La blogosfera non conta nulla.

Stare offline qualche giorno mi ha permesso di riflettere con calma su due temi distinti ma contigui.

Con un amico, ho discusso del suo sogno: in una città di provincia, aprire una free press stile Report che non sia condizionata dalla classica triade padana partito-banca-amministrazione. Alla mia immediata e scontata replica di quanto in alternativa sarebbe facile aprire un blog-giornale, magari con piccoli sponsor locali, ha efficacemente ribattuto su quanto sarebbe poco realistico pensare di raggiungere con un blog un numero di persone in grado di influire veramente sulle decisioni e sul futuro della città, considerato il numero di chi non ha accesso alla rete oppure non ne conosce e non ne usa pienamente le potenzialità informative.

La discussione mi ha colpito perchè spesso chi vive internet (incluso me) ne sopravvaluta e di molto la capillarità. In realtà, lui sosteneva, il web illumina e connette gli illuminati, e fa (o può) molto poco per attirare chi non è ancora ‘illuminato': per questo, dice, devi passare prima per la carta stampata, partire dalle piazze, dai bar, dalle edicole, e solo poi pensare di parlare via web.

Invece con mio nipote teenager, ho cercato di capire quanto sia diffuso l’uso della rete, di quanto sia diffuso il blogging, finendo per accettare come per buona parte di questi 14-something la rete sia solo un’estensione creativa di quello che era il telecomando e che adesso si chiama eMule o YouTube, mentre la rete ‘scritta’ sia a loro completamente sconosciuta e priva di qualsiasi interesse, e di come anche i blog (gli 80.000 di Libero e le centinaia di migliaia di MSN), per come li intendono loro, non sono nemmeno lontanamente strumenti editoriali come li intendiamo noi, ma solamente una forma graficamente leggermente diversa di ciò che per noi è solamente un profilo di Facebook.

Insomma, tranquilli, tutto quello che succede nel regno di Blogbabel, pastiglie balsamiche, rasoi miracolosi, mestruazioni virali, discussioni sulla neutralità della rete, Persone Depresse, personalità confuse, barcamp belli vs barcamp brutti, contenuti mancanti, il forse-telefonino di Google, il sistema operativo leopardato, il buzzmarketing fondato sui blogger cosiddetti ‘influenti’, tutto questo rappresenta e sposta la realtà (perfino quella in scala 1:32 della Rete) quanto il peto di un topo modifica le previsioni del tempo a tre giorni.
E la cosa strana di oggi è che trovo tutto questo, se devo essere sincero, tranquillizzante.

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44 Commenti

  1. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 12:07 AM | Permalink

    Tranquillizzante lo è per davvero.
    Ma la tendenza qual è? Perché magari in qualche anno si può passare da peto di topo a peto di elefante. E io di un peto di elefante ho paura.

  2. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 6:44 AM | Permalink

    Penso che siano le considerazioni più oneste, realistiche e condivisibili sullo “stato della blogosfera” che abbia mai letto da due anni a questa parte.
    Mi fa piacere non essere più l’unico a saper guardare con disincanto il mondo che vivo tutti i giorni e che so non essere lo stesso mondo che vive la maggior parte della gente.

  3. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 6:46 AM | Permalink

    Caro Gianluca,
    Effettivamente prendersi qualche giorno di astrazione anche – dalla rete aiuta a riflettere. A me piace chiamarlo ozio creativo.
    In termini di raccolta pubblicitaria mi sento di essere decisamente d’accordo con le riflessioni tue e del tuo amico, molto meno – sorry – sull’influenza e la tipologia di persone raggiunte. Probabilmente torniamo al ragionamento su numerica & ponderata di qualche giorno fa.
    A 14 anni, giustamente, molti teens hanno obiettivi e consapevolezza diversa da noi [io] vecchietti, è normale.
    Il battito di una farfalla può scatenare un uragano………….dixit. Per i topi mi informerò.
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

  4. Isacco
    Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 10:14 AM | Permalink

    Grillo, indipendentemente da quello che si pensa di lui e delle sue manifestazioni, e’ partito dal blog.
    Quanto questo sia stato influente rispetto a spettacoli, stampa, volantini, meetup e ammennicoli vari sarebbe forse degno di studio.
    Ciao
    I

