#bloccailcookie – ma anche torniamo seri, grazie

L’altra sera Claudia mi chatta per chiedermi se ci sto a fare qualcosa per fermare la follia che vede l’Italia interpretare la già-assurda normativa europea — per cui già da un po’ su ogni sito si apre un fastidioso bannerino, ignorato ovviamente dal 99.99% delle persone, per fastidio o incomprensione totale —  in senso ancora più restrittivo, per cui se io webmaster — come il 99% dei siti attuali — inserisco widget, pulsanti di share, un embed di Twitter, o uso servizi di terzi, devo capire per ogni sito terzo (Google, Instagram, o una startup del cavolo, per esempio) se questo mi traccerà — e come — il povero “mio” visitatore, e se userà i dati per migliorare il suo servizio o anche per profilare il comportamento online del malcapitato visitatore, ecc. ecc.

In pratica, finché il visitatore non dà l’ok, il sito dovrebbe rimanere “nudo”, senza widget, embed, bottoni social. Il 1999 praticamente, ma con un’informativa lunghissima.

Quindi, nella ricetta italiana, tu, proprietario di blog, sitarello qualunque, devi bloccare i cookie traccianti prima che vengano iniettati nel suo browser. Tu, sì, che manco sai la differenza tra WordPress.com e .org. Che usi Blogspot (vabbè, te la sei un po’ cercata, eh). Tu, che hai un forum da dieci anni che sta in piedi per miracolo, e di cui non hai mai toccato il codice.

Immaginate le mamme blogger che hanno messo Adsense o un banner di Amazon per 5 euro al mese. Ehi voi, state tracciando! Dovete bloccare il cookie! Dovete darne comunicazione al garante! Costo, 150 euro. Multa? 6.000 euro.

È il panico e delirio nei gruppi Facebook dedicati.

E Google Analytics? Dovete anonimizzare l’IP! (Grazie Alessandra, che mi hai detto che Yoast, il plugin per WordPress, lo fa se glielo chiedi con un flag, sennò non avrei saputo dove mettere le mani). Non ho capito a che serva davvero ma ok, ormai è tempo di potature ingiustificate, tanto per sentito dire.

Sapete cosa uscirà davvero da tutta questa follia?

Le persone normali — mia mamma, mia sorella — penseranno che i cookie siano specie di virus, quando invece, al massimo, ti fanno vedere il banner di un sito invece che di un altro — e senza ovviamente sapere nulla dei tuoi dati davvero sensibili. E che ancora una volta, dalla stampa tradizionale uscirà la sensazione che “internet è pericolosa”, e ne avevamo proprio bisogno, nel paese occidentale più arretrato online d’Europa.

La profilazione vera, cioè i dati di acquisto li conoscono quelli della GDO o i siti da cui avete comprato, flaggando controvoglia senza leggere una richiesta di ok alla “vera” profilazione o facendo una carta fedeltà.

Ok, anche questi, in realtà, dei vostri dati “personali” — mi spiace deludervi — se ne fottono alla grande. Non contiamo nulla, singolarmente. Serviamo solo per capire se mettere più scatolette di tonno o di cibo per gatti in uno scaffale. Anche il marketing, ahimè, pensa a noi infinitamente meno di quanto temiamo/pensiamo/speriamo. Coop mi manda nel 2015 un volantino uguale a quello di mia suocera. Coop, profilami, ti prego. In compenso, non posso ancora dire a Famila che non voglio il suo volantino nella mia buca della posta ogni tre giorni. Il garante lì non è ancora intervenuto, peccato.

In compenso, non sappiamo bene come vengono tenuti, per quanto tempo, a chi vengono comunicati i dati di navigazione che vengono mantenuti nei log dei provider, ben più temibili dei cookies. Ma di questo nessuno parla. In Italia, nemmeno il caso NSA-Snowden ha smosso il garante, la politica, le coscienze. Non ci frega nulla di essere intercettati da Echelon. Però no, il cookie no. E lo fermeremo con un banner, 300 spartani proprio.

La cosa che mi dà fastidio di questa storia, e dell’Italia in generale, è l’ipocrisia. Tutti sappiamo che le persone non guarderanno il link in quel banner per cui tutto il settore internet ha perso almeno il 10% della produttività del mese di maggio. Non servirà a nulla, perché alla fine installeremo estensioni che daranno l’ok automaticamente, sfiniti, o daremo ok a tutto. Un Adblock al contrario. 

Imporre regole assurde favorirà chi traccia, paradossalmente. Perché la battaglia — al limite, se proprio consideriamo la battaglia sul cookie un baluardo di libertà, cosa che non è, secondo me — doveva essere sul default del browser, imposto a Google, Apple, Microsoft e non sui singoli siti: niente tracciamento di terze parti di default e stop, salvo che l’utente (dietro un concreto vantaggio offerto dal sito) accettasse l’eccezione per il sito stesso. Ancora più inutile, in un momento in cui il +50% del traffico è su App, in cui non c’è un cookie, ma un adv ID ancora più persistente, e in app store in cui non c’è giurisdizione che tenga. Per non parlare dei dati arricchiti partendo dagli identificatori unici come email e numero di telefono, presi in differenti piattaforme. 

