20 microbusiness che sfruttano al meglio l’online e le 4 P low cost del marketing della PMI

Qualche giorno fa sono stato al Salotto del Caffè a Napoli, il blog+eventi, ospite di Luca Carbonelli dell’omonimo caffè (che avevamo intervistato per il podcast, qualche mese fa). Si parlava di PMI e di business online, di uso del web marketing e dei social media per vendere, soprattutto da parte di chi non ha il budget di una grande azienda da spendere.

Ho raccolto, anche tramite i contributi delle persone che mi seguono su Facebook (che ringrazio molto), 20 esempi di PMI che hanno “svoltato” proprio grazie a un uso sapiente dell’online, in tutte le sue forme, dal sito alla newsletter, dal blog ai social. Ho notato che tutti i casi di successo avevano qualcosa in comune. Cosa? Qualche anno fa avevo “proposto” di utilizzare 4 nuove P, contemporaneamente o in alternativa a quelle classiche del marketing (Prodotto, Promozione, Point of Sale, Price), proprio per far usare al meglio il web da parte delle piccole aziende e degli esercizi commerciali. Ecco, queste quattro nuove P sono il tratto d’unione di queste venti storie:

  • Prodotto: non in senso classico e industriale, ma come ritorno all’essenziale, a quello che davvero vendiamo, perché lo vendiamo, come lo produciamo, quale è la competenza necessaria per produrlo, perché non è uguale agli altri che magari costano meno. Il racconto online deve servire per far tornare il prodotto al centro del marketing. E bisogna sapersi raccontare, per essere efficaci online: dedicare tempo, amore, cura dei dettagli e considerazione verso quella minoranza di persone interessate alla nostra storia di prodotto. Non interessa tanto da quale anno siamo aperti, ma come siamo arrivati a oggi. E qual è la nostra missione vera (oltre a fare soldi, s’intende). Condividere qualcosa per essere interessanti, ancora prima che convenienti.
  • Personalità: la PMI ha una dimensione che evita la spersonalizzazione del business. Sono come una persona. Sono l’alterego di una famiglia o di un proprietario. Spiccano online perché hanno carattere (umile, giocoso, focoso, appassionato, didattico…) e questo si riflette decisamente in ogni loro declinazione online, soprattutto in quelle social, in cui questo tipo di espressione si inserisce al meglio in un flusso che è — ricordiamolo sempre — composto al 90% di persone.
  • Passione: come quasi una conseguenza del punto precedente, tutte o quasi queste esperienze sudano passione per quello che fanno, voglia di raccontarlo, amore per quello che fanno, dovesse essere l’ultima cosa da salvare prima del diluvio universale della globalizzazione. La passione si sente, diceva Radio24 nel loro spot. Ecco, la passione trasuda. E funziona.
  • Pazienza (o perseveranza): non è facile, non è subito. Ci vuole costanza, piacere nel farlo che al’inizio va oltre il ritorno visibile. All’inizio è stata dura per tutti: senza soldi, non hai il boom di sottoscrittori o visitatori che hanno i grandi budget, non c’è nessun turbo. E allora bisogna continuare a camminare, a tessere relazioni, a inserire contenuti, con la speranza e la certezza che prima o poi ogni prodotto/passione/personalità incontrerà l’anima gemella in rete. I contenuti trovano sempre gli appassionati, e viceversa. Ma serve tempo, serve non abbattersi e pensare che cento fan su Facebook non sono affatto pochi se sono veri e sentiti.

E di seguito, la presentazione dei venti casi: per ognuno ho messo un piccolo gagliardetto con l’indicazione delle loro “doti” migliori. Spesso ho inserito solo la schermata di Facebook, ma in realtà la loro strategia spesso comprende un blog, e in qualche caso Instagram o Twitter, e la newsletter. Un’altra caratteristica è la focalizzazione: pochi canali, forte impegno su questi.

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Gianluca Diegoli
Sono un bocconiano sfuggito alle società di consulenza, con un'esperienza ventennale di management dei canali digitali.
Il mio lavoro è supportare il management come consulente indipendente e manager temporaneo su e-commerce, digitalizzazione del marketing e del retail. Ho lavorato per Coop, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Telenor, CRIF e altre aziende ed enti.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update assieme ad Alessandra Farabegoli, che organizza corsi sulla comunicazione digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.
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5 Commenti

  1. Pubblicato il 19 maggio 2014 alle 5:33 PM | Permalink

    Giulia Boccafoglie e Pomme de Claire, due professioniste uniche , due artiste con la A maiuscola..esempi da seguire!!! Mi piace molto il concetto di “pazienza”, anche se la fase “decanter” non è sempre facile…soprattutto in questo momento storico.

  2. Pubblicato il 20 maggio 2014 alle 4:33 PM | Permalink

    Per il mio piccolissimo prodotto fatto a mano e assolutamente in maniera artigianale, Teabag1928, che essere una piccola produzione di borse, ma contemporaneamente è un grande progetto di recupero: recupero di materiale e recupero di persone in cui scarti di produzione di tappezzerie e di accessori in pelle sono la materia prima, ho sicuramente due delle 4 P, Passione e Pazienza. La rete, i Social prima e vorrei rimanesse unica, forma di comunicazione. Ci credo, fortemente, vediamo. Buon lavoro, ho apprezzato l’articolo!

    • Gianluca Diegoli
      Pubblicato il 20 maggio 2014 alle 5:02 PM | Permalink

      in bocca al lupo stefania

  3. Pubblicato il 21 maggio 2014 alle 2:46 PM | Permalink

    Io ho iniziato a programmare giochi per iphone.. Che dire.. È come buttarsi in un oceano ed essere una goccia. Vedremo..

  4. Pubblicato il 21 maggio 2014 alle 4:37 PM | Permalink

    Accanto alla pazienza aggiungerei l’umiltà! Da non perdere mai al primo bagliore di successo