Quanti vedono davvero i tuoi tweet? Finalmente le statistiche da Twitter

Oggi Twitter ha rilasciato (per tutti coloro che sono inserzionisti o hanno attivato le Twitter Cards per il proprio sito) delle nuove statistiche molto accurate e interessanti, senza passare per tool di terze parti e soprattutto fornendo il dato delle impression “reali”, intendendo per reali ovviamente che siano state caricate sul device mobile attraverso l’app ufficiale Twitter o il sito web twitter.com, non che siano davvero “viste”, come per ogni cosa online, ovviamente. Dato l’accentramento (restringendo API ecc.) che da tempo Twitter sta facendo sulle app ufficiali di quello che una volta era un ecosistema, possiamo considerare residuali i pochi come me che usano Tweetbot da mobile, o Tweetdeck o Hootsuite, e comunque sono utenti “professionali” che poco interessano alle aziende, quindi quella limitazione di conto non è davvero rilevante.

Io noto sempre nelle aziende il fattore “lettura 100%”, ma per Twitter è ancora più pazzesco. Le aziende pensano che il loro houseorgan, in quanto inviato via posta in formato cartaceo, venga aperto dal 100% dei riceventi, e letto per il 100%. Lo danno come scontato benchmark, e quando scoprono che la loro newsletter è aperta “solo” dal 15%, ci rimangono male. Per fortuna non riescono a misurare il cartaceo. Sarebbe un incubo.

Per i social media, lo stesso. Ancora gente ci rimane male perché la reach dei post su Facebook è del 10%. È la vita, baby. Sapessimo quanto poco la gente ci pensa, vivremmo molto tranquilli rispetto alle opinioni su di noi degli altri, lo diceva David Foster Wallace. Con Twitter, uguale. I brand pensano che il 100% dei propri follower guardi ogni loro stupido e imbarazzante e privo di contenuto tweet. Ah ah.

In passato avevo iniziato a fare qualche considerazione su quanto fosse la reach effettiva di Twitter, cioè quanti leggono i miei tweet, basandomi su dati empirici, in mancanza di conferme da parte di Twitter stesso. Ora, tornando al tema iniziale, lo sappiamo. Guardate qua.

Tweet_Activity_analytics_for_gluca

Avevo previsto un 10% di media. Per il mio account, che non ha numeri assoluti altissimi, e gode di un buon engagement, ecc. ecc. (quindi ci scommetto una Smart per un anno che è superiore al 90% dei brand su Twitter, soprattutto a quelli che alzano troppo il numero di follower) arriva in media al 5%, toccando il 10% in casi di tweet più virali (dove però il numero maggiore dei lettori non è diretto, cioè tra i miei follower, ma indiretto, grazie ai retweet).

Ora, pare proprio che il cattivo EdgeRank o come si chiama ora, algoritmo di Facebook, ci faccia un favore a selezionare alcuni post più interessanti e penalizzare altri. In Twitter, dove l’ordine cronologico è rigoroso, è semplicemente ancora peggio: perché l’80% delle impression, a parte i RT, avviene in 60 minuti, poi, che il tuo tweet sia geniale o no, scompare (salvo il caso appunto di quel 1 su 100.000 che diventa virale e vince tutto, ma credete, capita ‘na volta nella vita, anche se siete big influencer).

Quindi, da oggi, abbiamo un dato in più su cui calcolare i budget. Che poi Twitter sia più per relazioni e pubbliche relazioni, per i brand, che per generare traffico e views, lo ripeterò fino a stancarvi tutti.

PS: Grazie a Riccardo e Rocco per essere vigili anche al sabato.

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Gianluca Diegoli
Sono un bocconiano sfuggito alle società di consulenza, con un'esperienza ventennale di management dei canali digitali.
Il mio lavoro è supportare il management come consulente indipendente e manager temporaneo su e-commerce, digitalizzazione del marketing e del retail. Ho lavorato per Coop, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Telenor, CRIF e altre aziende ed enti.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update assieme ad Alessandra Farabegoli, che organizza corsi sulla comunicazione digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.
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6 Commenti

  1. Pubblicato il 13 luglio 2014 alle 9:50 AM | Permalink

    Mi ripeschi la citazione originale di DFW, o mi dici da che pezzo o articolo è tratta? Grazie

    • Pubblicato il 13 luglio 2014 alle 10:07 AM | Permalink

      quella originale, Paola, è:
      “That you will become way less concerned with what other people think of you when you realize how seldom they do.” È in Infinite Jest.

    • Pubblicato il 13 luglio 2014 alle 10:59 AM | Permalink

      Grazie :-)

  2. Pubblicato il 24 luglio 2014 alle 7:26 PM | Permalink

    personalmente sono anni che aspetto uno strumento analitico anche per twitter dato che gli unici sistemi per riuscire a dare un senso numerico e quindi un valore commerciale ai propri tweet sono esterni, con dati discordanti gli uni dagli altri.

    Ben venga ogni strumento che permette di avere tutte le informazioni utili sull-utilizzo del proprio account

  3. Pubblicato il 25 luglio 2014 alle 2:50 PM | Permalink

    Capperi non sapevo di far parte del tuo 10% :)
    Ti rinnovo i mei complimenti per l’ottimo lavoro.

  4. Pubblicato il 25 luglio 2014 alle 2:59 PM | Permalink

    domande :
    – Il sistema di analisi di twitter come misura la visualizzazione di un tweet ?
    Non parlo di engagement (preferiti, risposta o Ritwitta), ma di semplice lettura.

    a) Ne calcola il click se vi sono presenti dei link
    b) Considera chi scorre i tweet dell’account specifico
    c) Calcola a quanti follower viene mostrato il tweet (ps un tweet appare in home ad ogni follower? )
    d) Altro ( suggerimenti ?? )