Quanto tempo passiamo sui social e in quali – più qualche considerazione

Ogni tanto leggiucchio quell’agglomerato di comunicati stampa e pubbliredazionali che è il Dailynet, in cui agenzie e aziende si leggono e scrivono tra di loro di quanto sono state brave e di successo. È comunque divertente, se hai dieci minuti e stai aspettando il treno.

Molto meno frequentemente capita qualche articolo con qualche dato e tutto sommato interessante. Uno di questi era un sunto di questo post di Livextension in cui, a partire dai dati Audiweb (ehm, ok, sì, ma passatemelo) si faceva un sunto di quanti utenti attivi e di quanti minuti ognuna delle piattaforme (Facebook, Twitter, Google Plus, Linkedin, Instagram, Tumblr, Pinterest, ecc. ecc.) riuscisse ad attrarre e il relativo trend. C’è da dire che i minorenni non sono inclusi, e questo penalizza di tantissimo Ask.fm, di molto Tumblr, un bel po’ anche Instagram e in minor misura Twitter. Invece sul fatto che Audiweb intercetti bene l’effettivo uso di Tinder ho qualche ulteriore perplessità.

Niente di eccessivamente sorprendente nei flussi (stallo degli utenti di Facebook e Twitter, anche se il primo cresce ancora come tempo speso, crescita rapida di Instagram, declino prematuro di Pinterest — si parla sempre di Italia, ovviamente). La cosa che mi ha attratto è cercare di capire la quantità di tempo assoluto e comparato che trascorriamo sulle diverse piattaforme. Ho fatto un excel per rielaborare i dati, mettendo assieme ore spese (che si capiscono meglio dei minuti) e numero stimato di utenti attivi (su questo è un casino, perché un visitatore attivo non è sinonimo di utente attivo e anche questo non ha una definizione univoca e se avete precisazioni sarò lieto di aggiornare). Volevo arrivare a due dati spannometrici, che poi vi spiego perché: quanto passa un utente su di un social, e quale quota di mercato ha un social media sul totale dei minuti spesi (sappiamo che il tempo totale speso sui social è minore di quello speso in games, almeno da mobile, ma è comunque un dato).

minuti spesi sui social media in italia

Il succo dell’excel è: su Facebook passiamo un sacco di tempo, sugli altri molto ma molto meno. Il tempo speso non è sempre direttamente correlato alla soddisfazione di uso di una piattaforma, ma sicuramente per chi deve usarlo come strumento promozionale, più le persone ci trascorrono tempo, più le occasioni di entrare in contatto, convincere, spiegare, vendere si moltiplicano. Su questo Facebook è al momento l’unico social media in Italia che produce views, traffico e visite. Su questo le cifre parlano chiaro, soprattutto se siete mass market. Vi serve davvero dunque sempre una pagina Facebook? Ho già risposto.

Su Linkedin trascorriamo zero virgola tempo, nonostante i suoi tentativi di farla diventare una piattaforma di contenuti e non solo di curriculum. Il problema di Linkedin, dal punto di vista dell’investitore, e per esperienza personale, è che chi la usa tanto non è alla ricerca di prodotti, ma solo di un nuovo lavoro. Chi ha già un lavoro, guarda al massimo le notifiche e i messaggi. Degli annunci e dei contenuti sponsorizzati o meno se ne sbatte. Su Google Plus, si sa. Soffre della sindrome di Google, visitiamo un attimo e ce ne andiamo, oppure leggiamo le notifiche, o ci arriviamo via Google Maps, troviamo l’indirizzo, e amen. Che ci vuoi fare con venti minuti al mese di media?

Anche Twitter non se la passa tanto bene. Va detto che la media inganna spesso. La distribuzione a percentili sarebbe molto più rilevante, in quanto ci sono utilizzatori twittaholics in alcune nicchie (giornalisti, social media qualcosa, follower di celebrity) e quindi la media potrebbe scendere ancora. Ma tant’è, questi abbiamo. Mordi e fuggi, leggi, rituitta, segui il link. Poco tempo per le aziende a disposizione, quindi, e tassi di visualizzazione dei tweet peggiori di quelli dei filtri cattivi di Facebook. Poco spazio per illustrare il prodotto, poco tempo per immettere contenuti “profondi” — non in senso culturale, ma che siano attrattivi in termini di tempo speso, necessità di correre dietro al realtime. Cose affannose, che spesso danno origine a fail notevoli, quando si usa l’advertising.

L’altro parametro ve lo faccio vedere con una torta, e riassume il tempo speso in Italia totale, diviso per la piattaforma in cui si svolge.

percentuali di tempo speso sui social network

Alcune domande sorgono spontanee: adeguare il budget social al tempo speso significa spendere tutto su Facebook. È giusto? Forse no, esistono settori che devono tenere conto dei pubblici molto diversi che le varie piattaforme presentano. Ma il tempo speso è un parametro importante. Bisogna capire dove il proprio pubblico passa tempo, ma tempo utile rispetto ai contenuti e al proprio prodotto.

Tuttavia, questa torta — almeno a me — ha fatto una certa impressione.

