Come usare o non usare il QR Code: l’osservatorio QR

Dopo aver trattato di QR code su questo blog in modo incidentale (in Stazione Centrale a Milano, in metro, al centro commerciale, nel post corso Digital Update, guardando le riviste) qualche mese fa a me e Claudia è venuto in mente di farne un progetto ad hoc: controllare sistematicamente tutti i QR code (e dove puntano, soprattutto, che è la parte divertente) che ci capitano a tiro, e farli testare pure dai nostri indefessi contributor. Insomma, è noto che io al QR code credo poco, ma credo pure che il QR code sia più una vittima che il colpevole dei misfatti del marketing.

Cioè, il QR code è un facilitatore, non un motivatore. Ho parlato una volta della legge universale di qualunque cosa, la legge di Fogg (detta anche da me la legge dello sbatti vs voglia/necessità): vale anche per questo (del resto, vale per QUALSIASI COSA).

legge di fogg

Quello che si desume dall’osservatorio è una scala di fail variabile:

  • QR code “non si capisce perché dovrei usarti”
  • QR code che non funziona (più, magari perché è scaduto il termine d’uso del sito che l’aveva creato)
  • QR code che punta su sito inesistente o con un link errato
  • QR code che punta a sito non ottimizzato per il mobile (ma santoddio, dove pensate che sia usato un QR code, con un desktop a passeggio?)
  • QR code che puntano allo stesso testo indicato a fianco al QR code
  • QR code che puntano a un video privato di YouTube
  • QR code attaccati alle chiappe

Ma anche qualche caso di utilizzo ben pensato, con una giusta motivazione all’uso per l’utente.

E poi la chicca: il massimo dell’ilarità è stato raggiunto da questo QR visualizzato nel video di seguito, lo sfregio massimo all’esperienza utente.

Quindi, non perdete tempo, seguite l’Osservatorio QR e mandate le vostre esperienze!

(sto pensando di inserirlo nella newsletter settimanale di [mini]marketing, siete d’accordo? Fatemi sapere. E no, l’università dell’Alta Lunigiana non esiste in realtà, ma è un bel posto in cui andare)

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Gianluca Diegoli
Sono un bocconiano sfuggito alle società di consulenza, con un'esperienza ventennale di management dei canali digitali.
Il mio lavoro è supportare il management come consulente indipendente e manager temporaneo su e-commerce, digitalizzazione del marketing e del retail. Ho lavorato per Coop, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Telenor, CRIF e altre aziende ed enti.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update assieme ad Alessandra Farabegoli, che organizza corsi sulla comunicazione digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.
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3 Commenti

  1. Pubblicato il 3 luglio 2014 alle 7:36 PM | Permalink

    qui si stanno iniziando ad usare le NFC tag al posto del QR code. Apple sull’NFC ancora non si sa che farà, ma nell’attesa già ci si fanno un sacco di cose utili per davvero [anche solo il wi-fi che si configura da solo quando entri in un bar]

  2. Claudio
    Pubblicato il 4 luglio 2014 alle 9:51 AM | Permalink

    classiche mode dei markettari …. giovani con “troppi” soldi o vecchi (come me) che vogliono fare i fighi (ma io non ho mai usato il QR).

  3. Pubblicato il 12 luglio 2014 alle 10:31 PM | Permalink

    Credo che le persone non associno niente di particolare al QRcode e quindi non si sentano portate a fotografarlo. Probabilmente se al suo posto ci fosse un’immagine sarebbe diverso.