Essere (1999) vs partecipare (2009)

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Il dubbio è: fino a quando servirà un sito scollegato dalla conversazione in corso? E perché continuare a usare i social media per portare traffico al proprio sito quando le persone vogliono rimanere nelle zone sociali della rete?

(questo post è liberamente ispirato da quest’altro)

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media e informazione online | strategia sui social media

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19 Commenti

  1. Pubblicato il 20 novembre 2008 alle 8:01 AM | Permalink

    Davvero interessante come schema! complimenti…!

  2. Pubblicato il 20 novembre 2008 alle 8:37 AM | Permalink

    Ciao carissimo.
    Bingo: perché continuare a usare i social media quando le persone vogliono rimanere nelle zone sociali della rete ? Di disarmante semplicità ma come sempre illuminante.
    E’ una cosa che va avanti da anni. Prima nei ng (quando ancora non erano webbizzati da google), poi nei forum, poi nei blog e ora nei social media. La maggior parte di chi lo fa senza voglia, ha esattamente quell’obiettivo: distrarre dall’area sociale verso la propria “sfera” (sai che qualche tempo fa scrissi quel delirante post facilmente rintracciabile con “teoria delle sfere”).
    Sono completamente d’accordo, ogni giorno lo vado ripetendo a coloro che usano male alcuni strumenti che metto a disposizione, magari duplicando una parte dei loro post, troncandoli per giunta, con link di rimando da un’altra parte della rete, la loro. Penso che i social network stiano mettendo in serio pericolo i blog. Non perché i blog non siano più validi quanto perchè probabilmente – eccetto alcuni rari casi – verranno inglobati in ambiti più ampi e più frequentati.
    Penso invece che il sito personale continuerà a servire ma solo come strumento di approfondimento per chi, leggendo di te su un sn, poi voglia approfondire entrare più in dettaglio. Pensare che tutto finisca nei sn sarebbe triste, sarebbe un po’ perdere quelle mille strade in cui si dirama adesso la rete standardizzando il modo di presentare l’informazione e i contenuti sul modello di questo o quel sn di riferimento. Il sn nei confronti del sito personale / aziendale sarà IL nodo di collegamento principale. Diverrà (è già) indispensabile avere un network di relazioni su questi sn, sia generalisti (facebook, linkedin) che di settore.
    Ma la traslazione delle conversazioni del tipo: ciao, ho scritto una roba veramente avvincente qui, vieni a leggere, farà sempre più incazzare la comunità di turno. Se arrivo a te, è perché io ho scelto di farlo, non perché tu me lo hai chiesto.
    Tutto rigorosamente beta e imho.
    :-)
    Ciao, Fil.

  3. Pubblicato il 20 novembre 2008 alle 11:47 AM | Permalink

    Il tuo schema è molto bella. Per certi versi sono ancora fermo al 1999 e credo vada bene così, anche in futuro. E immagino sia così per molte persone che magari ci arrivano per caso sui social media ma credono di essere ancora lì nel cerchietto più piccolo.
    Ecco la tua domanda è fondamentale: è davvero necessario? Penso di no.

  4. Pubblicato il 20 novembre 2008 alle 6:21 PM | Permalink

    Beh, “Essere” è tipicamente egocentrico e come tale invasivo/aggressivo; “partecipare” è “social” (scusa ma non penso ci sia termine più adatto).
    Il passaggio dall’uno all’altro per le aziende (e cioè tutto quello che è sottointeso dalle frecce del tuo modello) comporterà un necessario percorso di apprendimento che all’inizio le porterà a “fare finta di partecipare” e poi a capire che per partecipare davvero bisogna cambiare i mindset, i paradigmi di base della comunicazione. Il tutto per arrivare ad usare gli strumenti adatti nel modo adatto per ciascun tipo di comunicazione. Il sito servirà ancora ma dovrà essere solo uno degli strumenti “del portafoglio”
    IMHO ovviamente
    A.

  5. Pubblicato il 20 novembre 2008 alle 7:05 PM | Permalink

    Completamente d’accordo. Bella tra l’altro questa sulle aziende che “fanno finta di partecipare”. Ce ne sono un mucchio ed è la soluzione peggiore per l’azienda. Meglio niente piuttosto. Io nel mio piccolo settore enogastronomico ne sto allevando tante ma tante che dal nulla cominciano a comunicare veramente come si deve.
    E’ un lavoro sporco ma qualcuno…
    Ciao, Fil.

