Perché invece la nuova vita di Libero.it è interessante

Il portale, che vanta la più vasta community italiana (12 milioni di visitatori mensili, 8,3 milioni di account mail), rimarrà, dunque, nelle mani del magnate egiziano Naguib Sawiris, mentre da marzo Vimpelcom controlla totalmente Wind con cui forma la quinta più grande compagnia di telefonia mobile mondiale.

via PI: Libero.it, la rinascita.

Tra un addio e l’altro nel mondo dell’editoria, è passata in sordina la notizia che il più grande portale italiano si stacca dal cordone ombelicale dell’operatore telefonico ormai russofilo; mentre Virgilio, Tiscali, in maniera minore Fastweb continuano nel loro ruolo osmotico con la rispettiva telco.

Qualche settimana fa a Perugia discutevo con Gaspar sul ruolo “televisivo” che hanno nell’economia della rete italiana i portali generalisti, sostenendo che finché la loro esistenza era dettata dalla necessità di vendere servizi telefonici (e nutrita all’opposto dalle impostazioni di default che i nuovi abbonati ricevono, posta elettronica inclusa) non si potesse fare un quadro obiettivo di quanto fossero in realtà “sostenibili” fuori da quel ruolo. E’ notorio infatti che quasi metà delle visite a questi portali dipendono dalla consultazione dell’email — e mentre la controlli, sbirci un po’ le notizie di tutti i tipi.

Ruolo televisivo insomma, in cui questi portali cercano notizie che possano stare sotto la linea del minimo comune denominatore dell’utente medio, con la filosofia del non mai citato abbastanza Foster Wallace

And I’m not saying that television portals is vulgar and dumb because the people who compose the Audience are vulgar and dumb. Television Portal is the way it is simply because people tend to be extremely similar in their vulgar and prurient and dumb interests and wildly different in their refined and aesthetic and noble interests.

Libero quindi ha la possibilità di disegnare il proprio futuro senza problemi di dover vendere ADSL o essere condizionati dal grande fratello telco. Le grandi domande sono:

  • come competere nelle notizie contro i più reputati giornali?
  • come competere nella personalizzazione contro i social network che ti danno newsfeed scelti dai tuoi amici?
  • quale valore aggiunto dare ai lanci di agenzia che riprendono?
  • come competere nella news e nicchie di community contro cose come il Fatto Quotidiano, nuovi giornali online come ilpost, linkiesta, l’indro e altri?
  • come non soffrire la migliore content curation del nanopublishing?
  • come evitare che l’età del proprio pubblico si adegui inesorabilmente a quella televisiva?
  • come avere un’anima unica e riconoscibile, nel puzzle di servizi e canali disparati?
  • come evitare di avere cannibalizzata la propria raccolta pubblicitaria da chi è direttamente connesso allo scopo (Adwords) o da chi è direttamente connesso al profilo (Facebook)?

ma soprattutto, come fare per evitare che la rincorsa al numero, e quindi al minimo comune denominatore, ne faccia un ricettacolo appunto di tutti i nostri vulgar and prurient and dumb interests? O magari invece questa ricerca verso l’abisso ne fa un target più appetibile per la pubblicità, ormai efficace soprattutto nelle fasce meno sofisticate? Se avete le risposte, mettetele pure qui sotto.

PS: è passato senza clamore anche che ValueTeam è stata venduta ai giapponesi.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

3 thoughts on “Perché invece la nuova vita di Libero.it è interessante”

  1. Un portale è un portale è un portale è un portale. Cambiare pelle non sarà facile.
    E ancora più difficile sarà evitare i contenuti morbosi e pruriginosi se si vuole vendere pubblicità banner al chilo.

  2. Non sapevo che il portale Libero non aveva cambiato proprietà insieme a Wind.

    Difficile prevedere gli sviluppi, potenzialmente hanno molte possibilità ma dipende dalle strategie che ha in mente la proprietà… vedo difficili però cambiamenti radicali, la mia sensazione è che continueranno a mungere il pubblico generalista finchè i numeri degli account mail in uso glielo permetteranno.

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