  5. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 10:43 AM | Permalink

    “A 14 anni, giustamente, molti teens hanno obiettivi e consapevolezza diversa da noi [io] vecchietti, è normale.”
    Certo. Ma pensa alle centinaia di migliaia di blog giovanili, rispetto alla miseria di blog adulti (e rispettivi proporzionali lettori), e vedi subito le misere proporzioni reali della blogosfera-come-la-intendiamo-noi-di solito…

  6. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 10:54 AM | Permalink

    Sottoscrivo in pieno contenuto dell’articolo e riflessioni sulle implicazioni. A volte è utile notare pubblicamente che il Re è nudo, prima di ricominciare ad esaltarne le capacità comunicative…

  7. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 10:57 AM | Permalink

    Gluca, concordo con quello che hai scritto, è vero ed è tranquillizzante :-D
    Con tutta la passione e gli sbuzzi creativi che ci mettiamo, in ‘sto lavoro e in ‘ste chiacchiere, non montiamoci la testa!
    Non è che la blogosfera non conti nulla in assoluto; è semplicemente che bisogna tenere i piedi per terra e ricordarsi bene la differenza fra le parole scritte e parlate e i fatti, fra i numeri “di tendenza” e i “grandi numeri”, fra i movimenti virtuali e gli spostamenti reali.
    E anche fra “quel che si dice in rete” (e in televisione, e la pubblicità, e i giornali, se è per quello) e l’esperienza davvero “esperita” nel mondo reale (do you remember il post sul navigatore GPS?)
    Io sono fermamente convinta che il valore delle cose che facciamo su Internet non si misura in “quante informazioni spostiamo dentro a Internet”, cioè in numero lettori, risposte, trackback, link, googleranks, e compagnia bella. Si misura invece in cose che stanno nel reale, tipo:
    – tempo risparmiato a occuparsi di gestioni burocratiche (code a sportelli, consegna e ritiro manuale di documenti, pagamenti)
    – meno emissioni di CO2 per spostamenti non necessari
    – risparmi in costi di gestione aziendale
    – maggiore fatturato generato da nuovi canali di vendita
    Il resto son cose divertenti, non necessariamente disprezzabili (mica viviamo solo di necessario, per fortuna nostra), ma bisogna ricordarsi la differenza.

  8. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 11:28 AM | Permalink

    Incredibile… Hai scritto qualcosa di intelligemente intelligente! :-)

  9. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 11:40 AM | Permalink

    grazie paul, sei sempre di ispirazione :)

  10. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 1:35 PM | Permalink

    sempre ottime riflessioni…
    quindi internet per ora resta e rimane uno strumento di gestione delle nicchie (di opinione, di mkt, ecc..)
    e come sottolineavi in altro post, spesso nicchie consumer e non business

  11. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 1:47 PM | Permalink

    @Gianluca: La generalizzazione, come spesso avviene, ci porterebbe fuoristrada e specificare il mio pensiero richiede uno spazio ed un tempo maggiore ad un commento nei prossimi giorni da marketingblog proverò ad approfondire qs interessantissimo tema che hai proposto.
    @Spiderpanoz: La blogosfera – come noto – non è internet ma una frazione della rete.
    Nel 2007 e forse anche un quarto d’ora prima ogni attività è gestione delle nicchie che però sommate tra loro fanno massa.
    Un abbraccio.
    Pier Luca Santoro

  12. Tacus
    Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 2:34 PM | Permalink

    Sottoscrivo.
    Con tutti i se e i ma, chi ha 14 anni ha nei confronti della rete lo stesso disincanto che abbiamo noi nei confronti della televisione, un mezzo come un altro.
    E direi anche, per fortuna.

  13. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 3:05 PM | Permalink

    Beh dipende dalla fascia di età del pubblico… è chiaro che per la gran parte degli over 40 il giornale tradizionale ha un ruolo insostituibile, ma presto o tardi la rete (o chissà come sarà chiamata tra 15 anni) avrà il ruolo predominate.
    Vi siete chiesti perché i principali presentatori della TV sono gli stessi di 10 anni fa? Perché in questi 10 anni il pubblico è invecchiato con loro, senza minimamente aumentare di numero… i giovani hanno altro da fare, che guardare una tv di vecchi, fatta per i vecchi.