Ho l’impressione che l’Europa online stia davvero perdendo la ragione, tra cookie, web tax e altro. Poi non lamentiamoci che l’innovazione ci arriverà da altrove.

Dicevo, con Claudia abbiamo pensato di fare una petizione. Io detesto le petizioni, tu detesti le petizioni. Però stavolta faccio un’eccezione. Se siamo sufficientemente numerosi magari qualche supporto lo possiamo trovare, per far ragionare un po’ tutti, o capire come, soprattutto blogger e piccole aziende, adeguarsi in modo sensato. Comunque se firmi online, potrai dire di averci provato.

Aggiornamento

il garante, mediante un’intervista a Wired (sic) ha voluto “chiarire” — con raro pressappochismo e molta italianità nella incertezza del diritto — che non daranno multe (bontà loro) «per ora» (così, bonariamente, «per un po’») 

In compenso poi salta allegramente con commenti qua e là tra widget, bottoni, link, pubblicità, blog, siti “commerciali”, e confondendo ancora di più le acque, tra normative, interpretazioni, FAQ, interviste, presunte risposte che circolano in rete date del centralino telefonico del garante (sic) — eludendo il problema principale: il blocco preventivo dei cookie terze parti (tutti!) è un’inutile e dannosa stro***ta con impatti su risorse del server, redditività commerciale, usabilità per gli utenti, e perfino dannosa per il posizionamento nei motori di ricerca — tanto in Italia abbiamo la tv no?

Sembra — spero davvero sia dovuto alla traduzione giornalistica per le masse — che sappia solo molto superficialmente di cosa sta parlando: il che darebbe ulteriore credito alla sensazione diffusa tra gli addetti ai lavori di una normativa fatta da gente che non sa come funziona internet. 

Per fortuna ci sono anche articoli sensati, da IWA, come questo. 

Come farà questo disgraziato paese ad attirare investimenti sul web e sull’adv in questo clima di caos e approssimazione normativa? E i(l) digital champion, che dicono? Sì, sono molto abbattuto.

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Gianluca Diegoli
Sono un bocconiano sfuggito alle società di consulenza, con un'esperienza ventennale di management nel marketing digitale.
Il mio lavoro è supportare le aziende come consulente indipendente e manager temporaneo su e-commerce, marketing,omnichannel.
Ho lavorato - tra gli altri - per Coop Alleanza 3.0, Ducati, Barilla, Tiscali, Altromercato, Cirio, Henry Cottons, LVMH, Telenor, CRIF, PMI, agenzie e startup.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri.
Ho fondato Digital Update assieme ad Alessandra Farabegoli, che organizza corsi sulla comunicazione digitale.
Insegno e-commerce all'Università IULM di Milano.
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42 Commenti

  1. Andrea
    Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 9:39 AM | Permalink

    Gianluca, i commenti dovrebbero apportare informazioni aggiuntive o ampliare i discorso.
    Ma non saprei che altro aggiungere!

    Condivido in pieno e grazie per la petizione! Le odio pure io ma questa la sottoscrivo!

  2. Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 10:26 AM | Permalink

    E’ davvero un altra delle assurdità di questo paese…sottoscrivo la petizione, anche perché è una legge fatta veramente da chi non capisce nulla a riguardo, oppure mi viene il sospetto sia stato fatto tutto apposta per racimolare multe…

  3. Fabio
    Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 10:35 AM | Permalink

    In pratica è un modo per tassare ulteriormente chi ha un sito web (magari tenuto per passione con degli amici come il mio). Perché diciamocelo, tutta questa menata dei cookies è fatta dal Garante solo per farsi pagare i 150€, altro che per la privacy.

    Ma io, che prendo a malapena i soldi per pagarmi dominio e server con l’adsense e gli altri banner, come posso permettermi di dare 150€ allo Stato, per mantenere in vita un blog? 150€ mi ci vogliono almeno 2 anni per riprendermeli con l’adv. E da qui a 2 anni la normativa sarà cambiata di nuovo (scommettiamo?) e si saranno inventati qualcos’altro.

    Direi che l’hashtag #ridicoli ci sta perfetto per tutta questa situazione.

  4. vittorio orefice
    Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 11:29 AM | Permalink

    Quando si fa caccia alle streghe in modo stupido vengono leggi cosi!

