Dal pricing si capisce che i cinematografari non hanno capito

Ho letto stamattina al bar che un “DVD scaricabile dalla rete” (sic) costerà dai 16 ai 24 euro, se appena uscito, e circa 8 euro se vecchio.
Se avessero capito come funziona la rete, avrebbero fissato i prezzi esattamente al contrario: prezzi alti per film vecchi (introvabili online e per appassionati disposti a pagare), e prezzi bassi per film nuovi, per fare concorrenza a Bittorrent, in cui li trovi in meno di 5 minuti, che a loro piaccia o no.
Il valore sta nella coda.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

4 thoughts on “Dal pricing si capisce che i cinematografari non hanno capito”

  1. Sottoscrivo quanto da te osservato. Lo stesso ragionameno lo potremmo poi estendere anche all’industria discografica, se pensiamo a quanto sia folle il prezzo di un cd.
    Speriamo nel “meglio tardi che mai”.
    Jacopo

  2. Tutto vero. Il problema è che il modo in cui si fa il pricing. Ossia prodotto su prodotto,senza una logica di portfolio, pensando esclusivamente al superamento di ogni singolo break-even nel minor tempo possibile.
    Il che non è sbagliato, ma spesso porta a trascurare il reale valore offerto al cliente. La tua osservazione è correttissima, ma un sistema di prezzi come quello che proponi si basa su una correlazione forte tra valore offerto (film introvabili) e prezzo, che è molto diverso dal cononico rapporto tra “costi ancora da recuperare” e prezzo.
    Significa cambiare punto di riferimento nel pricing e, di fatto, anche gran parte del sistema con cui le major pretendono di andare avanti.
    Proprio in questi giorni Apple sta ridiscutendo i contratti con Emi, Sony etc. e sai qual’e’ la grande idea di questi signori (osteggiata alla grande da Steve Jobs)? Prezzi differenziati per i dischi su iTunes, alti per i dischi più richiesti e bassi per i più datati, se non l’hanno ancora capito con i CD, dopo i soldi che hanno perso in passato prima di iTunes, figurati con i film!

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