  14. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 4:02 PM | Permalink

    Concordo al 101%

  15. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 4:43 PM | Permalink

    Infatti ho sempre più voglia di parlare altro,quella roba lì finale del tuo post di solito la leggo e basta,non la segno neanche sul Tumblelog.

  16. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 4:53 PM | Permalink

    cassus! il re è nudo!

  17. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 5:16 PM | Permalink

    Quoto Isacco. I carbonari avrebbero ben saputo come usare la forza di internet oggi.
    E poi, c’è il digital divide. Bisogna aspettare ancora qualche anno. Mica la gente ha voglia di scazzarsi davanti al monitor dopo 8 ore di lavoro e 4 di traffico. TV, ci sarà sempre la TV a coccolarli. E la sbobba dei quotidiani… così rassicuranti che ci si può nascondere dietro.
    Per esempio questo Facebook. Io che di mestiere dovrei curiosare… mica ci ho avuto voglia di farlo. ‘So mica che cos’è. Ho già Linkedin, mi dico. Echeppalle. Ogni 5 minuti c’è una cosa nuova che dovrei vedere.
    Oggi mi faccio due vasche in piscina. O un bell’allenamentino. Una passeggiata nel bosco.
    Un attimo di pausa da tutta questa innovazione.
    E’ troppa. Diventa fine a sé stessa. Masturbazione.
    Il blog ha un grande potere. Ma va fatto uscire. Gli uni e gli zeri vanno trasformati in azione, fosse anche solo evangelizzazione.
    E’ uno dei media che puoi usare. Non è IL media.
    Ci trovi persone interessanti. Ci trovi la cima dell’iceberg. Il resto è fuori. Nel traffico, nel cantiere, nella catena di montaggio, al mercato dell’ortofrutta, in serra, che guida il camion, che imbianca. Vagli a dire, quando tornano sfiancati alle 10 di sera, che ci hai un nuovo post per loro.
    Però piano piano. Forse…

  18. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 7:00 PM | Permalink

    Ottima riflessione che stavo facendo anch’io una volta letto un post su un blog romano: un’analisi di quanti voti ha preso Adinolfi, famoso nella blogosfera, alle primarie del partito democratico. Lui, uno dei blog più seguiti nella rete con una percentuale infinitesimale di voti, nonostante l’effetto mediatico del suo sito..
    E’ decisamente meglio che la realtà sia quella che hai descritto tu: un microcosmo (+ o -) felice senza la pretesa di cambiare il mondo..

  19. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 7:18 PM | Permalink

    Tutto quello che scrivi sembra ovvio e molto evidente; almeno ai miei occhi.
    Ci sono diversi però, perchè secondo me dovresti applicare questa post anzichè alla blogsfera semplicemente alla coda lunga di quest’ultima. Perchè io dico che una decina di blog vengono letti ed ascoltati. Grillo su tutti.

  20. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 8:51 PM | Permalink

    Dipende. Sicuramente la blogosfera conta poco, almeno da noi. Lo strumento-blog, però è importante. E gli effetti che ha su chi lo usa, messi insieme, costruiscono un impatto non trascurabile. Se misuriamo l’influenza dei blog hai più o meno ragione, salvo rare eccezioni, se invece misuriamo l’influenza (positiva) dei blog sulle persone che li usano, attivamente o passivamente, allora il discorso cambia. E i blog diventano molto più importanti, sempre stando attenti a non perdere il senso della misura

  21. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 8:53 PM | Permalink

    e grillo con i suoi grillisti e i quotidiani che stanno passando al metodo bloggista? e le aziende che fanno blog corporate?
    in parte nel mio piccolo (specialmente nel piccolo) ho riscontrato ciò che affermi. La rete, i blog non prendono se la dimensione geografica è ancora tangibile. Credo invece che la rete sia più di un peto di un topo se mette in contatto peti di luoghi lontani come a scambiarsi la puzza l’un l’altro :-)