  5. Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 12:21 PM | Permalink

    Ecco magari si potesse tornare seri in questo paese, sembra che siamo campioni a perdere tempo a far cose che non servono a nessuno, quando ci sono millemila ragioni per rimboccarsi seriamente le maniche. E quanto “costerà” nel complesso questa operazione in termini di tempo e denaro? I benefici mi pare di capire sono eguali a ZERO: più tutto cambia, più nulla cambia…

  6. Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 1:15 PM | Permalink

    la Cattiva politica ha prodotto tutta una serie di leggi che hanno bloccato il paese reale e non accontentati sono passati al Paese virtuale proprio per tenerci fanalino di coda rispetto ai nostri Compatitors Esteri sopratutto Asiatici e Americani

  7. Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 4:35 PM | Permalink

    Per ora i risultati della nuova regolamentazione sono stati notevoli e veramente degni di lode: riempire il web di banner che la gente vorrebbe vedere bruciare e di lenzuolate informative che nessuno legge – se non i blogger in cerca d’ispirazione per scrivere la propria informativa. L’informativa estesa è la pagina più vista del mio blog, e i visitatori si contano sulle dita di una mano. Potrei dire che devo al Garante i miei visitatori :D

  8. Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 5:06 PM | Permalink

    Sono solo dei vecchi bavosi ed ignoranti che non capiscono niente di internet.
    Penso che sarebbe stato meglio disobbedire.

    • Marta
      Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 10:35 PM | Permalink

      la petizione non porterà a niente, vorrà dire che torneremo ai siti del 1997, alla fine sono le idee e le parole che contano più di mille gadget e tasti social, no?

  9. Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 9:17 PM | Permalink

    Nonostante abbia firmato la petizione, trovo che la richiesta sia troppo debole.
    Va del tutto abrogata la norma e le sue attuazioni.

    • è idiota che ogni sito web spieghi cosa siano i cookie

    • è idiota che ogni sito web spieghi come cancellarli

    • è idiota dover tenere due “papiri” che spiegano che uno usa questo o quel servizio, quando nel tempo questi cambieranno più velocemente di quanto si faccia ad aggiornare queste pagine di “burocratese”

    • è idiota vessare la possibilità che il web mi da di pubblicare qualcosa per diletto

    • è idiota obbligarmi a mettere l’indirizzo di casa mia pubblicamente esposto al primo pazzoide che, non concorde con quanto abbia scritto, possa risalire direttamente alla mia persona e/o ai miei cari.

    Va cancellata tutta. Punto.

    • Marta
      Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 10:30 PM | Permalink

      con queste legge demenziale MUORE INTERNET perlomeno in Italia, mi dispiace ma è così, non so se era voluto o se è un meschino tentativo di tirare su dei soldi, comunque squallore massimo, che paese fallito

    • c.
      Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 1:47 AM | Permalink

      Va cancellata!! Concordo!!! è idiota!! limita la libertà di espressione!! é vergognoso!!!

  10. Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 9:31 PM | Permalink

    Concordo con kooLinus.

  11. MarketingBrand
    Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 9:49 PM | Permalink

    Articolo perfetto e calzante.

    Nessuno parla della concorrenza scorretta, visito il sito del competitor, faccio screen, scrivo al garante in forma gratuita ed anonima, parte accertamento ed ecco… a parte che trovo questa pratica deplorevole, non oso immaginare da domani, mercoledì 3 giugno, il numero di segnalazioni che arriveranno al GDP.

    Non solo, il browser Chrome (che uso e trovo ottimo) installa diversi cookies di profilazione qualora l’utente clicck sul risultato in SERP di Google, questo significa che risulta che il sito web – se visitato da Google – installi cookies di terze parti che, con un fresh, spariscono. Il GDP avrebbe dovuto spiegare o almeno intendere il sistema di verifica del cookies nei siti.

  12. Marta
    Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 10:16 PM | Permalink

    non è vero che finirà che Internet è pericoloso, finirà che i blogger poveri, le mamme blogger per hobby ecc chiuderanno i loro siti per evitare di prendere qualche multa o di sborsare soldi per attività che ne portano pochi, la sanzione sicuramente capiterà al più disgraziato e scassato dei blogger, a casaccio ovviamente
    tutto questo rovinerà la libera informazione e la libertà di espressione perché magari tu ignorante del web non hai i soldi per pagare un legale (assurdo) o un webmaster che ti controlli il tuo sitino su blogpost, nel dubbio che tu possa non essere a norma che fai? rischi?
    sai cosa ti dico: l’Italia mi fa sempre più pena

  13. Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 10:16 PM | Permalink

    Ho passato l’ultimo mese a studiare la legge e sviluppare uno script in grado di bloccare i cookies come sembra sia richiesto. “Sembra” perché di fatto il garante in pieno stile “io so io voi nun siete un c#### , ha ben pensato di non rispondere ufficialmente alle poche e semplici richieste di chiarimento dei professionisti del settore. Un delirio, una legge ignorante fatta da gente che è rimasta alle gif animate. E le multe sono una vergogna. Ho visto piccoli blog chiudere per paura, professionisti passare i we a spaccarsi la testa per trovare soluzioni tecniche adeguate (perché il blocco in se porta diversi danni collaterali). Vi sembra normale? Questo paese non ha futuro.

