Al mercato ambulante rionale

Qualche giorno fa sono stato al mercato ambulante rionale, dove lo white urban marketing man with mobile phone del catalogo di images.com non passa mai.
E’ un’esperienza interessante. Provatela, se vi capita. Attraversatelo.
Vi renderete conto subito che esistono bisogni e soggetti che nemmeno sospettiamo. Tutti abbastanza in basso nella piramide di Maslow. Esistono persone che hanno un solo bisogno: parlare. Oppure il bisogno di non doversi vestire bene, o di non sentirsi piu’ brutti degli altri. O di ritrovare altri della stessa età. Che hanno una voglia pazzesca di contrattare, se non altro per passare il tempo. Che odiano il Salvatempo al laser dei centri commerciali, perchè il tempo è l’unica cosa che hanno di superfluo. Che non si possono spostare all’outlet o all’ipermercato a 40 Km per accapparrarsi i primi 10 DVD player a 29 euro. Poi neanche sanno cos’è un DVD. Che vogliono che sia qualcun’altro a pesare la verdura e vogliono poter toccare la merce. Che non si trovano a loro agio nell’entrare nei negozi scintillanti a ingresso libero, ma a visita ed uscita ben osservate e soppesate. Che vogliono ancora credere nell’esistenza dei jeans da 9 euro, dei berretti da due euro, dei giochi per bimbi da tre euro.
Non è sorprendente che siano cinesi, indiani e maghrebini a rispondere a questi bisogni in modo crescente. Da minoranza a minoranza, forse ci si capisce meglio.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

6 thoughts on “Al mercato ambulante rionale”

  1. Bel post!!
    E’ bello vederecome da qualcuno sia ancora apprezzata la presenza di certi spazi, che richiamano alla mente ormai decisamente altri tempi, altri ritmi di vita, lancette di altri orologi…
    Oddio scusa scappo che mi sta suonando il secondo telefonino nella giacca!! ;-)

  2. ma che altri tempi!!!!
    i mercati e i negozi ci sono sempre stati e sempre ci saranno!!!
    siete sicuri che tutti vorranno stare in macchina per ore e non parlare mai con nessuno e vivere nell’aria condizionata?
    mi piace ciò chew scrivi: sei bravo, sei grande!
    non è minoranza però!
    non siamo una minoranza!!!
    non ammantiamo le cose che ci appartengono di poesia bucolica.
    dietro ai centri commerciali ci sono forti fortissimi interessi industriali internazionali. il mercato non è bello perchè è di una minoranza: il mercato è bello perchè da da mangiare a 150mila famiglie, che lo fanno il mercato!!!
    e che appunto, “Che vogliono ancora credere nell’esistenza dei jeans da 9 euro, dei berretti da due euro, dei giochi per bimbi da tre euro.”
    ciao ciao
    Valeria

  3. Sono belle tutte queste cose che si dicono. Ci sono tanti modi di vivere, ognuno vive in un certo modo. Ma a chi piace la semplicità, chi cerca qualcosa nello sguardo delle altre persone, chi si guarda bene in giro per capire e capire se stesso in relazione a tutto e a tutti quello quelli che ci sta stanno intorno..insomma, il mercato è bello perchè la gente è più semplice e spontanea di tanta altra gente che magari vive in ambienti più sofisticati. Tutto qua, questa è una verità.

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