L’agenzia sbaglia il tweet? C’è un’app!

 

The Secure Profiles tool was created in response to several recent high-profile PR incidents including personal messages sent from @ChryslerAutos and @RedCross profiles causing confusion and embarrassment plus affecting brand sentiment.

This tool adds to HootSuite’s security-specific features including multi-tiered account provisioning which can help prevent situations like the intern meltdown at fashion designer @marcjacobsintl.

via HootSuite Adds Secure Profile Tools for Enterprises.

In pratica, se non puoi proprio fare in modo che

  • chi scrive sia davvero “l’azienda”, e non un dipendente di un’agenzia che deve twittare (e magari confondersi) tra tanti clienti, con un interesse pari a zero
  • chi scrive non sia un bimbominkia svogliato e distratto

ora esiste un tool che ti chiede fino a tre volte se sei proprio sicuro di voler mandare davvero quel messaggio ai follower aziendali e non ai tuoi quattro amici sfigati, oppure ti crea il workflow un filtro in modo da fartelo approvare prima dal tuo superiore (cioè, si ritorna all’antico comitato di redazione aziendale, madre di tutte le sconfitte).

Forse, come il piccolo caso iPhone by Sony Ericsson dimostrò, però il tool servirebbe anche da noi.

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C’erano un centro media, un digital marketer e un cliente al bar

Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

2 thoughts on “L’agenzia sbaglia il tweet? C’è un’app!”

  1. Il Tool avrebbe forse salvato l’agenzia che seguiva Chrysler (dal perdere il cliente: goo.gl/UNtd0 )… ma non avrebbe potuto sostituire il telefono nelle mani della povera Editor di H-art che scriveva per Sony Ericsson :)

  2. “sfortunatamente” diversi studi sull’usabilità hanno dimostrato che le richieste di conferma sono sostanzialmente inutili da questo punto di vista. gli utenti sviluppano col tempo una routine automatica per portare a termine il task (il fatto che invece di essere “click” sia “click slide slide slide” fa ben poca differenza) e agiscono automaticamente anche sulle popup di conferma, senza prestare alcuna attenzione.

    M

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