    • Marta
      Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 10:42 PM | Permalink

      per tante persone i blog sono un modo per arrotondare e fare fronte alla crisi, ricordiamolo, chi non ha soldi con questa storia si vede tagliare le gambe
      non so a questo punto mi apro un sito HTML con front page, si potrà o troveranno un modo per impedire anche questo?

  14. Davide
    Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 10:25 PM | Permalink

    A me sembra che tu stia cercando qualunque scusa per non togliere i vari google analytics (che è invasivo al massimo per la privacy) o qualche pulsante social.
    In fondo la soluzione è semplice: google analytics puoi “anonimizzarlo” (seee) oppure sostituirli con un programma hosted (ce ne sono di molto validi), i pulsanti social puoi toglierli e sostituirli con altri.
    Chi non ne capisce di ste cose, può semplicemente toglierle, e risolve il problema.
    Il tuo dire “e quelli che non capiscono nulla come faranno?” è una scusa, si evolveranno. Si evolveranno come si sono evoluti i vecchietti dinanzi all’eliminacode, all’euro ecc… quanta ne sentivo in quei giorni di gente che diceva “ed i vecchi come faranno???”.
    Il tuo è benaltrismo.

    La storia “ma tanto siamo tutti controllati” è una scusa, iniziamo a fare leggi per limitare queste cose.
    Sinceramente non mi piace molto questa legge, ma concordo sul fatto che le attività traccianti vadano bloccate o limitate: altrimenti, con il fatto che “tanto siamo tutti controllati”, non avranno limiti di sorta.

    • Marta
      Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 10:45 PM | Permalink

      ti ricordo che basta postare un video di youtube per dover rientrare nella normativa
      non siamo ipocriti, ci sono social network che quotidianamente usano le nostre parole e le nostre interazioni per fare studi e chissà che altro, il tutto ovviamente senza chiedere il permesso

    • Pubblicato il 9 giugno 2015 alle 11:18 PM | Permalink

      Questa legge va abolita tot court , e’ una punizione per chi tutela la propria privacy e basta !
      Inutile dire che non ci devono profilare ( questa e’ per Davide ) quando per evitare la profilazione a mezzo cookie basta impostare il browser per non accettare cookie di terze parti e gettare via i cookie ad ogni sessione ,
      Peccato che chi fa gia’ cosi’ perche’ ci tiene a non farsi profilare
      per PUNIZIONE dovra’ accettare ogni volta che visita un sito il banner ;
      Qui si vuole che tutti accettino la profilazione ! . Per fortuna il buon vecchio adblock e’ in grado di bloccare molti dei javascript che creano il banner .
      Sempre per Davide la maggior parte dei servizi di hosting gratuito inseriscono un banner adesense nel sito o chiedono di inserirlo a chi ne fa uso pena la sospensione del servizio , quindi il suggerimento e’ di passare tutti a piattaforme a pagamento ?

      Insomma qui non si tutela nessuno , si fa danno a tutti , non c’e’ una sola ragione logica per salvarla questa legge .

      Se poi mi si dice vietiamo il fingerprinting ci starei anche , peccato che e’ impossibile determinare se lo si usa .

      scusate lo sfogo ma vedere il banner sui miei siti mi fa strano , specie per il piccolo dettaglio che deve essere un pugno in un occhio rispetto al resto ,
      mi sento privato della mia liberta’ , poi sapendo che e’ per cecita’ arroganza ed ignoranza …

