Sky contro Current, soldi contro community

Stefano Epifani su Punto Informatico scrive l’articolo definitivo sulla vicenda Current vs Sky. Un articolo che condivido dall’inizio alla quasi fine. Perché quasi? Perché nelle conclusioni ne esce nella sua visione un quadro deluso e disilluso della vicenda, in cui Current “usa” il suo social capitale in modo improprio e in cui i “blogger” (intesi più che altro — credo — come i twitterer) sono pecore che non si fanno troppe domande e ritrasmettono il messaggio della loro community.

Ma soprattutto non ne esce bene Al Gore, che invece di adoperarsi per risolvere il problema reale – che comunque è un problema relativo al modello di business della sua creatura – ha spinto le persone che credono in lui ed in ciò che rappresenta ad una protesta che sposta pericolosamente gli equilibri del gioco da una partita di principio ad una partita di portafoglio.

via PI: In Controluce/ Sky, Current e l’apologia di un universo ingenuo.

In realtà credo che ogni azienda illuminata, come Current Italia fa da anni, accumuli attraverso il consolidamento, la partecipazione e la nutrizione della propria community (di cui intendo la sostanza, non la forma o la piattaforma) un capitale sociale di reputazione, relazioni e affetto a volte anche irrazionale che può — in qualsiasi momento e soprattutto quando è messa a repentaglio la propria stessa esistenza — utilizzare come arma impropria (o assicurazione sulla vita, vedete voi la metafora più consona) contro il capitale economico di aziende molto più potenti.

E’ secondo me un passo importante, in cui il web entra direttamente nell’economia reale, in cui può influire sul mero scambio economico, in un modo che forse ancora non avevamo immaginato.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

12 thoughts on “Sky contro Current, soldi contro community”

  1. Non sono così sicuro che entri nel capitale reale… è molto più probabile che dopo la ‘fiammata’ iniziale tutto vada nel dimenticatoio in fretta. E’ la rete, baby.

  2. Io condivido soprattutto la fine dell’articolo di Epifani:-)
    Sinceramente non ci vedo nulla di nuovo in questa faccenda. Current non ha opposto capitale economico il proprio capitale sociale, ha solo aizzato e spinto al boicottaggio la propria base di clienti fedeli. Una strategia che non sfrutta minimamente le potenzialita della rete, anzi la riduce a mero strumento di rappresaglia commerciale.

    Se Current voleva fare qualcosa di nuovo e importante doveva sfruttare l’espulsione dal pacchetto SKY per dimostrare che ormai il modello broadcasting è finito e che la rete offre l’opportunità di sperimentare nuovi modelli di business per fare informazione indipendente e di qualità.

    1. be’, gialluca, quello potrebbe essere il piano B. la community si muove, magari senza farsi troppe domande. poi dove si va, si vede dopo. magari sul DTT.

    2. Beh, se Current lo considera solo un piano B, vuol dire che: non crede nella rete, non ha fatto nulla di “importante o di nuovo”, non ha agito in un modo che “non possiamo immaginare”. Ha agito come un’azienda qualsiasi, come Mediaset negli anni 90 quando lanciò la campagna VietatoVietare :-)

    3. vietato vietare, ma 2.0 :) poi sul credere nella rete, mi sembra chiaro che l’approccio è TV based, fin dall’inizio.

  3. Non so chi abbia ragione fra Sky e Current. So che a volte mi viene il dubbio che la Rete porti con sé anche un certo grado di superficialità e di mancanza di capacità critica. E’ un bel trade off fra fiducia/reputazione/assenza di intermediari/consapevolezza e velocità/diffusione degli strumenti (early adopters –> mainstream)/acriticità/superficialità. I primi aspetti senza dubbio prevalgono, ma i secondi ogni tanto emergono.
    Secondo me c’è ancora tanto, che non abbiamo ancora immaginato.

  4. Anche secondo me la rete si porta dietro un po’ di superficialità. basta l’aria di protesta contro un colosso come e sky e tutti subito a dire che Sky fa schifo senza nemmeno sapere per cosa si sta protestando. Io l’idea che mi sono fatto è che in mezzo ci sono motivi economici…altrimenti Al Gore avrebbe provveduto diversamente per la sua tv

    1. infatti io non contesto la superficialità di larga parte, ne prendo atto come motivazione comunque per le aziende a creare community coese e — almeno apparentemente — pronte all’armiamoci e partiamo.

  5. @Gialluca: heh, pare lampante che non abbia “creduto nella rete” e che non abbia fatto nulla di “lampante e/o nuovo”. Dai, parliamo di Al Gore.

    E il comportamento che ha tenuto venendo qui è stato quello tipico del capitano americano degli anni ’50.
    Il problema non sta nel “capitano d’industria” ma ne “gli anni ’50”, considerando che stiam parlando del 2011 e di internet.

    1. @Kento. Beh, nemmeno io ho molta stima di Al Gore. http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=180

      E nemmeno io penso che abbia fatto qualcosa di importante o di nuovo, ma il post che stiamo commentando invece sostiene che: ” E’ un passo importante, in cui il web entra direttamente nell’economia reale, in cui può influire sul mero scambio economico, in un modo che forse ancora non avevamo immaginato.”

    2. “E’ un passo importante, in cui il web entra direttamente nell’economia reale, in cui può influire sul mero scambio economico, in un modo che forse ancora non avevamo immaginato.” Intendevo che la community può fare advocacy e spostare equilibri che una volta erano meramente economici, non mi riferivo al web come parte del modello Current, che all’inizio mi aveva lasciato parecchio scettico (UGC what?) ma ora si potrebbe consolidare come il Fatto Quotidiano della TV. nicchia, controinformazione, community coesa.

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