  22. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 9:42 PM | Permalink

    Bhe i talebani ti stanno trattando meglio di me :-)
    Oppure sono talmente boriosi che nemmeno ti considerano. Eppure sei sulla home di BB con questo articolo.
    BB stessa dice bene in chiaro che classifiche e balle varie contano poco proprio perchè gli algoritmi son quello che sono e vanno intese come indicative.
    Quando ho scritto le stesse cose……. con un po più di veleno polemico, si son sentiti toccati i talebani, quelli che pensano che tutto il mondo stia dentro quella blogopalla.
    Eppure alla fine lo scopo è sempre quello. Ampliare questa piccola blogopalla che finchè sta piegata in se stessa non conta nulla.
    Inclusione, contaminazione, sostenibilità, ec..
    Poi, però devo dirti che la funzione sociale della Blogosfera non va sottovalutata. Ultimamente proprio grazie a frequentazioni reali di blogger in carne e ossa ho conosciuto gente splendida che solo il blog mi ha permesso di conoscere.
    I boriosi e talebani son sempre meno e spostano sempre meno le previsioni del tempo.

  23. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 10:15 PM | Permalink

    Ringrazio tutti per i commenti interessanti, francamente la partecipazione a questo post va al di la’ di quello che mi aspettavo; prego anche di non allargare il mio pensiero con interpretazioni che vanno oltre quello che c’è effettivamente scritto nel post.
    Il mio post, per chi segue questo blog con continuità, era volutamente provocatorio e dal contrasto alterato dalla volontà di suscitare una (auto)riflessione sincera.
    Per inciso, non ho proprio niente contro il progetto BB (nel “regno di blogbabel” mi ci mettevo un po’ anche io) se non che quando cade in mani sbagliate si trasforma in uno strumento mortale per tutta la blogosfera.
    Inoltre, volevo rivelare che il titolo originale era “La blogosfera non conta nulla (se non per te stesso)”.
    @samuele: “Perchè io dico che una decina di blog vengono letti ed ascoltati. Grillo su tutti.” la vediamo all’opposto. secondo me il maggior valore di influenza della blogosfera, e anche quella con il maggior numero di lettori, è la coda lunga di libero.it e di MSN.

  24. Pubblicato il 5 novembre 2007 alle 11:59 PM | Permalink

    Ma allora, se la realtà è questa, perchè scrivere sul Web? Perchè pretendere da Internet quello che non ci può dare?
    Ok ok, ragionamento forse qualunquistico dato che ciascuno di noi dovrebbe interrogarsi sul perchè del proprio spazio Web (dovrebbe, cioè, analizzare il caso personale), ma il tuo post sinceramente a me non rende poi così tanto tranquillo…
    Ora vado al bar ;)

  25. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 12:19 AM | Permalink

    Ciao Gianluca,
    davvero un bel post peccato che non sono per nulla in sintonia ;-)
    Qui stiamo parlando di un’ entità – la blogosfera – che non esiste. Non esiste un luogo geometrico sferico con ben definiti confini. Per capire come stanno le cose bisogna capire che questo spazio virtuale ha dinamiche e geometrie completamente diverse da quelle della realtà.
    In meccanica quantistica succedono cose incredibili rispetto a quello che siamo abituati a vedere… ecco su internet è lo stesso.
    I blog sono una categorizzazione fittizia che non esiste da nessuna parte. Esistono solo luoghi dove vengono lasciati messaggi. Se abbandoniamo poi il discorso fesso delle elité babeliane scopriamo che su internet il mondo è piatto e non esiste sopra e sotto, meglio o peggio e la verità viene talmente polverizzata che tutti hanno ragione o torto.
    Ragionando così – allargando lo spettro – allora scopriamo che esistono miliardi di messaggi tuti importanti e insignificanti al tempo stesso (blog, chat, facebook, flickr) e capiamo che il peto del topo può diventare, in mani pericolose o intelligenti, il ruggito di un leone feroce che spaventa la realtà vera.
    Un esempio il blog di Beppe Grillo…remember remember the fifth november o peggio un articolo sbagliato o un forum libero su un quotidiano nazionale e subito le sommosse e i disordini qui nella realtà.
    Vuoi sentire l’alito del leone prova a mettere la parola rumeni qui su http://www.blogpulse.com e vedrai come l’odio circola sulla rete. Come direbbe qualcuno il lato oscuro della forza è potente e guai a noi a sottovalutarlo.
    un saluto

  26. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 12:29 AM | Permalink

    Come qualcuno di voi forse saprà, io lavoro nella comunicazione dell’agroalimentare. Che potere hanno i blog nel mio settore? Non lo so, però so con certezza che molte firme famose, per esempio Massobrio, Marchi e altri ancora, hanno affiancato all’attività giornalistica un proprio blog. E’ solo per assecondare una moda del momento o dalle discussioni nate sui loro blog poi ricavano degli input da riversare nelle pagine dei quotidiani? Perché in questo caso allora i blog possono avere grande influenza.

