Una scomoda verità #2 — l’engagement marginale dei fan/follower

Il mio post della settimana scorsa su quanti davvero leggono i tweet ha suscitato un po’ di discussioni (Paolo Ratto ha composto una sintesi).
Oggi vorrei darvi un’altra sana delusione: spiegare il motivo matematico-economico per cui se avevate pensato «siccome solo pochi in percentuale mi leggono, ne devo avere tanti, di follower» la risposta che era dentro di voi era sbajiata (cit.).
Esiste una propensione marginale all’engagement* che è inversamente proporzionale (cioè il fan n+1 è sempre meno caldo del fan n) al numero dei vostri follower. Da questo discendono alcuni corollari:

  • se non aumentate il vostro livello di stupefacenza generale del vostro essere online e offline, l’aumento artificiale dei fan — via adv, giochini, contest eccetera — produrrà solo fan a engagement marginale che tendono a zero, quindi fate i conti voi
  • prima di stappare champagne perché un top influencer vi ha retwittato o segnalato, considerate che anche per lui la propensione marginale all’engagement tende a zero, quindi il tasso di click sarà ben sotto la media che vi aspettereste
  • rileggiamoci la teoria dei mille veri fan
  • sarei curioso di capire il tasso di reach/click vs Klout, ma questa è roba per Piero Tagliapietra

* Insomma, quanto vi cagano i vostri fan/follower.

Fotina di @antogasp

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Pubblicato da

Gianluca Diegoli

Nato davanti alla TV ma con un'esperienza ventennale di management su digital marketing, ecommerce e comunicazione online per le maggiori aziende italiane. Ho creato il progetto di formazione Digital Update con Alessandra Farabegoli e insegno digital marketing all'Università IULM di Milano. Ho scritto Mobile Marketing per Hoepli, Vendere Online per Sole 24 Ore, Social Commerce per Apogeo, e 91 Discutibili Tesi per me stesso.