Social Commerce, il mio libro sui nuovi modi di fare e-commerce

È arrivato!

Social Commerce, il mio libro sui nuovi modi di fare e-commerce Il mio libro su social commerce (e altri modelli di ecommerce attorno al cliente — come da sottotitolo :-) è disponibile su Kindle, in ePub (Ultima Books, Book Republic), iBooks, Google Play e in versione cartacea.

In questa pagina segnalerò attività, presentazioni e altri eventi che riguardano il libro. Puoi lasciare la tua recensione qui sotto, su Amazon, Twitter e Facebook, con l’hashtag #socialcommerce o con questo simpatico widget.


Naturalmente per seguire da vicino le vicende c’è un account Twitter (@solomocommerce) mentre sul sito di Apogeo c’è la preview dell’indice e del primo capitolo.

Di che parla?

Parla in sostanza di everywhere-commerce: modelli di business differenti dal catalogo, vendita facilitata e sorretta dai social media e dalle community, più che NEI social media, nuovi modelli di interazione con il cliente e con i contenuti, innovazione sociale a tutti i livelli, fino alla consegna e all’integrazione nel punto di vendita.

Qualcosa ho riassunto in questa presentazione.

Per chi è?

I mutamenti che la Rete produrrà nel modo di creare, distribuire, promuovere, scambiare beni e servizi sconvolgeranno in modo radicale il sistema economico, in uno scenario che vedrà operatori di tutti i paesi vendere a livello internazionale. Il mutamento è economico e sociale ancora prima che tecnologico.

Questo libro vorrebbe essere utile per gli imprenditori nell’indirizzare investimenti e strategie dei prossimi anni:

  • individuando trend tramite l’osservazione di casi a livello internazionale;
  • identificando modelli innovativi di ecommerce, basati sul ruolo che i social media stanno assumendo nella vita delle persone;
  • valutando al di là delle mode, che spesso portano a sopravvalutazioni dei ritorni immediati;
  • suggerendo esperienze e pratiche di successo da applicare concretamente al proprio business.

Uno scenario in cui sarà necessario sfuggire a rischi come:

  • separare canali digitali e fisici dell’azienda: l’ecommerce deve fondersi nel business aziendale;
  • non riuscire a distinguere quale modello di social commerce applicare al proprio prodotto;
  • sopravvalutare o sottovalutarne i ritorni degli investimenti: le dinamiche sociali lavorano spesso a monte, nel momento della formazione dell’awareness e della reputazione.

Non si può ovviamente prevedere il futuro dell’ecommerce e del social commerce, ma è possibile intuire quale sarà la direzione che prenderà. L’ecommerce non sarà più un universo parallelo ma si discioglierà all’interno delle svariate interazioni tra azienda e cliente. Verrà messo in discussione il concetto di ecommerce freddo, self service: il compratore non è interessato solamente alla convenienza di prezzo e ma anche al lato sociale, culturale e di intrattenimento che l’ecommerce potrà svolgere.

Per fornire uno strumento pratico e immediatamente utilizzabile, i dati e fattori chiave del proprio social commerce (esistente o progettato) sono inseriti all’interno del Business Model Generation Canvas, e alla fine di ogni paragrafo ci sono le domande che ogni imprenditore dovrebbe porsi, per capire dove indirizzare gli sforzi pratici e sfuggire — come detto — alle trappole.

Cosa ne avete detto voi