    • sorate
      Pubblicato il 26 agosto 2015 alle 3:55 PM | Permalink

      Questa legge conta come la forchetta nel brodo…Io voglio essere profilato…voglio mi si presenti pubblicità che mi interessa e non le dentiere o i rolex..voglio accedere alla banca da casa…comprare da unieuro o mediaworld…i cookie servono a questo ..senza cookie il web non esiste…cosa serve dover dare il consenso….se io compro pc e metto adsl è perchè voglio navigare..altrimenti vendo tutto e apro un libro….la vera motivazione è politica…cercare di fermare il web dei piccoli che è poi quello che forma le coscenze…mavovra compresa nel pacchetto di distruzione della zona euro… che si è gia vista in altri settori… il garante non da multe da 120000€ a chi continua a chiamare a casa nonostante sono iscritto al registro delle opposizioni……manco se ammazzo 10 persone mi danno una multa del genere..ma questi credono che siamo così coglioni? il garante non si preoccupa se io registro un dominio .it e mi vedo i miei dati il mio indirizzo il tel e la email pubblicate nel whois…… quelli si che sno da tutelare e nascondere altro che i bscottini……. mi fa veramente schifo questa europa…. e un po anche chi difende questa legge…proprio quelli che attraverso il loro amato whats app e altre app sul telefono accettano come da installazione che i signori delle app vadano a prendere quello che vogliono dentro il loro telefono…siete patetici..acconsentite a sconosciuti di prelevare tutto quello che avete dentro il telefono e appoggiate la cookie che vi tutela….non avete capito nulla..il web non è la vostra professione…. un qualunque avvocato puo smontare la multa essendo una legge inapllicabile perchè richiede interventi tecnici…incostituzionale, e piena di falle che possono essere usate in un ricorso…ai primi procesi farsa verrà eliminata e il garante attuale se non sbaglio ex senatore e deputato…..avrà fatto la sua bella figura di incompente asieme a tutte quelle organzzazioni che lo hanno affiancato e si sono limitate ad assecondarlo per sfruttare il mercato delle law a pagamento….invece che svegliarlo nei 12 mesi di lavoro……. il browser fa gia cose che nessuno sa….sia exlorer che mozilla o chrome o safari……ha gia la funzione blocca tutto solo quello che vuoi ecc….. bastava rendere di default questa funzione e lasciare il lavoro dei cookie al browser….ma così nn c’era giro di law…giro di soldi….minacce di multoni—-la law è nata in europa ma l’italia è uno dei principali finanziatori che paga lo stipendio a quei personaggetti li..poteva farsi sentire…. immaginiamci un navigatore che sta li a capire dall’elenco dei cookie quale è di profilazone quale è tecnico e a quale dare il consenso……..come andare al concessionario e sentirsi dire…ma io le do la macchina che vuole caro cliente ma lei deve darmi il consenso all’assicurazione al bollo…..roba da matti

  15. Luca Terribili
    Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 10:34 PM | Permalink

    Articolo geniale!

  16. Giulio
    Pubblicato il 2 giugno 2015 alle 11:52 PM | Permalink

    Trovo giustissimo che se un sito raccoglie dati su di me in qualsiasi modo mi dica cosa ci farà, e starà a me decidere, in modo consapevole, cosa fare.

    Quello che trovo profondamente ingiusto e spropositato è il fatto che per tenere il proprio sito a regola ed evitare le multe spropositate (minimo 6k) si debba pagare obbligatoriamente 150€ al Garante.
    Questo balzello è spaventosamente alto, e sono convinto che porterà alla chiusura di una quantità di siti, chiunque abbia una sua propria paginetta con un qualsiasi servizio (la gran parte del web non produce alcun profitto a chi lo gestisce), preferirà chiudere tutto per evitare rogne e costi.

    Se il web è la più grossa fonte di informazioni dell’umanità, questi costi sono probabilmente la più grossa operazione di oscurantismo.

    Senza contare che questi costi non vanno certo nella direzione di ridurre il divario digitale. Non solo chiuderanno moltissimi siti Italiani, ma anche i siti stranieri si auto oscureranno per l’Italia, onde evitare le su dette rogne.

    Cercando di essere propositivo direi che:
    è giusto che mi si avverta di quali dati saranno raccolti su di me, e cosa ci verrà fatto.
    Sarebbe corretto se i siti mi profilassero solo dopo il mio esplicito assenso, e che la profilazione non fosse condizione per l’uso di alcun sito.
    La cosa dovrebbe funzionare che: io navigo dove mi pare, e so che nessuno mi sta profilando, perchè senza il mio esplicito assenso è vietato. Poi se qualche sito vuole registrare le mie attività per analizzare quello che faccio benissimo, me lo chieda gentilmente, e io deciderò se accettare o meno. Ma sicuramente dovrebbe essere vietato bloccarmi (come avviene ora) l’accesso al sito se non voglio essere analizzato.

    Inoltre la notifica dei registri al garante della privacy deve essere gratuita, in modo da mantenere e stimolare lo sviluppo del web italiano (già tanto carente), allo stato attuale questa operazione sa di un tentativo di far cassa alle spalle del web, piuttosto che di un tentativo di garantire la privacy.

    Le multe mi sembrano un po salate, magari l’entità dovrebbe dipendere da altre cose, avendo un minimo molto più basso da applicare a chi per esempio dei dati degli utenti veramente non ci fa nulla.

  17. Salvatore
    Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 12:00 AM | Permalink

    Tanto lo so che dopo che avrò speso 150€.. Qualcuno se ne uscirà dicendo che è facoltativo tenerlo o addirittura che va tolto …

  18. Dani
    Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 10:48 AM | Permalink

    Io non ho capito granché francamente, i 150 euro si dovrebbero pagare solo per i cookie di profilazione di produzione propria? Se uso adsense non è necessario perché solo Google è tenuta a fare la comunicazione al garante? Basta il il bannerino? Se così fosse poco male, ma ho letto pareri discordi. Che mi dite?

  19. marcello
    Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 3:23 PM | Permalink
  20. Pubblicato il 3 giugno 2015 alle 9:39 PM | Permalink

    Roba da matti ‘sta legge del menga.
    Petizione firmata comunque, speriamo bene.

