Sapere cose vs sapere come trovarle

La differenza tra la dinamica della conoscenza attuale (pesantemente influenzata dalla condivisione della rete) rispetto a – che so – quindici anni fa, è che una volta il tuo vantaggio competitivo (di consulente, ma anche di semplice impiegato) che risiedeva nel conoscere era difendibile con poco sforzo ma raggiungibile con molta fatica dagli altri.

Ora, in cui il network (non solo tecnologico) è ubiquo e strabordante di informazioni, il vantaggio competitivo non è più nel conoscere (che diventa obsoleto molto più rapidamente), ma nell’essere più efficienti ed efficaci nel sapere come e dove procurarsi l’informazione.

Tutto questo solo per spiegare la vicenda di due miei amici che un mese fa non sapevano neanche cosa fosse un navigatore GPS, e ora potrebbero tenere corsi di formazione a pagamento. Entrambi hanno un vantaggio competitivo nel sapere e nell’intuire (per esperienza, ma anche per dote naturale, come dei sensitivi) come reperire le informazioni, che esistono e sono praticamente pubbliche (o raggiungibili)*.

Ora, se dovessi mai assumere qualcuno, non gli chiederei più (non solamente) che sa, ma (soprattutto) come pensa di trovare quello che saprà.

* Io nel mio piccolo, ieri in dieci secondi con una ricerca sul web ho capito cosa è un BRI. Dieci anni fa avrei dovuto pagare un caffè a un tecnico per farmelo spiegare.

Vuoi i nuovi post ogni venerdì alle 9?

Altro sull’argomento

Cinque modi per farsi male con un tweet sponsorizzato

Cinque cose che nell’ecommerce dobbiamo imparare dalle televendite

C’erano un centro media, un digital marketer e un cliente al bar

Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

12 pensieri su “Sapere cose vs sapere come trovarle”

  1. durante le sue lezioni, Umberto Eco ha sempre detto che “il ruolo dell’Università non è quello di insegnare delle cose, ma quello di insegnare a cercare le informazioni di cui si ha bisogno”. l’ho trovato molto saggio allora, lo trovo saggio tuttora. ecco, magari se studi medicina meno…

  2. Ma questa sovra esposizione trasforma anche il modo di risolvere i problemi e le nostre capacità cognitive. Siamo come gli attori o i camarieri che sviluppano una memoria sul breve periodo sacrificando qualla sul lungo periodo.
    Mi è capitato (ma forse solo a me)di dover trovare le stesse informazioni più volte a distanza di tempo, le stesse informazioni, trovate nello stesso modo, per risolvere lo stesso problema.
    Sarò un caso isolato, magari una ricerca in internet potrebbe aiutarmi..
    Cosa stavo dicendo ??

  3. E’ capitato anche a me l’episodio di Tacus, del resto mi sembra che la quantità d’informazioni e di nozioni di cui si necessità sia aumentata di parecchio. Specie poi quando ciò che cerchi non riguarda direttamente il tuo campo ma ti serve “al volo”.

  4. Concordo, il ‘cosa’ è talmente mutevole che diventa molto più importante il ‘come’ (arrivarci).
    Si parlava anni fa della figura dell’infomediario, ma più che mediatori di informazioni credo che oggi ci sia bisogno di ‘poeti’ dell’informazione, cioè persone che sappiano raccogliere dalla rete di fonti e stimoli che ci circondano e poi rielaborare personalmente.
    Della mia carriera scolastica ricordo con gratitudine due professori, l’ho capito cominciando a lavorare, ma entrambi mi hanno insegnato a pensare più che passato nozioni.

  5. Stupendo post che segna con ispirante lucidità la rivoluzione dell’informazione attualmente in corso.
    Dalla primordiale tradizione orale si è passati alla tradizione scritta, perchè con il crescere delle informazioni non tutto era più memorizzabile.
    E ora siamo di fronte a una nuova rivoluzione culturale: il problema non è più soltanto la memorizzabilità di un concetto, ma il suo continuo rinnovarsi ed evolversi: la verità (storica, culturale, tecnologica, ecc.) non è più stabile ma si modifica con una rapidità sempre crescente.
    E la capacità di rinnovarsi e crescere continuamente è la vera sfida del nostro secolo…

  6. Vero solo in parte, ci sono informazioni che è difficile reperire… Alcuni mesi fa ho ricercato dati sulla carriera militare dell’attore James Stewart. Le risposte + soddisfacenti le ho trovate sull’edizione americana di WikipediA, ma erano comunnque insoddifacenti, per un generale di brigata dell’USAF…

  7. Bel post, hai centrato un concetto fondamentale del nostro stadio culturale. Non è importante AVERE conosccenze ma saperle reperire e saperle utilizzare.

I commenti sono chiusi.