Il cestinometro del marketing – Return On Inutility

Domitilla da un po’ di tempo tiene una specie di rubrica improvvisata, che si basa sull’osservazione di un cestino, sempre quello: in pratica, ogni giorno che sulla metro c’è una copertina brandizzata della free press, il cestino si riempie in vari livelli, e lei lo fotografa.

Quindi è vero, le persone non ignorano la pubblicità, tutt’altro: anzi, si prendono la briga di strapparla dal giornale e di gettarla nella spazzatura, in modo molto interattivo, multicanale (da migliorare il canale del riciclo, in questo caso) e oggettivamente sorprendente.

Salvo poi che le aziende (come Microsoft in questo caso) non facciano delle pubblicità talmente incomprensibili da non suscitare nemmeno un tale istinto. In ogni caso si tratta di una misurazione inversa del ROI, cioè il Return On Inutility.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

2 thoughts on “Il cestinometro del marketing – Return On Inutility”

  1. PROMEMORIA PER IL FUTURO: ricordarsi di mettere in pratica tutte le idee che mi vengono –forse anche quelle banali– prima che lo faccia qualcun altro ;)

  2. Bellissimo il cestinometro…Veramente un gran bello strumento di misura :) Sembra banale, ma effettivamente alcune pubblicità istigano alla cestinatura più di altre.

I commenti sono chiusi.