  6. Pubblicato il 20 novembre 2008 alle 8:38 PM | Permalink

    Ho paura che il traffico verso il sito sia un po’ come i lettori dei quotidiani che in teoria leggono tutte le righe dalla prima all’ultima pagina (questo è quello che sostengono i loro venditori di pubblicità). Forse è meglio ignorare il traffico, e pensare che la reputazione viene costruita in un altro modo, ovvero stimolando le conversazioni nei media sociali (fuori dalle mura amiche del sito). Quando la reputazione c’è, prima o poi arriva anche il traffico.

  7. Pubblicato il 21 novembre 2008 alle 8:11 AM | Permalink

    Io non credo che i due modi siano sostitutivi, ma che siano perfettamente complementari.
    Partecipare senza essere non è possibile, ma essere senza partecipare non è completo. Cercherò di chiarirlo meglio, perché non riesco a spiegarlo in poche righe.

  8. Pubblicato il 21 novembre 2008 alle 8:33 AM | Permalink

    ho provato a continuare il discorso con un post http://www.dblog.it/public/post/il-sito-aziendale-e-morto-risorgera-883.asp

  9. Pubblicato il 21 novembre 2008 alle 9:21 AM | Permalink

    Non sono per nulla d’accordo e poi chi sarebbe quell’altro lì cui ti sei liberamente ispirato? Ma chi è? Ma chi lo conosce?
    Prima di scrivere bisogna documentarsi mica si può prendere per buono che scrive il primo blogger che capita :)
    Comunque ai prossimi clienti, parenti amici e blogger non dovrò più dire:”vuoi che ti faccio un disegnino?” Gli faccio vedere direttamente il tuo :)
    PS
    CC che vuol dire? carabinieri?

  10. Nicola
    Pubblicato il 21 novembre 2008 alle 11:02 AM | Permalink

    Quanti ricordi, nel ’99 facevamo distinzione tra “esistere” ed “essere”… What’s Next? ;-)

  11. Pubblicato il 21 novembre 2008 alle 12:42 PM | Permalink

    Anch’io penso che siano complementari: al limite sito=aggregatore di tutti i contenuti…su di me!

  12. Pubblicato il 21 novembre 2008 alle 12:59 PM | Permalink

    Figo.
    Una domanda cos’è però WTF?

  13. Pubblicato il 21 novembre 2008 alle 3:00 PM | Permalink

    @italo: io comincio a disperare di fare passare questo “verbo”

  14. Pubblicato il 21 novembre 2008 alle 3:02 PM | Permalink

    @emmebi “what the f*ck” in gergo geek :)

  15. Pubblicato il 22 novembre 2008 alle 8:15 AM | Permalink

    @maurizio: capisco benissimo cosa vuoi dire, secondo me bisogna “essere attraverso il partecipare”

  16. luca
    Pubblicato il 23 novembre 2008 alle 11:27 AM | Permalink

    bello questo sito, mi sta dando un sacco di spunti per la tesi. Poi a differenza della maggior parte degli altri porta alla comprensione più in profondità (nonostante la relativa brevità dei post) delle cose, piuttosto che limitarsi a dire quali sono i nuovi trends e basta. In certi blog sembra che si scriva per delle scimmiette ammaestrate che devono sapere tutto senza capire niente. ora basta, troppo miele

  17. Pubblicato il 25 novembre 2008 alle 4:28 PM | Permalink

    Contributo molto interessante. Lo ho copiato, compresa la mappa ed i link, per metterlo in discussione questa sera nel corso di un webinar a cura di http://www.dbforum.it
    Giovanni Cappellotto

  18. Pubblicato il 27 novembre 2008 alle 7:52 AM | Permalink

    Anche per questo, querido, chapeau.
    Il sito aziendale potrebbe tenersi la parte di mission e vision (+ blog dell’AD?) e anche quella di aggregatore di questi frammenti di identità aziendale?

  19. Pubblicato il 27 novembre 2008 alle 8:25 AM | Permalink

    @miriam, si’ ovviamente è un’estremizzazione per la discussione. un punto di raccordo, immagino, servirà, anche se vedo il blog come destinato a incarnare la mission e la vision.
    @all: thanks :)

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