Addio QRcode, è l’ora del Google Code per vendere casa

La mia amica Paola Faravelli, che vende case con la più poetica e social tra le agenzie immobiliari esistenti, aveva un problema: come collegare gli annunci in vetrina (ma anche quelli presso la casa stessa o il cantiere) alle informazioni presenti nel suo sito.

Ha provato con il QR-code, ma nulla: non c’era verso di farlo usare alle persone. Anche il link accorciato appariva un po’ incomprensibile per una clientela “normale”.

Abbiamo pensato a un esperimento: inserire nel titolo dei post/annuncio online un codice alfanumerico sufficientemente lungo per essere univoco, 8 caratteri, ma non troppo lungo per non ricadere nel solito problema del bilanciamento tra motivazione e sbattimento.

Lo stesso codice è stato inserito negli annunci di carta e con in evidenza l’unica istruzione per l’uso alla portata di davvero tutti: “mettete questo codice dentro Google”.

Beh, funziona: tra l’altro, Google mostra i risultati più vicini per lingua e distanza, quindi il rischio di sbagliare annuncio è davvero limitato. Ecco qua sotto il test.
(sì, lo so che non c’è tracciamento, purtroppo Google non ti fa più vedere le keyword, ma magari qualcuno ci riesce).

Addio QRcode, è lora del Google Code per vendere casa
La vetrina
Addio QRcode, è lora del Google Code per vendere casa
Annuncio in vetrina 1
Addio QRcode, è lora del Google Code per vendere casa
Cosa succede dopo aver googlato

PS: pare che Paola si sia messa anche a fare corsi di formazione per agenti immobiliari social e digitali.

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Addio QRcode, è lora del Google Code per vendere casa
Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane.
Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.
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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

18 pensieri su “Addio QRcode, è l’ora del Google Code per vendere casa”

    1. Ciao Gianluca,
      ho provato e l’esperimento è riuscito, la mia domanda ora è questa: ipotizziamo che io abbia inserito un codice xxx-xxx-123, se un’altra persona prende il xxx-xxx-124 potrebbe influenzare i risultati di ricerca?

      A presto

    1. certo, ma a parte la scorrettezza della cosa, l’agenzia può cambiare l’annuncio cartaceo, rendendo così inutile l’hacking.

  1. Interessante. Già provato con un URL shortner al posto di questo codice? Usando servizi come bit.ly si attiva il tracking ed hai lo storico con i dati aggregati ed in più è breve e facile da digitare.
    Volendo usare il tuo codice per avere il tracking dovresti invece creare una pagina unica per ogni sequenza numerica e fare il tracciamento ex post anche con un semplice google analytics vedendo banalmente quante view hai sul quella specifica pagina.

    1. sì alessandro, per l’utenza italiana cose tipo bit.ly sono difficili da capire. forse ne servirebbe uno più “italiano”. lo conosco bene comunque.
      il tracking: anche facendo una pagina unica per il tracking, dovresti nasconderla dai motori per essere sicuro che le visite arrivino davvero dal codice di ricerca offline, no?

    1. Massì praticamente è come far rankare una supercazzola che non si fila nessuno; non c’è tanto da bombare di seo, è nature che viaggia! :)

I commenti sono chiusi.