Il tramonto del megabrand e il brodo primordiale dei microbrand

Che bisogno c’è di avere un marchio preferito quando con Google o Amazon possiamo sceglierlo sul momento e per il momento? E allora lentamente i megabrand si dissolvono, perché diventa inefficiente il broadcast pubblicitario che ne aveva fatto la fortuna. Ma allo stesso tempo nascono nuovi brand, più piccoli, più di nicchia. E i nuovi megabrand sono gli strumenti che usiamo ogni giorno per scoprire i microbrand: Facebook, Amazon, Google, Apple.

“Qual è il tuo brand preferito nel fashion?” “Uhm, uhm”. La studentessa all’esame non si aspetta una domanda fuori copione. La tranquillizzo – “la domanda non farà media, non si preoccupi”. Si rilassa: “Nessuno in particolare, cioè, dipende, nel momento in cui ho bisogno di qualcosa. Ma non è che nel resto del tempo ci penso più di tanto. Forse, ecco, Instagram vale come risposta?”.

I segnali di tramonto del brand tradizionale sono attorno a noi. Vale per gli hotel, per la moda, perfino per la pasta. Uno studio pubblicato negli Stati Uniti indica come il numero di persone abbienti che riesce a indicare precisamente un brand “preferito” in alcuni settori è diminuito anche del 50 per cento.

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Gianluca Diegoli
Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management nel settore digitale. Lavoro su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane.
Ho fondato la scuola di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli. Insegno digital marketing all'Università IULM di Milano.
Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri libri.

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Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management nel settore digitale. Lavoro su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho fondato la scuola di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli. Insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore e Social Commerce per Apogeo, e altri libri.

4 pensieri su “Il tramonto del megabrand e il brodo primordiale dei microbrand”

  1. Articolo molto interessante, come sempre. Segnalo solo un possibile all’ultimo rigo: “è diminuito dal 25 al 50 per cento”. Forse dovrebbe essere al contrario?

    1. ciao, è la percentuale assoluta a essere calata del 25-50%.
      in effetti non è chiaro, l’ho riscritto e chiesto di riscriverlo anche nell’articolo originale.
      grazie!

    2. Grazie a te per il chiarimento (probabilmente, la lettura da smartphone è stata eccessivamente superficiale) e per gli spunti che ci dài (non lo dico per piaggeria).

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