fbpx Scroll to top
  • Marketing e interazioni tra persone e aziende, dal 2004

Il blog della principessa Piggy (è tutto vero)

Da Pubblicità Italia:

Principe San Daniele trova una principessa con Lowe Pirella Fronzoni

E’ online dal 2 gennaio 2008 il sito www.principessa-piggy.it/www.piggy-the-princess.com (ndr: scritto così) , un progetto ideato da Lowe Pirella Fronzoni per Principe di San Daniele che rappresenta una novità all’interno del panorama della comunicazione nel settore dei salumi.

[11/01/2008 – 17.40]

Navigando all’interno del sito, una serie di filmati svelano la storia della principessa protagonista del racconto che, come nelle favole, è alla ricerca del suo principe. La principessa è sempre stata in compagnia del suo maialino Piggy, che le valse il soprannome affettuoso di principessa Piggy (ndr: no, non è come state pensando, maligni!). Adesso che la principessa è una donna, è ancora alla ricerca del suo principe e presto scoprirà di avere la capacità di riconoscere i maiali (ndr: come molte altre donne, del resto) che saranno selezionati per diventare i prodotti Principe San Daniele. Proprio allora anche l’utente capirà che l’intero progetto è firmato Principe di San Daniele.
Il sito della Principessa Piggy è supportato da attività di viral marketing (ndr: sto sudando) e da un blog http://blog.piggy-the-princess.com (ndr: da vedere) che completano l’attività di comunicazione interattiva.”

Ora, io non so se questo è il futuro del marketing digitale interattivo, ma se lo è, devo trovarmi, e presto, un altro futuro.

Puoi leggere anche

18 commenti

  1. che maialata (ndr: il primo pensiero che mi è passato per la mente)

  2. posso lasciare un commento con scritto solo “ROTFL”?

  3. Eh già, ma così fai il gioco della Principessa Piggy. Tu la linki, qualcun altro linkerà te, e in una decina di giorni il gioco è fatto, l’intera blogosfera italica si appassionerà alle avventure di Piggy. Piggy diventerà un serial e sostituirà Dr. House su FoxLife.
    Aspè. Forse sto correndo troppo.

  4. Ma forse si dovrebbe chiamare la protezione animali per denunciare il maltrattamento dei maialini nei video.

  5. funzionerà perché è trash? (ndr: il secondo pensiero che mi è passato per la mente)

  6. ma poi, la piggy li sceglie, i maialini, e la ditta che ci fa – i salami? E’ pure quasi cannibale, e molto crudele, la principessa. Fortuna che giocava da piccola con i maialini, ‘sta malata di mente.

  7. beh, la storia ci insegna che il marketing sputtana tutto (scusate il francesismo), perché allora stupirsi, quale altro futuro è possibile?
    I mercati sono conversazioni, bisogna però vedere cosa si dice in queste “conversazioni”…

  8. @mr oz: temo si grugnirà, in queste conversazioni del futuro :-)

  9. Macabro. E’ la storia di una condannata a morte.
    Bleach.

  10. E’ di moda, sarebbe da scendere in piazza e protestare, con una spilla da balia nella guancia. No future, no future for you (sex pistols)

  11. La cosa più triste è l’insulto che questo blog fa all’intelligenza di Emanuele Pirella che guida l’agenzia che lo ha realizzato.

  12. @giusec
    non preoccuparti, questa gente non sa nemmeno cosa sia un backlink :-)

  13. @gianluca
    si dai, cambiamo vita, che ne dici di aprire un allevamento di suini in societa’?
    :)
    Ma che tristezza.

  14. @markingegno: no, mercato saturo. io punterei su maialini da compagnia, rosa winx.

  15. Oppure ci tappiamo tutti il naso e pensiamo solo a fare quattrini come consulenti.
    A trovarne di aziende cosi’ ;-)

  16. ma sono veramente convinti che, con tutte le conversazioni reali (online e offline) che ci sono da seguire, uno si metta dietro al fintoblog di Piggy?
    E qual è il nesso logico fra seguire le avventure di Piggy e poi andare in negozio a comprare due etti in più di San Daniele?
    A meno che non abbia ragione il berlusca (cito a memoria), a ipotizzare che il pubblico (o forse lui parlava degli elettori) sia tutto al livello di bambini scemi, quasi sempre ci si azzecca..

  17. Avrebbero potuto riproporre Miss Piggy del Muppet Show…

  18. Bella idea, realizzazione un po’ sottotono, “attrice” un po’ troppo scazzata.
    Nulla a che spartire con il sito, da cui avranno preso l’idea, “Great Pocket” realizzato per la Nokia.