  21. Pubblicato il 4 giugno 2015 alle 5:39 AM | Permalink

    Eccomi! Mamma blogger con blogger con blog decennale o quasi e che non sa come diamine anonimizzare ga! Aiutoooo!!!
    Firmo la petizione perché davvero è la classica rottura all’italiana! Nel frattempo, qualcuno può aiutarmi a capire dove devo andare per rendere anonimo analytics? :P

  22. Pubblicato il 4 giugno 2015 alle 12:42 PM | Permalink

    Ciao Gianluca,
    Articolo brillante, complimenti.
    Quello che non mi piace tanto delle petizioni (ma le ho firmate comunque tutte, perché la cookie law è davvero kafkiana e quindi impone a noi tutti amanti del web di fare qualcosa) è che non offrono quella che anche secondo me sarebbe l’unica vera soluzione: rivolgersi a una decina di Browser invece che a miliardi di Siti.

    Se sei un navigante, devi saper governare la tua nave, cioè il browser. Ed esso contiene già le opzioni per gestire i cookie (cancellarli, inibirne solo un tipo etc.). Basterebbe creare uno standard che definisca un pulsantino ben riconoscibile per accedere a tali funzionalità (corredate da informativa multilingua) da far includere in tutti i browser et.. voilà!

    Niente più web insozzato da questo incubo burocratico che non farà altro che abituarci tutti a cliccare in modo sempre acritico su “accetto” per l’impossibilità materiale di leggere una policy per ogni sito che visitiamo…

    Per questo motivo ho lanciato anche io una petizione che, a differenza di molte altre, contenga soprattutto questa proposta, già ritenuta valida da molti addetti del settore.

    La trovi qui: Modifichiamo la cookie law in modo che sia riferita ai Browser invece che ai Siti!

    Sarei lieto di sapere cosa ne pensi!

  23. Salvatore
    Pubblicato il 4 giugno 2015 alle 2:57 PM | Permalink

    scusate ma ho l’impressione che ci siano un po’ di imprecisioni nell’articolo: anzitutto non è detto che uno debba anonimizzare l’IP, non c’è scritto da nessuna parte nel sito del Garante.

    La normativa è rivolta principalmente a chi fa profilazione utenti mediante cookie, i cookie tecnici sono esclusi da questo discorso e nel sito del Garante c’è scritto più volte. Quelli coinvolti sono, anche se non viene detto apertamente, i grossi social network (quelli devono pagare): se un blogger non sa cosa neanche cosa sia la profilazione, non deve bloccare o notificare un bel nulla, deve INFORMARE che esiste un tracciamento e rimandare alla policy relativa (quella di Linkedin, di Twitter, di Facebook e via dicendo). Tant’è che l’uso comune che si fa di analytics viene esplicitamente assimilato a cookie tecnico.

    Un po’ di attenzione, poi, se uno utilizza ads contestuali (non solo Adsense, anche TradeDoubler ed altri ancora), ma anche lì sono “cookie di terze parti”, non nostri, il problema si pone se uno utilizza metodi proprietari di profilazione, non se usa widget altrui.

    Abbastanza inutile firmare petizioni “di pancia” se non abbiamo le idee chiare su questo, parere personale.

    • Pubblicato il 4 giugno 2015 alle 4:10 PM | Permalink

      Ciao Salvatore,
      Per caso sei un legale o hai una dichiarazione di un legale in tal senso?
      Perché invece le risposte che finora ha fornito il Garante penso, purtroppo, che diano ragione all’articolo. Leggi la risposta alla domanda 6 nelle FAQ del Garante.

      Riporto un estratto:

      È necessario che l’utente venga adeguatamente informato, seppur con le modalità semplificate previste dalla legge, nel momento in cui accede al sito che consente la memorizzazione dei cookie terze parti, ovvero quando accede ai contenuti forniti dalle terze parti e, comunque, prima che i cookie vengano scaricati sul suo terminale.

      Il problema è che le così dette “modalità semplificate” non sono semplici per niente! Implicano il blocco preventivo dei cookie e la predisposizione di un banner che registri le preferenze dell’utente (competenze tecniche avanzate) e la redazione di una informativa estesa piuttosto dettagliata (competenze legali).

      Con un legale mio cliente stiamo cercando di trovare una ricetta che vada bene per il 99% dei siti, ma non è per nulla facile… specie considerando l’entità delle sanzioni minacciate!

      In un commento qui sopra ho fatto riferimento anche a un’altra petizione su change.org per proporre una modifica sostanziale della legge in modo tale che sia rivolta ai Browser piuttosto che ai Siti. (Una non esclude l’altra).