 

Argomenti simili

come fare pubblicità | facebook | Google odio e amore | media e informazione online | mobile marketing | strategia sui social media

Gianluca Diegoli on sabtwitterGianluca Diegoli on sablinkedin
Gianluca Diegoli
Sono un bocconiano sfuggito alle società di consulenza, con un'esperienza ventennale di management nel marketing digitale.
Il mio lavoro è supportare le aziende come consulente indipendente e manager temporaneo su e-commerce, marketing,omnichannel.
Ho lavorato - tra gli altri - per Coop Alleanza 3.0, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Henry Cottons, LVMH, Telenor, CRIF, PMI, agenzie e startup.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update assieme ad Alessandra Farabegoli, che organizza corsi sulla comunicazione digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.
Questo inserimento è stato pubblicato in social media marketing e il tag , , , , , . Metti un segnalibro su permalink. Sia i commenti che i trackback sono chiusi.

11 Commenti

  1. Pubblicato il 12 novembre 2014 alle 1:14 PM | Permalink

    …forse anche no, Fb è davvero una grande piazza…dove si riuniscono tutti i curiosi, facile da usare (il contrario di Tweeter), attira un sacco mia mamma e le sue amiche che mettono foto di gioventù che commentano e condividono. Ci perdono ore e ore. Potrebbero farlo sugli altri social? no. Credo che alla fine Fb sia comunque il social può conveniente per un’azienda che vende online … almeno fa parlare di sé, si fa conoscere.
    Grazie per questo blog!
    ciao
    Benedetta

  2. giovanna
    Pubblicato il 13 novembre 2014 alle 11:16 AM | Permalink

    Anche a me ha fatto una certa impressione :) C’è però una cosa che non capisco, per cui chiedo il tuo aiuto. Di dati se ne leggono tanti e, spesso, contrastanti. Perché, per esempio, il rapporto Coop 2014, dice che gli italiani passano oltre 4 ore sui sn al giorno, che equivarrebbe a un decimo all’incirca del dato della tua tabella? (mi riferisco a questo: http://www.socialistening.it/gli-italiani-trascorrono-propria-giornata-sui-social/) Stiamo parlando di rilievi su cose diverse? Grazie :)

  3. gluca
    Pubblicato il 13 novembre 2014 alle 11:41 AM | Permalink

    il rapporto coop ha sbagliato l’infografica – e nessuno poi ha letto testo – 4 ore è il totale di uso di internet al giorno. cmq sono rilevazioni da fonti molto diverse. e in quella audiweb come ho scritto mancano i minorenni.

    • giovanna
      Pubblicato il 13 novembre 2014 alle 12:09 PM | Permalink

      ok, grazie :)

  4. Pubblicato il 14 novembre 2014 alle 10:31 AM | Permalink

    E’ evidente che tutte le aziende – dalla Moda ai detersivi – dovranno organizzarsi con soap-operas giganti.. Dalle tagliatelle di Nonna Pina al Mahabharata….

  5. Pubblicato il 14 novembre 2014 alle 11:47 AM | Permalink

    Credo che questo vada ad ennesima dimostrazione che la piattaforma debba essere solo strumentale per portare le community altrove, magari sul proprio sito. Ormai anche nei socual, come nell’advertising, “bucare” è diventato difficile e dispendioso… parlo soprattutto per le piattaforme “minori”.

  6. Pubblicato il 17 novembre 2014 alle 8:01 PM | Permalink

    Tempo fa sentivo dire che google plus sarebbe stato il social del futuro, visto che il colosso di Mountain View ha l’intenzione di puntarci forte, dirottandoci traffico e spingendo sempre più le aziende ad investirci per migliorare il loro posizionamento. Mi sembrava sensato, ma a distanza di oltre un anno vedo che nulla è cambiato e la maggior parte delle persone con le quali parlo non ne conoscono nemmeno l’esistenza. Il progetto è ancora valido? http://www.finzip.it/

  7. Pubblicato il 17 novembre 2014 alle 8:59 PM | Permalink

    grazie!

  8. eleonora
    Pubblicato il 19 novembre 2014 alle 12:11 PM | Permalink

    Prima volta che leggo un tuo articolo, mi colpisce quando scrivi la considerazione su LIn “Il problema di Linkedin, dal punto di vista dell’investitore, e per esperienza personale, è che chi la usa tanto non è alla ricerca di prodotti, ma solo di un nuovo lavoro.” Perchè è un problema? E in cosa un prodotto è diverso da un lavoro? Esistono cmq altri modalità per cercare sia l’uno che l’altro, importante è, first of all, trovare.
    Ciao!

    • Gianluca Diegoli
      Pubblicato il 19 novembre 2014 alle 2:14 PM | Permalink

      perché solo le agenzie di collocamento di personale “vendono” posti di lavoro, il 99% delle aziende vende prodotti, che non interessano spesso a chi è in cerca di un lavoro, che ha una priorità più importante, appunto.

  9. Pubblicato il 19 novembre 2014 alle 7:32 PM | Permalink

    “Ogni tanto leggiucchio quell’agglomerato di comunicati stampa e pubbliredazionali che è il Dailynet, in cui agenzie e aziende si leggono e scrivono tra di loro di quanto sono state brave e di successo.”

    Questa volta sono d’accordo. Certi teatrini sono proprio surreali ;)