  27. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 1:00 AM | Permalink

    ottime considerazioni
    quando tutta l’aria fritta della cosidetta blogosfera si sgonfierà, smitizzando questi personaggi fatti di lievito di birra, finalmente anche questi personaggi guarderanno alla comunicazione vera che gli strumenti permettono
    cosa che i ragazzini hanno già capito
    (infatti a loro, giustamente, non gliene frega niente dell’autorevolezza di un blog, ma della capacità e dell’autonomia nel comunicare)

  28. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 8:13 AM | Permalink

    @Roldano, io non ho scritto che internet non conta proprio niente, ho cercato di indurre a riflettere sul fatto che conta meno di cio’ che pensiamo.
    E non ho scritto che la somma dei blog sono insignificanti, anzi. Ho scritto che la punta dell’iceberg, questo blog incluso, è – forse – insignificante mentre la coda (il tuo blogpulse:romeni) ha forme sconosciute, relazionali e probabilmente sottovalutate, ma non certo poco importanti (pensa ai 500k blog di msn.it)
    Mentre l’esempio Grillo, scusami, è trito e ritrito. Quella è la Grillo.tv, non un blog.

  29. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 8:43 AM | Permalink

    Ciao…. non bisognerebbe mai generalizzare su nulla, nemmeno sugli 80.000 blog di libero….e te lo dice una blogger di libero ! Buona giornata… :)

  30. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 8:52 AM | Permalink

    @julia: ci sono eccezioni, ma i blog nati da account di portali come libero o da spinoff di IM come MSN hanno caratteristiche diverse dagli altri, sono piu’ relazionali e meno editoriali, sempre che questa distinzione abbia un senso. Poi qui nessuno dice che i contenuti relazionali abbiano meno valore (anzi).

  31. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 1:39 PM | Permalink

    Caro Gianluca,
    noi tutti ci muoviamo qui in un mezzo particolare dove è difficile capire e farsi capire. Nonostante tutto è divertente:”io non ho scritto che internet non conta proprio niente”. Immagino la tua faccia e quando avrai pensato ma questo ha capito quello che ho scritto? ;-) Ok ho capito, ho capito il mio era un tentativo forse maldestro di ampliare il tuo discorso.
    Permettimi però di dissentire sulla tua risposta a julia. Il problema qui è che con la ricerca di tutta sta autorevolezza abbiamo innalzato al cielo i blog editorali, dimenticandoci quanto siano mooooolto più importanti le relazioni informali nel decidere qualcosa. Se a te ti serve un idraulico e mamma conosce un bravo idraulico, tu lo cerchi su Google?
    Lo stesso con i blog se voglio capire, da chi vado? Blog autorevole o forum/blog degli “amici”.

  32. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 2:48 PM | Permalink

    Per come la vedo io Internet è un mezzo, forma di intrattenimento, di divulgazione, di “esperienza” come un’altra, soggetta alle stesse leggi degli ambiti tradizionali, qui la massa delle informazioni si ripercuote sulla massa di utenti. Massa, le informazioni della rete non sono mai dettagliate come vorrei e il giretto in biblioteca è doveroso per le cose che davvero hanno importanza. Nessun prof accetterebbe una ricerca su Wikipedia.
    Il blog è un luogo estemporaneo, una pagina web come un’altra, è la moda del momento (com’erano la moda del momento i forum che frequentavo a 14 anni) solo che questo l’hanno capito i 14enni che sono più lungimiranti dei ventenni e i ventenni che vogliono stare al passo con i tempi. Stiamo tutti al passo, tanto domani parleremo di un’altra degenerazione della comunicazione. Non voglio prendermi sul serio, mi annoierei.

  33. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 2:52 PM | Permalink

    Del resto, ora che vedo, tutti quelli che hanno commentato mecompresa hanno un blog. Autorevole (?).

  34. Giuseppe Mazza
    Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 3:05 PM | Permalink

    Se a te ti serve un idraulico e mamma conosce un bravo idraulico, tu lo cerchi su Google?