  24. Pubblicato il 5 giugno 2015 alle 9:12 AM | Permalink

    Ciao Gianluca, chiedo a te che sicuramente sei più informato e sai darmi indicazioni in merito.
    Sbaglio o il sito http://www.garanteprivacy.it/ non rispetta la legge? All’accesso io mi trovo 5 cookies installati senza richiesta, tra cui Piwik Analytics con cui sta monitorando quindi accessi e movimenti di ogni utente. Non parliamo poi di siti istituzionali come http://www.italia.it oppure http://www.interno.gov.it/it ecc. A me sembra una cosa poco seria.

  25. Nicola
    Pubblicato il 5 giugno 2015 alle 9:36 AM | Permalink

    Ottima la petizione, solo gli ogdati per la condivisione facebook non invitano molto a condividere

    suggerirei qualcosa tipo “la cookie policy ha rotto le palle” :))

  26. Pubblicato il 5 giugno 2015 alle 10:21 AM | Permalink

    Articolo intelligente e non posso che concordare sul pressapochismo di questi provvedimenti e sui vantaggi, per l’utente stesso, della profilazione…ma, perdonami, la battuta sulle mamme blogger era triste.

  27. Pubblicato il 5 giugno 2015 alle 11:34 AM | Permalink
  28. Mario
    Pubblicato il 5 giugno 2015 alle 2:01 PM | Permalink

    LA SOLUZIONE A TUTTO QUESTO CASINO E’ SEMPLICISSIMA

    Basta legiferare sui BROWSER anzichè sui SITI/BLOG. Obbligare i browser, quindi, a integrare un pulsante sempre visibile che consenta di accettare o non accettare i cookies di profilazione con un click!

    ECCO LA PETIZIONE DA FIRMARE, CHE CHIEDE PROPRIO QUESTO

    https://www.change.org/p/chiediamo-al-garante-della-privacy-di-modificare-la-cookie-law-in-modo-che-sia-riferita-ai-browser-piuttosto-che-ai-siti

  29. Davide
    Pubblicato il 5 giugno 2015 alle 3:31 PM | Permalink

    Questa è una legge EUROPEA che è stata fatta anni fa, è stata adottata dai vari stati membri, infatti se fate una ricerca su internet troverete informazioni in Francia,Germania ecc.. alla fine è stata recepita anche da noi.
    Tradotto: le petizioni non servono ad un cavolo, ormai la legge è fatta e sarà applicata, come lo è stato in tutta Europa.

    Sarà meglio che facciate sta cavolo di pagina informativa sulla privacy/cookie: è una roba da poche ore, basta accendere il cervello, e smettiamola con la scusa delle massaie.
    Siete informatici, vi dovete evolvere sia sulle novità tecniche che legislative, altrimenti resterete indietro.

  30. Pubblicato il 8 giugno 2015 alle 1:58 PM | Permalink

    Sono d’accordo sul fatto che molti “sitarelli”, di fronte a questi impegni sovradimensionati, chiuderanno o disattiveranno tutti gli elementi (pulsante mi piace, condividi, commenta, pubblicità, mappe, ecc…) che rendono più attraenti e fruibili praticamente tutti i siti web di oggi.
    Purtroppo però devo dire che secondo me il problema sulla privacy esiste davvero ed è grosso…. il fatto è che il web si è svoluto in modo tale da non farci rendere conto di quante informazioni private mandiamo dappertutto senza saperlo. O comunque, laddove anche lo dovessimo sapere, i “vantaggi” che ci attraggono nel web superano di gran lunga il problema della nostra privacy.
    A mio avviso questo è degenrato soprattutto da quando hanno preso piede i social network, ed oggi viviamo in un mondo in cui tutti hanno la disperazione di pubblicare e condividere tutto di se stessi (sono crollato quando su facebobok, fra le varie cose, ho iniziato a vedere ragazzi pubblicare la foto della patente appena presa… dopo poco tempo mi sono cancellato e ora sto da Dio!).
    Non s se qualcuno lo ricorda, ma prima dei social network si aveva la paura anche solo a rendere pubblico il proprio nome e cognome, e si utilizzavano dei nickname (stellina84, drago78, ecc.). Dopo i social network invece siamo come impazziti, e pubblichiamo quante più cose personali possiamo.
    Tutto questo per dire che, da un lato penso che ormai non interessi più a nessuno tenere private le proprie informazioni, e dall’altro lato però questo non vuol dire che in automatico io gestore di un sito posso decidere in autonomia di collezionare tali informazioni.
    Nonostante tutto ciò, sono d’accordo con quanto scritto nell’articolo, cioè in poche parole ci vorrebbe un sistema che limiti le responsabilità dei titolari di un sito/blog… una semplice informativa sulal privacy posso pure capirla, ma da qui a dover elaborare un sistema che agisca in modo maniacale ed ossessivo su tutte le fonti di prelievo-dati (nonché la necessità di aggiornarle costantemente vista la velocità con cui si evolve il web) mi sembra da malati mentali.
    Ma la cosa che mi ha stupito davvero è un’altra: qualcuno sa spiegarmi perché nessuno ha informato me e tutti i gestori di siti/blog dell’imminenza di questo provvedimento? Io l’ho letto per caso e giusto due giorni prima del 2 giugno, e mi sono dovuto ammazzare per tamponare temporaneamente la situazione sui siti che gestisco eliminando le mappe di google ed i pulsanti social.
    Se il garante fosse stato più attento, pens che avrebbe perlomeno potuto (o dovuto!) comunicare la notizia a tutti i fornitori di hosting web i quali a loro volta avrebbero così potuto informare tutti i loro clienti.
    Se la legge non ammette ignoranza allora che mettano l’obbligo di laurea in giurisprudenza per tutti.

