Perché ho deciso di passare da 900 a 400 following su Twitter

Foto di @Cricesari su Instagram

Probabilmente il tweet era un po’ criptico. Non si capisce. Il fatto scatenante è che ho deciso una review del numero di persone (non seguo direttamente aziende, tranne pochissime, il resto sono in una lista) che seguo su Twitter: qualcuno non se ne è accorto, qualcuno se ne frega correttamente, qualcuno ne ha approfittato per (liberatoriamente, si vede che non voleva fare lui il primo passo) togliermi il follow a sua volta. Qualcuno — immagino — avrà pensato “che ho fatto”? Un altro “ecco, non scrivo cose interessanti”. Un altro “ehi, se la tira”.

Niente di tutto questo: uso Twitter principalmente come fornitore di notizie e argomenti, un integratore serendipitico ai feed RSS (che sì, sono fuori moda, ma che uso e consiglio di usare, anche ai corsi, se lavorate in questo maledetto settore).

Preciso: è il mio uso di Twitter, non quello “corretto” (che non esiste): mia figlia lo usa per essere parte della community degli onedirectioner, e lì l’unfollowing è un reato punibile con l’unfollowing — “se non mi segui, non ti seguo”. La reciprocità in quell’ambito è data dal “ci guadagnamo entrambi, avremo entrambi un follower in più”. Ma nel loro modo di usare twitter, manca il concetto di fatica e filtro: hanno tempo da perdere, beati loro, e qualunque contenuto nel loro feed parla degli 1D. E più ce n’è, meglio è.

Io ho deciso di limitare le fonti per saturazione, per fatica, a volte per duplicazione perché leggo i feed dello stesso autore, e in sintesi perché rischiavo il rigetto per lo strumento stesso. Ma anche e soprattutto per rispetto nei confronti di chi continuo a seguire e anche di chi non seguo più. Nei confronti dei primi, perché ho più tempo per leggerli e più attenzione da dedicare. Per chi non seguo, perché è inutile fingere di seguire senza poi dare mai attenzione e feedback, e anche poco dignitoso per entrambi.

Preferisco avere più tempo per rispondere e conversare. Credo fondamentalmente che chi segue 5 o 10 o 20 mila account sia uno a cui dispiace non contraccambiare per uno stravolto senso del network, ma poi non legge davvero chi segue — nella visione positiva — o che trova un metodo facile e pulito per aumentare i velocemente propri follower in quella negativa, perché contraccambiare tutti è proprio quello che i fake o gli account inerti cercano, seguire a raffica qualcuno che li seguirà: ci guadagniamo apparentemente tutti, in termini numerici (qui rimando al post sui finti follower).

Ma, a costo di non essere simpatico a tutti, non è il mio modo di intendere Twitter: ne avevo già scritto, molto tempo fa (ben tre anni :), quando su Twitter c’era forse un decimo dei contenuti attuali e del rumore di fondo.

credo che la nostra attenzione, il tempo e gli strumenti siano sempre (più o meno) gli stessi, quindi chi “segue” 1000 persone divide semplicemente il suo poco tempo tra quelle 1.000 (e visto dall’altra parte, riceverò semplicemente 1/1000 di attenzione).

Quindi “seguire” in questa concezione è “campionare”, aprire ogni tanto Twitter e sperare di essere fortunati o comunque delegare al caso i twit che leggerò. Seguire dividendo arbitrariamente in gruppi è “campionare in modo più scientifico”.
Per me seguire è “seguire”, avere la quasi certezza di non perdere una sola conversazione utile.

E per i legami numerosi, per avere un link che si autoaggiorna in caso serva, c’è — per il mio modo di vedere — Facebook, che ha inoltre un sistema interno di EdgeRank in grado di filtrare — bene o male — le nostre affinità, cosa che manca totalmente e giustamente in Twitter.

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.

51 thoughts on “Perché ho deciso di passare da 900 a 400 following su Twitter”

  1. Io me ne sono accorto e ti rispetto. Ricordo quando a Brescia (PaneWebeSalame) ti avevo accennato alla mia “regola del gambero”: quando ne aggiungo 1, ne devo togliere 2. Semplice ed implacabile! Così sono sceso ad una quota che posso seguire ed aggiungere un nuovo following non è mai un’azione compulsiva, ma dolorosamente ragionata. Ciao!

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