsa allure (e di una fama di strumento usato nel modo peggiore possibile — parlo dello spam e non del porno, se non si fosse capito) chi lo utilizza in modo sensato — cioè creando contenuti interessanti e rilevanti per il minor numero possibile di persone a messaggio — ottiene risultati che vanno ben al di là, numeri in mano, di qualsiasi social network. Tassi di apertura più alti delle impression elemosinate dall’EdgeRank di Facebook o delle oscure visualizzazioni di Twitter, conversioni e fatturati che spesso valgono gran parte degli incassi totali degli store online. Chiedete in giro, se non ci credete, a chi vende davvero.

Non dobbiamo però pensare che l’email marketing sia facile e/o economico. E non parlo solo degli strumenti professionali necessari per non buttare via soldi e reputazione. Parlo di contenuti, di incentivi, del perché davvero io dovrei iscrivermi alla tua newsletter. Hai qualcosa di bruciante da dirmi/darmi/scontarmi/regalarmi/propormi? Hai creato dei contenuti così unici e ritagliati su di me che mi fanno quasi ringraziarti di avermeli mandati e che non voglio nemmeno pensare di rischiare di perdermeli in mezzo al social caos?

In sintesi: perché devo seguirti con quella che è la più intima forma di apertura di fiducia, il messaggio diretto? Pensateci, come comunicate con il vostro amico più intimo? Postate un update su Facebook riservato a loro o in una cerchia di G+? Na! Gli mandate un Whatapp, un SMS o un’email — appunto. Coloro che vi danno il permesso di entrare nella loro timeline più intima, quella della posta elettronica, sono i vostri migliori fan. Ma sono anche i più esigenti, un passo falso e zac, il permesso svanisce.

Se c’è qualcuno che può parlare di email vs social senza vincoli di sudditanza è Hugh McLeod, quello di GapingVoid.com e dei famosi disegni creati dietro i biglietti da visita. Sentite:

I highly, highly recom­mend doing the news­let­ter thing. More than the blog, more than Twit­ter, Face­book or Goo­gle+, these are the peo­ple who who REALLY WANT to sup­port your busi­ness, who REALY CARE about your brand, who really want to inte­ract with it. What Seth Godin calls a “Per­mis­sion Asset”.

And best of all, with a good list, these peo­ple– the peo­ple who REALLY allow you to do what you do– are easy to iden­tify, This makes your mar­ke­ting A LOT easier, because the peo­ple who REALLY mat­ter to your brand are RIGHT THERE in black & white, on your list. Nobody subsc­ri­bes to a news­let­ter unless they really want to, unless they really think what you’re doing is impor­tant. Life is too short.

Questo piccolo PDF vi indica, con pochi passi chiari e semplici, come usare l’email per vendere online. Ma come farvi amare dai vostri utenti, quello, dipende da voi. Non avete intermediari a cui dare la colpa perché non siete posizionati o visualizzati, non avete scuse.

Il PDF (stavo scrivendo PDL, finirà questo febbraio prima o poi) è scaricabile.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

3 pensieri su “The e(mail)commerce”

  1. Troppo “modernismo” per me, commerciante di bomboniere…. e sotto- sotto vi leggo come un tentativo più di “aggirare” che convincere il cliente…. troppe belle parole e tecnicismi, molto spesso incontrano diffidenza della controparte…. Io sono per parole semplici ed incisive…..

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