    • Alex
      Pubblicato il 9 giugno 2015 alle 12:00 PM | Permalink

      Il problema serio della privacy online non sono i siti “pubblici” presenti sul web, ma riguardano Facebook, Google e tutti quei grandi colossi che salvano le tue abitudini, la navigazione, i tuoi acquisti sui propri server. Siamo seri, un banner di remarketing non mi sembra una violazione della privacy, ne credo vada limitato.

    • Pubblicato il 9 giugno 2015 alle 1:15 PM | Permalink

      Sì infatti sono questi colossi che detengono veramente informazioni sensibili, come i dati anagrafici, il codice fiscale, informazioni sulle carte di credito, ecc. Penso a siti come appunto Google o Facebook ma anche siti come eBay che hanno veramente tutte le nostre informazioni.
      Alla fine i siti che si servono solo dell’indirizzo IP diciamo che sono il male minore… riconoscono semplicemente un terminale, non una persona (o almeno credo).

  31. Lucia
    Pubblicato il 21 giugno 2015 alle 10:34 AM | Permalink

    Potreste provare a contattare Avaaz per dare visibilità alla petizione.

  32. sorate
    Pubblicato il 26 agosto 2015 alle 3:57 PM | Permalink

    Questa legge conta come la forchetta nel brodo…Io voglio essere profilato…voglio mi si presenti pubblicità che mi interessa e non le dentiere o i rolex..voglio accedere alla banca da casa…comprare da unieuro o mediaworld…i cookie servono a questo ..senza cookie il web non esiste…cosa serve dover dare il consenso….se io compro pc e metto adsl è perchè voglio navigare..altrimenti vendo tutto e apro un libro….la vera motivazione è politica…cercare di fermare il web dei piccoli che è poi quello che forma le coscenze…mavovra compresa nel pacchetto di distruzione della zona euro… che si è gia vista in altri settori… il garante non da multe da 120000€ a chi continua a chiamare a casa nonostante sono iscritto al registro delle opposizioni……manco se ammazzo 10 persone mi danno una multa del genere..ma questi credono che siamo così coglioni? il garante non si preoccupa se io registro un dominio .it e mi vedo i miei dati il mio indirizzo il tel e la email pubblicate nel whois…… quelli si che sno da tutelare e nascondere altro che i bscottini……. mi fa veramente schifo questa europa…. e un po anche chi difende questa legge…proprio quelli che attraverso il loro amato whats app e altre app sul telefono accettano come da installazione che i signori delle app vadano a prendere quello che vogliono dentro il loro telefono…siete patetici..acconsentite a sconosciuti di prelevare tutto quello che avete dentro il telefono e appoggiate la cookie che vi tutela….non avete capito nulla..il web non è la vostra professione…. un qualunque avvocato puo smontare la multa essendo una legge inapllicabile perchè richiede interventi tecnici…incostituzionale, e piena di falle che possono essere usate in un ricorso…ai primi procesi farsa verrà eliminata e il garante attuale se non sbaglio ex senatore e deputato…..avrà fatto la sua bella figura di incompente asieme a tutte quelle organzzazioni che lo hanno affiancato e si sono limitate ad assecondarlo per sfruttare il mercato delle law a pagamento….invece che svegliarlo nei 12 mesi di lavoro……. il browser fa gia cose che nessuno sa….sia exlorer che mozilla o chrome o safari……ha gia la funzione blocca tutto solo quello che vuoi ecc….. bastava rendere di default questa funzione e lasciare il lavoro dei cookie al browser….ma così nn c’era giro di law…giro di soldi….minacce di multoni—-la law è nata in europa ma l’italia è uno dei principali finanziatori che paga lo stipendio a quei personaggetti li..poteva farsi sentire…. immaginiamci un navigatore che sta li a capire dall’elenco dei cookie quale è di profilazone quale è tecnico e a quale dare il consenso……..come andare al concessionario e sentirsi dire…ma io le do la macchina che vuole caro cliente ma lei deve darmi il consenso all’assicurazione al bollo…..roba da matti

    Leggi il resto http://www.minimarketing.it/2015/06/bloccailcookie-ma-anche-torniamo-seri-grazie.html#ixzz3jvgVhYZK
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