    L’idraulico no… Ma il 99% degli altri mestieri sì. ;-)

  35. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 3:20 PM | Permalink

    il tuo prossimo post suppongo sarà sulle prospettive sociali della scoperta dell’acqua calda.

  36. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 3:37 PM | Permalink

    puo’ essere :)

  37. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 3:40 PM | Permalink

    PS: che forumizzazione fantastica, fra un po’ arrivano quelli di beppe grillo…

  38. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 3:52 PM | Permalink

    Non sei abbastanza populista con le tue argomentazioni…

  39. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 4:20 PM | Permalink

    Quelli di Grillo arriveranno sicuramente.
    Tu stai parlando male di Internet e quindi Tu stai parlando male dei blog e quindi TU stai parlando male anche del blog di Grillo e quindi sei da condannare perchè Tu sei contro una minoranza etica ;-)

  40. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 5:31 PM | Permalink

    tutte le dittature mirano a mettere le mani sulla scuola… plasmare le giovani menti per avere più alleati domani.Ok, non è questo il caso, ma se si vuole raggiungere coloro i quali potranno fare qualcosa in futuro, bisogna parlare ai giovani, i giovani d’oggi si fossilizzano davanti a pc e videogiochi vari, il blog secondo me ha quindi molte più possibilità di raggiungerli di quante ne abbia la carta stampata. Hai cercato di capire con tuo nipote teenager quanto sia diffuso l’uso della rete? Cosa avresti scoperto se avessi tentato di comprendere quanto sia diffuso l’uso della carta stampata? Un disastro! Il blog non è solo a disposizione di coloro che lo cercano esplicitamente per informarsi ma, grazie ai motori di ricerca, giunge anche agli occhi di chi cerca tutt’altro.
    Internet è in continua espansione, la blogosfera lo è altrettanto… io ci penserei su.
    Ovviamente c’è modo e modo di usare un blog…

  41. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 5:37 PM | Permalink

    copio il commento che ho inserito chez marketing blog
    http://www.marketingblog.it/index.cfm?blogaction=permalink&id=159A0C5B-C4D8-EC3E-040B0DFE1B23BD3E
    “Infatti io non parlavo di nicchie culturali, ma di spostare una realta’ consolidata e di massa come la stampa locale e la politica locale. rispondi quindi a questa precisa domanda:
    “pensi che un blog potrebbe far eleggere un candidato indipendente a sindaco nella tua città (o almeno arrivare al 10%)?” (si, proprio la tua, era quella del mio esempio :)
    secondo me, no. Per quanto siano gli utenti connessi in italia, “l’effetto Adinolfi” (0,1% o quello che è stato) è quello che al momento spostano i blog in ambito politico, e forse non solo.
    Per quanto riguarda i giovani, la mia provocazione era piu’ un invito a guardare la coda invece che la testa, tutto qua. E avere bene presente che a loro, di tutti i nostri blog, non solo dei primi cento, ma dei primi mille, non frega proprio nulla.”

  42. Pubblicato il 6 novembre 2007 alle 10:54 PM | Permalink

    Trovo interessante sia il post che parte del dibattito, coincide con la ricerca di Delle Fratte e Avallone sugli stili attribuzionali, , le euristiche di giudizio e disimpegno progettuale nei giovani.
    A presto, spero, Milena

  43. Pubblicato il 7 novembre 2007 alle 5:38 PM | Permalink

    copio risposta a commento su
    http://www.marketingblog.it/ inde…40B0DFE1B23BD3E
    “Caro Gianluca,
    A domanda rispondo.
    L’effetto Adinolfi – come viene definito – è frutto a mio avviso non del mezzo ma del messaggio che portava [vd mio post PD on the Web] che non aveva alcuna caratteristica e comprensibilità che lo rendesse interessante. A proposito di giovani dire solo votami perchè son giovane è troppo debole come argomento. Secondo me un blog con contenuti può far ottenere il 10% di share.
    Rispetto ai teens ora il senso del tuo stimolo mi è decisamente più chiaro ed in questi termini condivido e sottoscrivo.”
    Un abbraccio
    Pier Luca Santoro

  44. Pubblicato il 12 dicembre 2007 alle 4:00 PM | Permalink

    Ti perdono, ma non farlo più.